<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141</id><updated>2011-07-30T08:22:56.933-07:00</updated><title type='text'>www.puntonet.orgFilm &amp; DvD</title><subtitle type='html'>lo spazio dedicato alle novità cinematografiche e ai dvd in uscita da noleggiare.&lt;br&gt;A cura di Marcello Angelini&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=http://www.puntonet.org&gt;&lt;img src="http://www.puntonet.org/logo/punto.jpg" align="center" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;a href=http://www.puntonet.org&gt;&lt;img src="http://www.puntonet.org/logo/puntox.jpg" align="center" /&gt;&lt;/a&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>128</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4157680029013151890</id><published>2009-11-03T10:23:00.000-08:00</published><updated>2009-11-03T10:26:19.557-08:00</updated><title type='text'>MOONARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SvB1UZCgmSI/AAAAAAAAAdo/452tezQMa7Y/s1600-h/aaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 633px; FLOAT: left; HEIGHT: 487px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399944946396469538" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SvB1UZCgmSI/AAAAAAAAAdo/452tezQMa7Y/s320/aaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4157680029013151890?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4157680029013151890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4157680029013151890' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4157680029013151890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4157680029013151890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/11/moonare.html' title='MOONARE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SvB1UZCgmSI/AAAAAAAAAdo/452tezQMa7Y/s72-c/aaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2755411414331793190</id><published>2009-10-15T06:38:00.000-07:00</published><updated>2009-10-15T06:42:01.849-07:00</updated><title type='text'>IO VI TROVERO'</title><content type='html'>&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 153px; FLOAT: left; HEIGHT: 176px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392821030393471346" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StcmJ53b4XI/AAAAAAAAAdQ/Cewzs_5wXAM/s320/38821_iovitrovero.jpg" /&gt;                                  &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StcmJ53b4XI/AAAAAAAAAdQ/Cewzs_5wXAM/s1600-h/38821_iovitrovero.jpg"&gt;Era il 1998 quando Luc Besson produsse "Taxi", il primo di quella che si sarebbe rivelata una lunga serie di film d’azione francesi chiaramente ispirati agli analoghi blockbusters statunitensi pieni di inseguimenti e sparatorie. Il problema del cinema europeo era sempre stato il budget: lui, con capitale proprio, sponsor vari e partnership con grosse case produttrici come Canal plus, sta riuscendo col tempo a sdoganare l’idea che l’entertainment più puro sia solo stelle e strisce. Tanti sono i registi, soprattutto provenienti dal mondo dei videoclip, che ha lanciato in questi dieci anni, e tanti sono stati i successi (si veda ad esempio Louis Leterrier che, lanciato con Danny the dog, ha appena diretto la megaproduzione dell’Incredibile Hulk).Io vi prenderò è l’ennesimo esempio di quest’approccio smaliziato e coraggioso dell’autore di "Il quinto elemento".Ad un ex agente segreto del governo americano, ora in pensione, viene rapita la figlia diciassettenne in viaggio a Parigi e ritrovarla prima che le possano fare del male diventa la sua missione. La trama è quanto di più semplice si possa immaginare, perfetta comunque per un bel pò di sana azione, come già "Commando" (la storia è pressoché identica) dimostrò venti anni fa. L’energico Liam Neeson si reca così Oltralpe per una caccia all’uomo degna del miglior Schwarzenegger.Ammazza a forza di colpi secchi e frasi ad effetto senza alcun rimorso. E’ chiaro fin dal dialogo al cellulare tra lui e il rapitore che dietro a tutto il progetto ci sia una bella dose di ironia (tutto è volutamente esagerato), ma non per questo non si trattiene il fiato fino alla fine della pellicola. Merito della sintetica regia di Pierre Morel (altro nome da segnare, già autore dell’ottimo Banlieu 13) e dell’adrenalinico montaggio di Frédéric Thoraval. Le coreografie dei combattimenti e i vari inseguimenti con le auto risultano chiari e avvincenti come poche volte accade sul grande schermo.Con un pizzico di malizia, si potrebbe poi fare un discorso che vada al di là delle immagini e che sottolinea la furbizia del Luc Besson sceneggiatore e produttore. Le dinamiche narrative su cui si basa il film sono quanto di più reazionario si possa portare sul grande schermo: la verginità come valore (la non vergine muore drogata), la tortura a fin di bene e senza alcuna pietà e l’Europa descritta come pericolosa e con la polizia corrotta. Elementi che forse saranno stati immessi solo per esigenze di copione, ma che seguono pedissequamente tematiche proprie della conservatrice politica americana (il sesso prima del matrimonio, il Vecchio continente traditore nel suo non appoggio alla guerra in Iraq, i maltrattamenti “giustificabili” di Guantanamo, gli arabi che alla fine sono sempre i nemici, compresi gli sceicchi). Luc Besson probabilmente non approva tutto questo, forse neanche gliene importa qualcosa, ma sa che può piacere ad un certo tipo di pubblico americano e così non si pone scrupoli a cavalcarlo.Giusto o sbagliato che sia, "Io vi troverò" risulta un film riuscito e divertente, da vedere tra amici senza troppe pretese.La frase: "Non ti ricordi di me?Abbiamo parlato due giorni fa. Ti avevo detto che ti avrei trovato".&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2755411414331793190?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2755411414331793190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2755411414331793190' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2755411414331793190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2755411414331793190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/10/io-vi-trovero.html' title='IO VI TROVERO&apos;'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StcmJ53b4XI/AAAAAAAAAdQ/Cewzs_5wXAM/s72-c/38821_iovitrovero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3615396108152096869</id><published>2009-10-14T08:51:00.000-07:00</published><updated>2009-10-14T08:55:49.993-07:00</updated><title type='text'>DEVIL'S TOMB - A CACCIA DEL DIAVOLO</title><content type='html'>&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 185px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392484705205322050" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StX0RM59gUI/AAAAAAAAAdI/MKFVsI1yoYo/s320/the_devils_tomb_leggero.jpg" /&gt;                      &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StX0RM59gUI/AAAAAAAAAdI/MKFVsI1yoYo/s1600-h/the_devils_tomb_leggero.jpg"&gt;Un gruppo di mercenari con a capo il veterano Mack (Cuba Gooding Jr.),viene incaricato da un misterioso agente della CIA di portare a termine una missione di salvataggio nel deserto mediorientale,dove un famoso scienziato (Ron Perlman),chiuso in un laboratorio segreto,è incappato nella scoperta di una terribile verità nascosta da secoli. L'incipit del film,una troppo lunga sequenza iniziale,è fastidiosamente impostata nei titoli di testa e l'abituale video regolarmente disturbato avverte del pericolo incombente. Alla successiva sonnolenta indifferenza dello spettatore viene poi presentata la consueta pattuglia di soldati d'elite incaricati del salvataggio dello scienziato rimasto racchiuso in una caverna,ove si trovava per una serie di ricerche della massima segretezza. A 15 minuti dai titoli di testa purtroppo ci si è già accorti che tipo di pellicola scorre davanti agli occhi. Nessun stupore quindi, se al già inverosimile carico di informazioni ricevute dal film si affianca un altrettanto trito campionario di visi truci e biechi,uomini e donne segnati all'unisono dalla macha determinazione del compimento della loro missione. La banalità delle scene che seguono fa sicuramente nascere un sorriso indulgente sulle labbra dello spettatore ancora disposto ad accondiscendere alla visione,ma che non può non provare stupore nell'incontrare Cuba Gooding Jr. (premio Oscar nel ' 96 per "Jerry Maguire) a capo del temerario gruppo di figure anonime e con sul viso dipinta un'espressione equivalente a quella di un video spento e continuamente perseguitato da ossessivi ricordi di un passato invaso dai rimpianti. Alla presentazione del demone nella caverna,la chiave per il libero accesso al film è disponibile per chiunque voglia continuare a vederlo. In una demenziale serie di folli sproloqui la creatura informa i presenti del motivo della sua presenza in quel luogo,con gli argomenti trasversali caratteristici di chi abita l'abisso,mutando poi modalità di comunicazione ed infettando i soldati con getti di vomito nero.