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venerdì 5 gennaio 2007

Lady in the water


Cleveland Heep è il tranquillo e modesto custode del complesso residenziale "The Cove". Una sera Cleveland, insospettito da strani rumori provenienti dalla piscina, scopre una misteriosa creatura: si tratta della ninfa Story, un personaggio delle favole che sta cercando di rientrare nel suo mondo. Il custode, con l’aiuto degli inquilini, tenterà in ogni modo di proteggere la delicata creatura minacciata da esseri malvagi che le impediscono in ogni modo di tornare a casa...
Shyamalan è uno dei pochi autori dalle parti di Hollywood che scrive e dirige le sue opere, mettendoci chiara la sua firma. Inoltre nei suoi primi cinque film, compreso quest’ultimo "Lady in the water", ha sempre narrato storie originali e mai banali con un tocco registico perlomeno particolare. Riesce per questo difficile capire come mai la critica ed il pubblico americano gli abbiano ormai voltato le spalle. Il regista indiano comunque prosegue quel cammino iniziato con "The village", tornando a raccontare attraverso la dimensione fiabesca le nostre debolezze e le nostre virtù, anche se non rimane insensibile agli attacchi ricevuti, ritagliando proprio per un critico cinematografico il personaggio negativo della sua opera, un uomo che con il suo schematismo mette in pericolo la vita della ninfa protagonista, Story.
"Lady in the water" alla fine altro non è che una fiaba, e tra le opere di Shyamalan pare la più semplice e compatta, ma non per questo puerile o poco interessante. Il regista trapianta tutto un mondo fiabesco, con oltre alla ninfa, mostri cattivi e antichi incantesimi, in un mero condominio, un microcosmo dove tutti avranno la loro utilità al fine di salvare Story. La difficoltà starà, per ogni personaggio, nel capire il ruolo da assumere, proprio come nella vita reale, una sorta di grande gioco di ruolo, è difficile per ognuno di noi trovare la giusta collocazione. La ninfa rappresenta il tocco di magia in un mondo troppo disilluso e chiuso in se stesso, e solo se gli uomini che la circondano avranno "fede", cioè la voglia di credere in qualcosa fuori dal loro controllo, potrà salvarsi. Fede che ha perso il personaggio di Paul Giamatti (stretto il legame con il Mel Gibson di "Signs"), che a seguito della morte dei suoi cari pensa ormai di essere inutile.
Un film dunque, come il precedente "The village", piuttosto metaforico e dai più piani di lettura. Forse meno lavorato e dal profilo più basso, ma comunque coinvolgente, con un intreccio che regala anche momenti divertenti, come la ricerca dei "protagonisti" per il buon epilogo della favola tra i surreali inquilini del condominio, ed in cui non manca un po’ di thrilling, anche se questa volta il twist ending tipico del regista non c’è, ma non lo si rimpiange.

1 commento:

Anonimo ha detto...

aspetto con ansia l'uscita in dvd del suddetto film in quanto spero che il regista abbia usato gli stessi metodi con i quali ha girato il film "the village", caratterizzato da una storia a mio parere affascinante ed originale, anche se aspramente criticato, il film "the village" rappresenta uno stile a parte cioè un miscuglio tra thriller, drammatico e con un bellissimo effetto sorpresa. Spero appunto che in lady in the water il regista non si sia scostato molto da questo stile in modo da poter rivedere un film degno di esser visto.