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3615396108152096869?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3615396108152096869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3615396108152096869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3615396108152096869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3615396108152096869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/10/devils-tomb-caccia-del-diavolo.html' title='DEVIL&apos;S TOMB - A CACCIA DEL DIAVOLO'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/StX0RM59gUI/AAAAAAAAAdI/MKFVsI1yoYo/s72-c/the_devils_tomb_leggero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2013092979583165677</id><published>2009-09-13T05:25:00.000-07:00</published><updated>2009-09-13T05:30:22.411-07:00</updated><title type='text'>Hanna Montana The Movie</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SqzlBSQZpSI/AAAAAAAAAdA/nWSvSdVsRjw/s1600-h/38715_hannahmontana-themovie.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 137px; FLOAT: left; HEIGHT: 211px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380927465044157730" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SqzlBSQZpSI/AAAAAAAAAdA/nWSvSdVsRjw/s320/38715_hannahmontana-themovie.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Hannah Montana: The MoviePositivi, generosi sentimenti verso gli altri e la riscoperta delle proprie origini rurali possono salvare un minorenne - divenuto celebre - dai pericolosi effetti del successo. Adattamento dell'omonima, popolare serie televisiva, "Hannah Montana – il film" per dare maggior efficacia al messaggio coinvolge Miley Cyrus, la vera protagonista TV, la "pop star" adolescente più famosa al mondo, e Billy Ray Cyrus, noto cantante, facendo interpretare loro i ruoli di padre e figlia come nella realtà.La piccola è già abituata a folle di ragazzini urlanti per lei, stuoli di fotografi, richieste di autografi in strada, ed ha anche garantiti una manager personale ("tu pensa a cantare, a tutto il resto ci penso io"), shopping gratuito nei negozi di moda, un jet privato. Con una percezione paradisiaca dell'esistenza e le idee chiare sullo "show business", è così viziata da costringere un allarmato genitore al suo servizio ("non so più chi ho davanti") a portarla a riprendere contatto con la natia, genuina semplicità contadina nella fattoria della nonna in Tennessee.Riservando dispettosi incidenti da comicità "slapstick" all’avvoltoio-giornalista di una rivista "gossip" a caccia di eventuali segreti della giovane degni di scandalo, il regista Peter Chelsom si rivolge ai coetanei di Miley dando centralità formative alla famiglia e alla comunità di provincia (la vita di campagna è però rappresentata con una tale cura formale da apparire finta) rispetto alle soverchianti, deleterie dinamiche del mondo dello spettacolo. Se artisticamente i momenti più piacevoli sono nel brano "hip hop" suonato con strumenti "country" e nei titoli di coda da fuori scena di un "musical", a risultare ambigua è la soluzione da compromesso: nell'"outing" sul palco, durante il concerto davanti alla propria gente, è lo stesso pubblico a chiedere a Miley di continuare ad essere anche il suo personaggio.&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La frase&lt;/span&gt;: "Vola solo da Ovest a Est. Lo fa per rimanere giovane".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2013092979583165677?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2013092979583165677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2013092979583165677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2013092979583165677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2013092979583165677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/09/hanna-montana-movie.html' title='Hanna Montana The Movie'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SqzlBSQZpSI/AAAAAAAAAdA/nWSvSdVsRjw/s72-c/38715_hannahmontana-themovie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6536217299235693028</id><published>2009-04-30T06:34:00.000-07:00</published><updated>2009-04-30T06:37:52.018-07:00</updated><title type='text'>THE ORPHANAGE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SfmpWkjHVuI/AAAAAAAAAc4/n7Qq9a0iVl8/s1600-h/37105_theorphanage.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330477839202866914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SfmpWkjHVuI/AAAAAAAAAc4/n7Qq9a0iVl8/s320/37105_theorphanage.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;The Orphanage"La mia mente vagava rivedendo le immagini di vecchi film dell’orrore come "Suspense" di Jack Clayton e "Gli invasati" di Robert Wise, perciò pensavo che il film dovesse essere girato alla maniera classica: in uno studio".Incuriosisce non poco questa dichiarazione dell’esordiente Juan Antonio Bayona, proveniente da cortometraggi e videoclip, perché il suo "El orfanato", prodotto da Guillermo del Toro ("Il labirinto del Fauno") ed incentrato sulle figure di Laura (Belén Rueda), Carlos (Fernando Cayo) e il figlio di sette anni Simon (Roger Príncep), alle prese con qualcosa di terribile che si nasconde all’interno di un vecchio orfanotrofio abbandonato in cui la donna trascorse trent’anni prima i momenti più felici della sua infanzia, richiama alla memoria proprio le atmosfere e gli stratagemmi per trasmettere paura tipici dell’horror old style, comprendente, appunto, il film di Clayton e quello di Wise.Infatti, con un pizzico di splatter rilegato ad un paio di momenti ed una seduta spiritica in cui troviamo coinvolta perfino Geraldine Chaplin ("Il dottor Zivago"), a dominare la vicenda, costruita su lenti ritmi di narrazione e che sembra comunque riallacciarsi alla tipologia di ghost-story resa popolare da "The sixth sense-Il sesto senso" di M. Night Shyamalan e "The others" di Alejandro Amenábar, è soprattutto un sonoro tempestato di cigolii, tuoni e pioggia, quando ad intervenire non sono le inquietanti esecuzioni al piano di Fernando Velázquez ("The backwoods-Prigionieri del bosco").Per non parlare delle notevoli scenografie di Josep Rosell ("Amantes-Amanti"), le quali, illuminate dalla bella fotografia di Óscar Faura ("Quito"), contribuiscono in maniera fondamentale a rendere esteticamente accattivante un prodotto che, girato con mestiere e ben recitato, non si sarebbe altrimenti distaccato più di tanto dai vari esempi di cinema fantastico europeo d’inizio millennio (alcune situazioni ricordano sia "Fragile" che il francese "Saint Ange"), nonostante la buona sceneggiatura dell’esordiente Sergio G. Sánchez.Aspetti cui si devono i sette premi Goya assegnati a questa interessante storia di orrore che nasce nel cuore della famiglia perfetta e cresce in modo inatteso minacciando di distruggerla del tutto, fino ad un commovente twist ending che ci permette tranquillamente di leggere l’insieme quale elogio all’istinto materno ed a tutte coloro che si sacrificano fino in fondo per i propri figli.La frase: "Non è strano sentire in qualche maniera la presenza di una persona amata dopo la sua morte".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6536217299235693028?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6536217299235693028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6536217299235693028' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6536217299235693028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6536217299235693028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/04/orphanage.html' title='THE ORPHANAGE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SfmpWkjHVuI/AAAAAAAAAc4/n7Qq9a0iVl8/s72-c/37105_theorphanage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8182117736199985395</id><published>2009-03-23T08:32:00.000-07:00</published><updated>2009-03-23T08:36:45.783-07:00</updated><title type='text'>SAW V</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/ScesNsdBZkI/AAAAAAAAAcw/DcRYHIBIUCo/s1600-h/image_view.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316407236405323330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/ScesNsdBZkI/AAAAAAAAAcw/DcRYHIBIUCo/s320/image_view.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Dunque, dopo il classico shockante incipit che questa volta racchiude una bella citazione da "Il pozzo e il pendolo" di Edgar Allan Poe, ritroviamo l’investigatore Mark Hoffman (Costas Mandylor), apparentemente ultima persona che porta avanti l’eredità del perverso enigmista Jigsaw (Tobin Bell), impegnato a difendere il suo segreto eliminando tutte le questioni rimaste in sospeso.Gli sceneggiatori sono gli stessi Marcus Dunstan e Patrick Melton già autori dello script del quarto episodio, mentre Darren Lynn Bousman, che aveva diretto i tre sequel del capostipite firmato nel 2004 da James Wan, viene rimpiazzato dal suo scenografo David Hackl, il quale, come era successo negli ultimi due tasselli della serie, si trova a dover gestire un complicato intreccio tra il poliziesco e il thriller a tinte splatter costruito sul continuo alternarsi di presente e passato.Infatti, nel millennio in cui la continuità seriale cinematografica sembra essere basata sempre più sul restyling delle icone di celluloide e su esempi classificabili come pseudo-remake, la saga incentrata su quello che Luke Thomson del L.A. Weekly ha giustamente definito il migliore e più realistico antieroe horror dai tempi dell’Hannibal Lecter di Anthony Hopkins, ha intrapreso in maniera furba, ma anche intelligente, una strada del tutto alternativa.Una strada che, dinanzi all’impossibile resurrezione dell’eliminato "mostro" protagonista, trova ingegnosamente il modo di proseguire il racconto soltanto scavando nella sua mente e nei suoi macabri trascorsi, lasciando emergere in maniera progressiva dettagli ed aspetti nascosti capaci sicuramente di catturare sia l’interesse del fan che quello del comune spettatore coinvolto dalla narrazione.Aspetti che finiscono comunque per delineare sullo schermo l’evoluzione di un personaggio in realtà già morto e sepolto, mentre viene tirata di nuovo in ballo la figura dell’agente dell’FBI Strahm (Scott Patterson) e lo sguardo della macchina da presa risulta rivolto principalmente a far luce sui retroscena alla base della costruzione del sanguinolento enigmismo che attraversa l’intera serie.E, al di là degli inutili elogi agli effetti speciali di trucco, ciò che ne viene fuori è un sequel non distante nel look generale da tanti prodotti straight to video, ma ben ritmato e leggermente superiore rispetto al guardabile capitolo precedente.Con le immancabili sequenze di violenza distribuite a dovere tanto da non apparire gratuite ed indizi disseminati in attesa di una probabile sesta puntata, ricordando, però, di riguardare le prime quattro per meglio comprendere quanto raccontato da Hackl.La frase: "Voglio essere il primo a dirvi che l’Enigmista non commetterà più omicidi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8182117736199985395?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8182117736199985395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8182117736199985395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8182117736199985395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8182117736199985395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/03/saw-v.html' title='SAW V'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/ScesNsdBZkI/AAAAAAAAAcw/DcRYHIBIUCo/s72-c/image_view.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4608737623531100780</id><published>2009-02-27T08:35:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T08:38:36.580-08:00</updated><title type='text'>Zohan - Tutte le donne vengono al pettine</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SagWoPK01LI/AAAAAAAAAco/f7-koAIrpZw/s1600-h/image_view.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307517041378645170" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SagWoPK01LI/AAAAAAAAAco/f7-koAIrpZw/s320/image_view.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Zohan - Tutte le donne vengono al pettineAdam Sandler torna alle sue origini con "Zohan", eccentrico soldato del Mossad che sogna di diventare parrucchiere a New York, per fare a tutti "capelli di seta".Il comico americano aveva cominciato la sua carriera scrivendo per il Saturday Night Live e interpretando personaggi surreali e demenziali, proprio come questo supersoldato che non prova dolore, non può essere ferito e può sbaragliare decine di terroristi tutto da solo. Un personaggio che da una parte sembra la parodia di un supereroe, ma dall’altra riprende tutte le insicurezze e l’innocenza dei personaggi già interpretati da Sandler.Per mettere alla berlina terroristi, bombe e paranoie post 11 settembre l’attore americano si è avvalso dell’aiuto di due amici di vecchia data: Robert Smigel, autore del Saturday Night Live e Judd Apatow, autore di "40 anni vergine" e "Molto incinta". I tre hanno creato una commedia demenziale ma non stupida, dove si ride spesso e volentieri, e anche se molte gag sono di grana grossa, vengono messe in evidenza situazioni realmente tragiche: la politica di scambio di prigionieri tra Israele e la Palestina, la difficoltà di integrarsi in un paese straniero, la ghettizzazione.Naturalmente non siamo di fronte ad un’analisi sociopolitica, tutto è affrontato con leggerezza per far nascere il sorriso, come irresistibile è la segreteria telefonica di Hammas che non può fornire armamenti fino alla fine dell’ennesima tregua.Non è certo scontato il finale, in cui si alleano palestinesi e israeliani contro la reale minaccia dei terroristi interni americani, razzisti e xenofobi, che risultano i veri cattivi.E se tutto questo non dovesse bastarvi il film è irresistibile per la presenza di John Turturro, nei panni dell’arci nemico di Zohan, Phantom il terribile terrorista palestinese.La frase: "Stanno combattendo da 2000 anni non può durare ancora molto".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4608737623531100780?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4608737623531100780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4608737623531100780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4608737623531100780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4608737623531100780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/02/zohan-tutte-le-donne-vengono-al-pettine.html' title='Zohan - Tutte le donne vengono al pettine'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SagWoPK01LI/AAAAAAAAAco/f7-koAIrpZw/s72-c/image_view.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-341747855528060871</id><published>2009-01-26T10:08:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T10:12:57.722-08:00</updated><title type='text'>IL Papà di Giovanna</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SX380A5zCkI/AAAAAAAAAcY/xMi22zZIQQE/s1600-h/35551_ilpapadigiovanna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295666707383388738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 95px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SX380A5zCkI/AAAAAAAAAcY/xMi22zZIQQE/s320/35551_ilpapadigiovanna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il papà di GiovannaPotevamo aspettarcelo, e così è stato.Quando Pupi Avati scrive una sceneggiatura, e puntualmente la rappresenta in immagini, lo fa sempre con quella meticolosità e sensibilità, che ormai ce l’hanno fatto conoscere e amare.Anche "Il papà di Giovanna", pellicola presentata in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2008, appare fin da subito come un’opera sublime, per intensità narrativa e coinvolgimento emozionale.Una storia drammatica, in un periodo storico altrettanto tormentato come quello della Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare nella Bologna del 1938, che vede protagonisti un padre, professore di liceo, onesto, ma sopraffatto dagli eventi, e una figlia, timida e introversa, e della loro difficile sopravvivenza emotiva.Accusata dell’omicidio della migliore amica e rinchiusa per questo in un manicomio, Giovanna, se da una parte trova il muro di silenzio e di indifferenza da parte della madre, dall’altra guarda al padre come l’unico, vero appiglio di speranza.Pupi Avati, quasi in punta di piedi, costruisce un racconto silenzioso, ma che nello stesso tempo appare logorante, inquieto, mentre le note del fido Riz Ortolani, ci conducono in una sfera intimistica, che va a toccare le corde più profonde del rapporto padre – figlia.La disabilità mentale vista non come divisione, ma anzi come commovente legame, è il cardine di questa storia d’amore, sentimento che il regista conosce bene, e che da tempo esplora con successo.Silvio Orlando, che con Avati non aveva mai lavorato, sembra invece esserne uno degli attori feticcio più importanti. Un’interpretazione sincera la sua, umile, mimica, "vincente", che si fa amare.Alba Rohrwacher, poi, ha quella fragilità dirompente, stupefacente, che impressiona. Una grazia recitativa, costruita senza virtuosismi di sorta, e che attraverso un introspezione e una padronanza del ruolo, la consacrano, dopo "Giorni e Nuvole" di Soldini (un David di Donatello come miglior attrice non protagonista), come uno dei volti più intensi e interessanti del cinema italiano degli ultimi tempi.Ma è un lavoro corale, di un cast semplicemente perfetto.Da una Francesca Neri, forse in uno dei suoi ruoli più "brutali", di madre (in)sensibile, fino ad Ezio Greggio, nel suo primo ruolo drammatico, e che in maniera molto semplice riesce a ritagliarsi lo spazio giusto, senza la presunzione di chi protagonista già lo è in televisione.Ma è quel tocco, neanche troppo nascosto di Pupi Avati, a far sì che tutto sia così profondamente armonico.La sua cura e ricerca nei dettagli (non solo nella ricostruzione degli interni), e l’attenzione con la quale protegge e aiuta i suoi attori sono quegli ingredienti in più, che confermano quell’abilità descrittiva, alla quale oggi è impossibile non rivolgere ammirazione.La frase: "Non puoi costringere una donna ad amarti".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-341747855528060871?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/341747855528060871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=341747855528060871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/341747855528060871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/341747855528060871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2009/01/il-pap-di-giovanna.html' title='IL Papà di Giovanna'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SX380A5zCkI/AAAAAAAAAcY/xMi22zZIQQE/s72-c/35551_ilpapadigiovanna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5081665542944141570</id><published>2008-12-28T05:51:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T05:56:37.816-08:00</updated><title type='text'>IL CAVALIERE OSCURO</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SVeFJkxaeOI/AAAAAAAAAZs/LRjkpxyeyGc/s1600-h/thedarkknight_02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284839087278815458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SVeFJkxaeOI/AAAAAAAAAZs/LRjkpxyeyGc/s320/thedarkknight_02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SVeFEEghk4I/AAAAAAAAAZk/-q89z3G6AfY/s1600-h/35303_ilcavaliereoscuro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284838992718697346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 104px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SVeFEEghk4I/AAAAAAAAAZk/-q89z3G6AfY/s320/35303_ilcavaliereoscuro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Cavaliere Oscuro“Alcuni uomini vogliono solo bruciare il mondo”.In questa frase – declamata dal personaggio di Joker in una delle ultime catastrofiche sequenze finali – è racchiusa tutta la filosofia di questo ennesimo episodio delle gesta di Batman, l’ eroe dei fumetti creato da Bob Kane. La scelta di Christopher Nolan di improntare sulla figura di Joker tutta l’opera appare chiara fin dall’inizio, quando vediamo molti Joker organizzare una rapina tanto complicata quanto sanguinaria. Joker rappresenta il caos, la carta che scompiglia il gioco e contro la quale l’ordine e le regole costituite nulla possono. E’ contro tutto e tutti (anche la criminalità organizzata ha delle regole che il Joker stravolge, emblematica in questo senso la scena in cui brucia montagne di denaro davanti agli occhi inebetiti dei mafiosi avidi ed attaccati alla vil pecunia). Sovvertitore per eccellenza, Joker scardina le prescrizioni ed i precetti per un unico apocalittico scopo: quello di “bruciare il mondo”, per l’appunto. La vita reale, però, come a volte accade, supera l’immaginazione anche del più fertile degli sceneggiatori ed ecco che Heath Ledger, l’ottimo interprete che dà le fattezze a Joker, qualche mese dopo la lavorazione del film, come tutti sanno, ci lascia a soli trent’anni, morendo, solo, nella camera di un’appartamento. Non c’è nulla di più caotico della morte, verrebbe da dire, soprattutto quando si è giovani. Alter ego di Joker è ovviamente l’eroe Batman. Egli rappresenta l’ordine, la lealtà, la giustizia. Tanto prode e tanto disposto al sacrificio da rinunciare anche all’etichetta di “eroe” pur di assicurare alla comunità un simbolo e un ideale al quale ispirarsi. Ed a quel punto Batman diventa il guardiano silenzioso che veglia su tutti noi, il Cavaliere Oscuro che svetta nei cieli di Gothan, sempre più solo e sempre più tenebroso.Christopher Nolan, assieme al fratello Jonathan, scrive un film poderoso dove, come detto, abbondano riflessioni filosofiche sul Kaos e l’Ordine, sul ruolo dell’eroe nella società, sull’innata tendenza dell’uomo verso il bene (o il male, come sostiene Joker). La sceneggiatura però, vuoi anche per l’eccessiva pretenziosità (in fondo sempre di un fumetto parliamo), in alcuni punti mostra cedimenti, evidenziati soprattutto dalla contraddittorietà di alcuni personaggi e dalla sequenza degli eventi la cui consequenzialità non sempre appare chiara. Ed alla fine, vuoi per l’atmosfera sempre cupa e lugubre, vuoi anche per l’eccessiva lunghezza del film, l’opera risulta a tratti pesante e dallo scorrimento poco fluido. E questo nonostante alcune riprese davvero emozionanti (soprattutto quelle aeree sono di ottima fattura) ed una cast di grandissimo richiamo nel quale spiccano due sempreverdi come Michael Cane e Morgan Freeman. In definitiva, “Il Cavaliere Oscuro”, ben si incanala nel solco delle opere che lo hanno preceduto ed il suo finale assicura un futuro al pipistrello che, silenziosamente, veglia su tutti noi, anche nostro malgrado.La frase: "O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare cattivo".&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5081665542944141570?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5081665542944141570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5081665542944141570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5081665542944141570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5081665542944141570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/12/il-cavaliere-oscuro.html' title='IL CAVALIERE OSCURO'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SVeFJkxaeOI/AAAAAAAAAZs/LRjkpxyeyGc/s72-c/thedarkknight_02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1167133295897054702</id><published>2008-12-14T01:55:00.000-08:00</published><updated>2008-12-14T02:00:31.231-08:00</updated><title type='text'>Identikit di un delitto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SUTY3kHzjNI/AAAAAAAAAZc/2K-VFTsgnts/s1600-h/35290_identikitdiundelitto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279583112285883602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 100px; CURSOR: hand; HEIGHT: 141px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SUTY3kHzjNI/AAAAAAAAAZc/2K-VFTsgnts/s320/35290_identikitdiundelitto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Identikit di un delittoIl titolo originale è "The flock" e fa riferimento al termine che il Dipartimento di Polizia d’oltreoceano usa per chiamare i predatori sessuali in libertà vigilata.Quegli stessi predatori sessuali cui ha dato la caccia per anni l’emotivamente stressato funzionario di polizia Errol Babbage (Richard Gere), costretto ad un pensionamento anticipato e quindi incaricato di addestrare la giovane Allison Lowry (Claire Danes), agente che lo sostituirà, tanto da addentrarla in un depravato universo di sesso e violenza al fine di scovare il responsabile del rapimento di un’adolescente.Quindi, un rapporto maestro-allieva che ben si associa alla filosofia del "poliziesco di coppia" made in Hong Kong da cui proviene il regista Andrew Lau (autore insieme ad Alan Mak dello splendido pre-"The departed" "Infernal affairs" e da solo del pessimo horror "The park"), anche se, a quanto pare, il lungometraggio è stato in parte girato da un non accreditato Niels Mueller ("L’assassinio di Richard Nixon").E l’"American gigolò" della Mecca del cinema, affiancato anche dal veterano Ray Wise ("Robocop"), sembra rendere decisamente bene quando non si trova alle prese con trame rosa proto-Julia Roberts, mentre il look generale dell’operazione, con abbondanza di dialoghi e qualche cruda situazione, si alterna tra i lenti ritmi narrativi tipici del cinema orientale e le velocizzazioni da videoclip.Con colori spesso desaturati e contrasti a dominare la fondamentale fotografia di Enrique Chediak ("28 settimane dopo"), al servizio di un poco originale script per mano di Hans Bauer (i due "Anaconda") e Craig Mitchell (il riuscito horror "Milo") che, senza troppa fantasia, sembra guardare più al già dimenticato "Suspect zero" (2004) di E. Elias Merhige che agli inevitabili prototipi "Seven" (1995) e "Il silenzio degli innocenti" (1991).Allora, se togliamo dal cast i nomi di serie A di Gere e della Danes, rimane quello che, seppur confezionato con professionalità, non si discosta poi molto dai tanti fiacchi thriller inediti a bass(issim)o costo che affollano gli scaffali dei videoshop.La frase: "Una volta qualcuno ha detto "Se combatti troppo a lungo contro i draghi diventi un drago, e se troppo a lungo guardi l’abisso anche l’abisso poi guarderà&lt;/span&gt; te"".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1167133295897054702?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1167133295897054702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1167133295897054702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1167133295897054702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1167133295897054702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/12/identikit-di-un-delitto.html' title='Identikit di un delitto'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SUTY3kHzjNI/AAAAAAAAAZc/2K-VFTsgnts/s72-c/35290_identikitdiundelitto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3153721392718442895</id><published>2008-11-03T08:33:00.000-08:00</published><updated>2008-11-03T08:34:59.179-08:00</updated><title type='text'>Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SQ8n-uCucXI/AAAAAAAAAZU/1gjI5U23FPI/s1600-h/34853_indianajoneseilregnodelteschiodicristallo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 99px; height: 147px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SQ8n-uCucXI/AAAAAAAAAZU/1gjI5U23FPI/s320/34853_indianajoneseilregnodelteschiodicristallo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264470447884235122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Torna Indiana, l’archeologo più famoso e charmant di tutti i tempi.&lt;br /&gt;Torna dopo diciannove anni dalla sua ultima avventura, Indiana Jones e l’ultima crociata: lo ritroviamo nel 1957, nel periodo della guerra fredda, con i russi alle calcagna, ma anche il governo americano che lo crede un traditore comunista. Indiana è alla ricerca di uno dei tredici teschi di cristallo dei Maya: la leggenda dice che chi lo possiede comandi il mondo intero. Indiana non è il solo interessato alla reliquia di Akator, anche i russi, guidati dalla perfida sensitiva Irina Spalko (Cate Blanchett) non si fermeranno di fronte a nulla per entrarne in possesso. In Perù, Indiana Jones ritroverà il suo amore, Marion (Karen Allen) e verrà aiutato da un giovane ribelle esploratore, incontrato in patria, che entra in scena in moto vestito come Marlon Brando ne I selvaggi: si tratta di Mutt (Shia LaBeouf).&lt;br /&gt;Gli eroi non invecchiano e, se lo fanno, non ce ne accorgiamo. Indiana Jones è l’eroe per eccellenza, pieno di difetti, rude, scapestrato e sciupafemmine, ma su di lui puoi contare e anche sul suo senso pratico e la sua ironia. Te la può sfoderare in un covo di serpenti, oppure circondato da decine di nemici: lo sguardo beffardo, la piega delle labbra e la battuta pronta, pronto a spiazzarti. Ed è un eroe che anche qui, come ne "I predatori dell’Arca Perduta", entra in scena di schiena, controcorrente, come solo l’accoppiata degli ex ragazzacci Steven Spielberg e George Lucas poteva immaginare. Harrison Ford sarà per sempre Indiana, nell’immaginario collettivo: impossibile pensare altri al suo posto, la frusta e il cappellaccio gli stanno a pennello e a nessuno può interessare di meno la sua età. Come ogni grande attore, guidato da altri grandi, Ford è sempre credibile, mai ridicolo, neppure quando corre a perdifiato, quando compie acrobazie.&lt;br /&gt;Chi temeva quindi lo svilimento di un mito nella sua parodia, può dormire sonni tranquilli.&lt;br /&gt;Lo afferma lo stesso Ford: "Nel film riconosciamo il passare del tempo senza timori. Indiana Jones ha vent’anni in più e non c’è nulla di strano: non è certo un eroe tutto d’un pezzo come Han Solo. Il mio Indy è un comune mortale, vulnerabile e, talvolta, fragile. Il pubblico si può immedesimare nelle sue difficoltà e sono convinto che l’età lo renda più simpatico".&lt;br /&gt;Steven Spielberg riesce ancora a renderci alla perfezione la rappresentazione di un mondo avventuroso che appartiene agli anni Cinquanta del cinema americano: Spielberg attualizza la sua regia, si avvale delle più avanzate tecnologie, ma il sapore retro c’è sempre, così come i richiami agli altri episodi.&lt;br /&gt;La formula in fondo non cambia: là dove era l’Arca oggi c’è un teschio, dove erano nazisti ora sono russi, oltre alla paura degli alieni tipica di quegli anni. Spielberg trasferisce sullo schermo gli anni della sua giovinezza, con i suoi demoni e i suoi incubi personali, il periodo della guerra fredda e della caccia alle streghe; filtra nell’Alter Ego Indiana le tematiche di tutti i suoi film, come una summa, aggiungendoci, a differenza degli altri tre episodi, le inquietudini presenti ne "La guerra dei mondi e in Munich".&lt;br /&gt;Indiana si muoverà nel suo habitat solito: tra animali pericolosi, trappole, mummie, corse spericolate, cascate e esseri di un altro mondo. Avrà come al solito la sua aria stropicciata, con la barba di qualche giorno.&lt;br /&gt;E Steven Spielberg non ha nessuna intenzione di chiudere le avventure dell’archeologo: Indiana Jones raccoglierà il suo cappellaccio, in una promessa futura.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3153721392718442895?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3153721392718442895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3153721392718442895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3153721392718442895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3153721392718442895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/11/indiana-jones-e-il-regno-del-teschio-di.html' title='Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SQ8n-uCucXI/AAAAAAAAAZU/1gjI5U23FPI/s72-c/34853_indianajoneseilregnodelteschiodicristallo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8556492361626156918</id><published>2008-10-15T00:05:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T00:07:05.171-07:00</updated><title type='text'>Hulk</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SPWWYvLOi3I/AAAAAAAAAUA/FLF8u2_jOeM/s1600-h/34034_lincredibilehulk.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 97px; height: 145px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SPWWYvLOi3I/AAAAAAAAAUA/FLF8u2_jOeM/s320/34034_lincredibilehulk.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257273491749505906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Delusione. Questa essenzialmente è la sensazione dell'Hulk di Ang Lee. Tutto sembra tranne che un fumetto, o meglio l'opera tratta da un fumetto, seppure si voglia glissare sull'adattamento, che stravolge totalmente le origini e l'essenza stessa di Bruce Banner, resta una storia essenzialmente lunga o noiosa. Le due ore abbondanti di film non scorrono via piacevoli, ma ci sorprendono più di una volta ad agitarci sulla comoda poltrona in trepidante attesa dei titoli di coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David Banner (Nick Nolte), padre di Bruce (Eric Bana) è uno scienziato ossessionato dalla possibilità della rigenerazione cellulare umana come ultima frontiera dell'evoluzione, ma il blocco dei fondi da parte del Maggiore Ross (Sam Elliot) lo porta ad un gesto estremo: avviare la sperimentazione su se stesso. La decisione si rivelerà carica di conseguenze, infatti le mutazioni al suo DNA si trasmettono su suo figlio Bruce senza però sapere che tipo di ripercussioni potranno avere. Ma di tutto questo non rimane alcun ricordo in un Bruce Banner ormai cresciuto e segnato dal trauma di una misteriosa esplosione nella sua infanzia. Cresciuto presso genitori adottivi, Bruce ha intrapreso, senza saperlo, le orme del padre, diventando uno dei massimi esponenti della ricerca genetica insieme a Betty Ross (Jennifer Connely), figlia dell'allora maggiore Ross, ora generale.&lt;br /&gt;Il trauma infantile sembra ormai lontano e delle alterazioni genetiche di Bruce sembra non esservi più traccia fino ad un incidente di laboratorio che lo espone ad una dose letale di raggi Gamma; letale per chiunque, tranne per Bruce che invece sembra addirittura beneficiarne.&lt;br /&gt;Le prssioni dei militari sugli esperimenti di Bruce e Betty, l'incidente, la ricomparsa di David Banner ed il risveglio dalla quiescenza delle cellule alterate nel DNA di Bruce finiscono per liberare la furia del mostro verde: Hulk è tornato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa migliore di tutta la pellicola è sicuramente il gran talento di Ang Lee che con un montaggio a dir poco geniale alterna "picture in picture", "split screen" e passaggi in dissolvenza utilizzando tecniche tipiche degli anni settanta, ma con un gusto decisamente più moderno tanto da restituirci la sensazione del taglio delle vignette in una tavola. Ma Lee non è solo la delizia dello spettatore, purtroppo è anche la sua croce. Il cineasta di Taiwan non ha potuto / voluto snaturarsi, trasformando quello che sarebbe potuto essere un "action-movie" o quantomeno un qualcosa di ironico e scanzonato in una pellicola densa di confronti drammatici e di risvolti psicologici. Più un viaggio nell'animo umano che nella brutalità muscolare. Esteticamente bello, ma noioso. A questo si somma la scelta particolarmente infelice del protagonista, quest'ultimo eletto della terra dei canguri, non incontrerà il successo dei suoi illustri predecessori come Russel Crowe o Hugh Jackman, Eric Bana, oltre ad essere bruttino (il che non è poi così grave) è essenzialmente incapace, per tutta la durata del film mantiene la stessa espressività di un nano di gesso da giardino, tanto che alla fine accogliamo con gioia i grugniti del Golia Verde.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8556492361626156918?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8556492361626156918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8556492361626156918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8556492361626156918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8556492361626156918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/10/hulk.html' title='Hulk'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SPWWYvLOi3I/AAAAAAAAAUA/FLF8u2_jOeM/s72-c/34034_lincredibilehulk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8861788047029452414</id><published>2008-09-22T07:18:00.000-07:00</published><updated>2008-09-22T07:23:14.044-07:00</updated><title type='text'>L'amore secondo Dan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SNeqD98fIGI/AAAAAAAAAT4/TaMBBbpXJRw/s1600-h/32102_lamoresecondodan.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 119px; height: 169px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SNeqD98fIGI/AAAAAAAAAT4/TaMBBbpXJRw/s320/32102_lamoresecondodan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248850875868192866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Prima di essere un regista, Peter Hedges è un drammaturgo e uno scrittore. Suoi sono i romanzi “What’s eating Gilbert Grape” e “An ocean in Iowa”, entrambi ispiratori di altre pellicole. In effetti ciò che colpisce fin dalle prime battute del film “L’amore secondo Dan” è la sceneggiatura e la generale sensazione di essere ben scritto, stessa suggestione che del resto si aveva guardando anche il primo film di Peter Hedges: “Schegge di April”, con Kate Holmes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dan è un padre premuroso, rimasto improvvisamente vedovo, che dedica le sue giornate a prendersi cura delle sue tre figlie. Quando Dan decide di far visita alla sua famiglia per riunirsi nel weekend, conosce Anne Marie, donna affascinante e bellissima di cui subito si innamora. Peccato però, che la donna sia già legata sentimentalmente al fratello di Dan...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio gradevole questo “L’amore secondo Dan”, malgrado un inizio zoppicante per essere una commedia. In punta di piedi, infatti, lasciando che sia spesso la musica ad accompagnare le scene, il personaggio di questo padre apprensivo e un pochino bigotto, emerge un pezzo alla volta mostrandosi solo alla fine in tutta la sua complessità: e questo aspetto, cioè la sensazione che la sceneggiatura sia ben studiata perché consapevole di dove vuole andare a parare, è ciò che più convince lo spettatore.&lt;br /&gt;La regia di Peter Hedges, malgrado abbia solo un altro film al suo attivo, dimostra di essere già molto matura e di possedere una propria impronta distintiva: caratteristica, questa, affatto scontata. Come in “Schegge di April” infatti, Hedges fa parlare le situazioni, gli spazi, e i gesti. E su questi elementi tratteggia tutti i numerosi personaggi che contornano la vicenda, senza mai apparire retorico o scontato, ma al contrario naturale e sincero.&lt;br /&gt;Molto bravo il protagonista Steve Carell, interprete di “40 anni vergine”, che dimostra di riuscire a gestire molto bene i personaggi “comicamente controversi”. Sempre immensa invece Juliette Binoche, che regala inaspettatamente alcuni momenti davvero spassosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’amore secondo Dan” appassiona, diverte ed emoziona. Una commedia molto intelligente, scritta e diretta da un talento di nome Peter Hedges.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8861788047029452414?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8861788047029452414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8861788047029452414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8861788047029452414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8861788047029452414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/09/lamore-secondo-dan.html' title='L&apos;amore secondo Dan'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SNeqD98fIGI/AAAAAAAAAT4/TaMBBbpXJRw/s72-c/32102_lamoresecondodan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3050726584570979525</id><published>2008-08-10T02:08:00.000-07:00</published><updated>2008-08-10T02:09:27.125-07:00</updated><title type='text'>Spiderwick - Le cronache</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SJ6wDhZslcI/AAAAAAAAATw/W1ikZVWg2tk/s1600-h/31968_spiderwicklecronache.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 99px; height: 151px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SJ6wDhZslcI/AAAAAAAAATw/W1ikZVWg2tk/s320/31968_spiderwicklecronache.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232813391603340738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Nell’assistere alle primissime inquadrature, caratterizzate da un tono generale tendente al dark, viene quasi da pensare alle cupe atmosfere che il più delle volte sono alla base dei lavori di Tim Burton.&lt;br /&gt;Basato sull’amata serie di libri di Tony DiTerlizzi e Holly Black, “Spiderwick-Le cronache” possiede in realtà soltanto un elemento che lo accomuna al geniale autore di “Edward-Mani di forbice” e “La sposa cadavere”: il piccolo protagonista Freddie Highmore, visto proprio nel suo “La fabbrica di cioccolato”, che qui si sdoppia nei fratelli gemelli Jared e Simon Grace, figli di genitori divorziati ed appena trasferitisi con mamma e sorella maggiore nell’isolata e fatiscente tenuta di Spiderwick, un tempo dimora dei prozii Arthur e Lucinda.&lt;br /&gt;Dimora più magica di quel che potrebbe sembrare ad occhio nudo, in quanto nascondiglio della “Guida pratica di Arthur Spiderwick al mondo fantastico che vi circonda”, testo potenzialmente pericoloso che, una volta aperto, libera il fantastico mondo circostante, popolato da amichevoli folletti, bellissime fate, ma anche da spiriti maligni e dall’astuto orco malvagio Mulgarath, interpretato dal veterano Nick Nolte dei due “48 ore”.&lt;br /&gt;Grazie a questa avvincente idea di partenza ed al fondamentale supporto del fantasioso script concepito a tre mani da Karey Kirkpatrick (“La tela di Carlotta”), David Berenbaum (“Elf”) e John Sayles (“L’ululato”), quindi, il regista Mark Waters – cui dobbiamo, tra l’altro, la bellissima commedia fanta-sentimentale “Se solo fosse vero” – accontenta tutti gli amanti di troll, goblin e mostriciattoli in generale, tirando in ballo un non indifferente stuolo di straordinari esseri, tra i quali l’esilarante maiastrillo e Thimbletack, brownie ghiotto di miele sotto le cui assurde fattezze si nasconde il Martin Short di “Mars attacks!” (riecco Tim Burton).&lt;br /&gt;E, con consueta cura scenografica e fotografica (aspetto tipico di questo tipo di produzioni), lo fa senza mai abusare degli ottimi effetti digitali ad opera dell’infallibile Industrial Light &amp;amp; Magic di George Lucas, per una vicenda forse più vicina a “Un ponte per Terabithia” che a “Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio”, in quanto ambientata nel mondo reale.&lt;br /&gt;Vicenda movimentata, seppur a tratti fracassona, che ribadisce intelligentemente l’importanza dell’unione familiare, senza rinunciare, però, a tutt’altro che invadenti momenti che sfiorano l’horror.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3050726584570979525?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3050726584570979525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3050726584570979525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3050726584570979525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3050726584570979525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/08/spiderwick-le-cronache.html' title='Spiderwick - Le cronache'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Pl3kbhjBhg8/SJ6wDhZslcI/AAAAAAAAATw/W1ikZVWg2tk/s72-c/31968_spiderwicklecronache.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-9088999230038835204</id><published>2008-07-25T01:33:00.000-07:00</published><updated>2008-07-25T01:36:39.511-07:00</updated><title type='text'>L'amore secondo Dan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SImQRyGI2YI/AAAAAAAAATo/JtPShg9CKsY/s1600-h/32102_lamoresecondodan.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 105px; height: 149px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SImQRyGI2YI/AAAAAAAAATo/JtPShg9CKsY/s320/32102_lamoresecondodan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226867477719865730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Prima di essere un regista, Peter Hedges è un drammaturgo e uno scrittore. Suoi sono i romanzi “What’s eating Gilbert Grape” e “An ocean in Iowa”, entrambi ispiratori di altre pellicole. In effetti ciò che colpisce fin dalle prime battute del film “L’amore secondo Dan” è la sceneggiatura e la generale sensazione di essere ben scritto, stessa suggestione che del resto si aveva guardando anche il primo film di Peter Hedges: “Schegge di April”, con Kate Holmes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dan è un padre premuroso, rimasto improvvisamente vedovo, che dedica le sue giornate a prendersi cura delle sue tre figlie. Quando Dan decide di far visita alla sua famiglia per riunirsi nel weekend, conosce Anne Marie, donna affascinante e bellissima di cui subito si innamora. Peccato però, che la donna sia già legata sentimentalmente al fratello di Dan...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio gradevole questo “L’amore secondo Dan”, malgrado un inizio zoppicante per essere una commedia. In punta di piedi, infatti, lasciando che sia spesso la musica ad accompagnare le scene, il personaggio di questo padre apprensivo e un pochino bigotto, emerge un pezzo alla volta mostrandosi solo alla fine in tutta la sua complessità: e questo aspetto, cioè la sensazione che la sceneggiatura sia ben studiata perché consapevole di dove vuole andare a parare, è ciò che più convince lo spettatore.&lt;br /&gt;La regia di Peter Hedges, malgrado abbia solo un altro film al suo attivo, dimostra di essere già molto matura e di possedere una propria impronta distintiva: caratteristica, questa, affatto scontata. Come in “Schegge di April” infatti, Hedges fa parlare le situazioni, gli spazi, e i gesti. E su questi elementi tratteggia tutti i numerosi personaggi che contornano la vicenda, senza mai apparire retorico o scontato, ma al contrario naturale e sincero.&lt;br /&gt;Molto bravo il protagonista Steve Carell, interprete di “40 anni vergine”, che dimostra di riuscire a gestire molto bene i personaggi “comicamente controversi”. Sempre immensa invece Juliette Binoche, che regala inaspettatamente alcuni momenti davvero spassosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’amore secondo Dan” appassiona, diverte ed emoziona. Una commedia molto intelligente, scritta e diretta da un talento di nome Peter Hedges.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-9088999230038835204?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/9088999230038835204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=9088999230038835204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/9088999230038835204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/9088999230038835204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/07/lamore-secondo-dan.html' title='L&apos;amore secondo Dan'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SImQRyGI2YI/AAAAAAAAATo/JtPShg9CKsY/s72-c/32102_lamoresecondodan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5279826099466676836</id><published>2008-07-02T10:32:00.000-07:00</published><updated>2008-07-02T10:33:44.568-07:00</updated><title type='text'>Alla ricerca dell'isola di Nim</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SGu7zHOkKUI/AAAAAAAAATg/epMJlbGFpOk/s1600-h/lisoladinim.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 113px; height: 162px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SGu7zHOkKUI/AAAAAAAAATg/epMJlbGFpOk/s320/lisoladinim.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218471080026712386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Artefici nel 2005 della tenera storia d’amore under 12 “Innamorarsi a Manhattan”, il regista Mark Levin e sua moglie sceneggiatrice Jennifer Flackett si pongono entrambi dietro la macchina da presa per co-dirigere la trasposizione su celluloide de “L’isola di Nim” di Wendy Orr, favola ambientata in uno stravagante e avventuroso paradiso tropicale, la cui tematica di fondo è quella sempreverde di una famiglia che cerca di riunire se stessa. Paradiso tropicale in cui vive la Nim del titolo, con il volto della piccola e brava Abigail Breslin (“Little Miss Sunshine”), la quale, preoccupata per la misteriosa scomparsa del papà Jack, interpretato da Gerard Butler (“300”), chiede aiuto via e-mail alla scrittrice di romanzi avventurosi Alex Rover, con le fattezze di Jodie Foster (occorrono presentazioni?), donna insicura, a contatto con il mondo esterno soltanto tramite il fidato computer, che trova quindi l’occasione per passare dall’emozione delle parole stampate a quella delle imprese reali. Ed è a partire da questo momento che Levin e Flackett, introducendo l’alter ego su carta della scrittrice, che porta il suo stesso nome e nei cui indianajonesiani panni troviamo sempre Butler, espongono la loro originale maniera di affrontare non solo il rapporto che lega chi scrive libri alle proprie creature, ma anche quello che li lega al lettore. Quindi, forte del veloce ritmo conferito dal montaggio di Stuart Levy (“Ogni maledetta domenica”), quello che si presenta agli occhi dello spettatore, abbondantemente infarcito d’ironia, appare come una sorta di godibile mix tra le storie per ragazzi alla Chris Van Allsburg (l’autore di “Jumanji” e “Polar express”, per intenderci), taglio fumettistico e un vago look da cartoon in carne e ossa, tenendo in considerazione anche i diversi animali amici della protagonista, dal leone marino Selkie al pellicano Galileo. Perché, oltre a una divertente situazione in stile “Piccola peste” che vede coinvolti dei draghi volanti, non manca un intelligente messaggio ecologista, mentre i due registi, pur senza eccellere, si riconfermano apprezzabili narratori di moderne storie per famiglie. Chi, se non loro, che costituiscono una famiglia nella vita reale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;La frase&lt;/b&gt;: "Devo essere io l’eroe della storia della mia vita".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5279826099466676836?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5279826099466676836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5279826099466676836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5279826099466676836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5279826099466676836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/07/alla-ricerca-dellisola-di-nim.html' title='Alla ricerca dell&apos;isola di Nim'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SGu7zHOkKUI/AAAAAAAAATg/epMJlbGFpOk/s72-c/lisoladinim.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5337743538353368379</id><published>2008-06-10T03:25:00.000-07:00</published><updated>2008-06-10T03:26:26.345-07:00</updated><title type='text'>Il mistero delle pagine perdute</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SE5WoX12R6I/AAAAAAAAATY/sgw5ATXwVgA/s1600-h/30362_ilpostinopat-laspiaggiadigreendale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 89px; height: 128px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SE5WoX12R6I/AAAAAAAAATY/sgw5ATXwVgA/s320/30362_ilpostinopat-laspiaggiadigreendale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210197070508869538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;In attesa che Steven Spielberg e Harrison Ford ci presentino il quarto capitolo di Indiana Jones, il meglio che Hollywood offre agli appassionati di archeologia e arcani segreti legati alla storia sono le vicende di Ben Gates alias Nicolas Cage e dei suoi misteri dei templari prima (2004) e delle pagine perdute del diario degli assassini di Abramo Lincoln ora. Le ambizioni non sono certo quelle di rivoluzionare un genere, quello dell’avventura, come fece la trilogia sopra citata, ma quello di creare un grande fumettone per famiglie dove tutto appaia possibile e i continui cambi di location e gli improbabili riferimenti al passato riempiano qualsiasi vuoto o punto interrogativo della sceneggiatura. Una grande e rumorosa favola dove i cattivi non sono così cattivi, mamme e papà (il premio Oscar Helen Mirren e il già papà dell’archeologa Lara “Jolie” Croft, Jon Voigt) tornano assieme dopo trent’anni dopo aver scoperto assieme una città d’oro, le parolacce sono bandite, il presidente degli Stati Uniti è un’acculturata persona disponibile ad una chiacchierata tra amici nel fondo di una grotta nascosta e Buckingham Palace è sorvegliato come un motel dell’Arizona. Washington D.C., Parigi, Londra, il South Dakota: il mondo grande come un tragitto di una metropolitana di un piccola città dove si viaggia quasi col pensiero.&lt;br /&gt;Insomma, vi chiederete, ma l’obiettivo di realizzare un prodotto che concettualmente sostituisca il famoso cartone natalizio disneyano (che è uscito due mesi prima, Ratatouille) è riuscito? Si, ma non troppo.&lt;br /&gt;Se da una parte infatti non ci si prende, giustamente, troppo sul serio mantenendo sempre un tono piuttosto leggero anche nelle scene più “drammatiche”, oltre alla struttura scenografica sempre accattivante merito dei tanti soldi investiti e ad una riuscita scena di inseguimento automobilistica dove rigorosamente nessuno si fa male davvero (in questi film si presume sempre che i passanti siano di gomma), Nicolas Cage non riesce proprio ad aggiungere quella dose di simpatia che sempre si pretende dal protagonista di questo tipo di pellicole. Basti vedere il falso battibecco con la bella Diane Kruger: non si sorride al vederlo alzare inspiegabilmente la voce per attirare l’attenzione, ma non si vede l’ora che qualcuno lo porti via per buona pace di tutti. Per un attore che alterna alti e bassi, questo sua ennesima interpretazione non fa certo parte del primo gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;La frase&lt;/b&gt;: "L’uomo dura lo spazio di una vita, ma la storia ricorda".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5337743538353368379?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5337743538353368379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5337743538353368379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5337743538353368379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5337743538353368379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/06/il-mistero-delle-pagine-perdute.html' title='Il mistero delle pagine perdute'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SE5WoX12R6I/AAAAAAAAATY/sgw5ATXwVgA/s72-c/30362_ilpostinopat-laspiaggiadigreendale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3348055080516046549</id><published>2008-06-01T11:54:00.000-07:00</published><updated>2008-06-01T11:57:33.597-07:00</updated><title type='text'>Il falsario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SELw6fokZbI/AAAAAAAAATI/eYbECgkIgHE/s1600-h/28336_ilfalsario.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 105px; height: 138px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SELw6fokZbI/AAAAAAAAATI/eYbECgkIgHE/s320/28336_ilfalsario.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206989006908450226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Nel 1942 il maggiore tedesco Berhard Kruger istituì nel campo di concentramento di Sachsausen una squadra speciale composta da disegnatori, incisori e falsari specializzata nella creazione di documenti e valuta tutti assolutamente falsi. Tale operazione denominata Bernhard dal nome dell'ideatore aveva un duplice scopo: da una parte doveva finanziare l'economia del Terzo Reich ormai prossima al tracollo e d'altro canto doveva destabilizzare le economie inglesi e statunitensi tramite la massiccia immissione di dollari e sterline sul mercato internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo argomento affascinante era stato già oggetto nel 2004 di un film per la tv su uno dei canali della BBC, e adesso viene riproposto al grande pubblico in una produzione tedesca. "The Counterfeiter" narra questa vicenda storica dal punto di vista di Salomon detto "Sally" uno dei più capaci falsari.&lt;br /&gt;La sua vita viene risparmiata anche se ebreo dapprima in virtù delle sue doti artistiche e in seguito più prosaicamente grazie alla sua capacità di falsario. Anche se la minaccia della morte sembra temporaneamente allontanata Salomon è però attanagliato da una serie di complessi di colpa, in primo luogo nei confronti di coloro che non hanno i suoi privilegi e sono quindi condannati a morte, poi verso i membri della sua squadra che non riesce a salvare. Salomon è inoltre vittima di quel paradosso che tanto spesso ha colpito le vittime dei campi di concentramento e che è stato efficacemente descritto da Solzhenicyn nella "Giornata di Ivan Denisovich". Quando un uomo non ha più nulla, nemmeno la speranza per il futuro, tende a trovare dei piccoli piaceri nella maestria in un particolare lavoro, come se fosse un labile legame con il "mondo di prima", quello in cui ancora si era considerati uomini. Però in questo modo si finisce per essere dei tasselli indispensabili per il funzionamento di un macchinario assassino, destinato a divorare anche chi lo serve. "The Counterfeiter" racconta con efficacia tali questioni a sfondo morale virtualmente irrisolvibili senza mai scadere nella crudeltà gratuita o nel patetismo, e mostrando le vittime sempre con grande dignità. I carnefici del resto sono descritti nei loro contrasti stridenti e talora osceni, visto che chi può decidere della vita e della morte nel campo come una divinità pagana è del resto un padre amorevole in grado di commuoversi ascoltando Puccini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di film sui campi di concentramento ne sono stati fatti tanti, ma in pochi spiccano per doti particolari oppure non scadono nel cattivo gusto, nella banalizzazione o nel grottesco. The Counterfeiter, pur parlando di un gruppo di prigionieri "privilegiati" non rientra in queste detestabili categorie, spiccando anzi come un film esemplare da molti punti di vista. E il fatto che sia stato realizzato adesso in Germania non deve essere considerato un caso.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3348055080516046549?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3348055080516046549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3348055080516046549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3348055080516046549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3348055080516046549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/06/il-falsario.html' title='Il falsario'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SELw6fokZbI/AAAAAAAAATI/eYbECgkIgHE/s72-c/28336_ilfalsario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-442643955350078337</id><published>2008-05-21T08:58:00.000-07:00</published><updated>2008-05-21T09:02:50.419-07:00</updated><title type='text'>Bianco e nero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SDRHbXuDD2I/AAAAAAAAATA/tI8ZEOJdtmY/s1600-h/31051_biancoenero.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 99px; height: 143px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SDRHbXuDD2I/AAAAAAAAATA/tI8ZEOJdtmY/s320/31051_biancoenero.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202862005068959586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La società vista da un salotto buono. Tre donne, bianche, italiane, hanno abbozzato – a livello sceneggiatura - le personalità di una donna senegalese e di un uomo, così come la dinamica che li fa innamorare. Un primo punto di vista (doppiamente) esterno, quindi.&lt;br /&gt;Cristina Comencini – in collaborazione con l’organizzazione sanitaria senza fini di lucro Amref - ha ricercato, nel trattare il tema, quella leggerezza con cui ne parlavano a lei le coppie miste incontrate, che erano poi state lo spunto per il film. Insieme ad un riferimento dichiarato (“Indovina chi viene a cena?”, ma pure l’Alberto Sordi di “Tutti a casa” in qualità di italiano normale in un situazione di eccezionalità), un cast attoriale - a maggioranza femminile - onesto e simpatico, dinamico.&lt;br /&gt;Delle due comunità chiuse in sé (“se ognuno se ne sta al posto suo tutto fila liscio e tutti si vogliono bene”), la regista punzecchia il sotterraneo razzismo bifronte, misto di senso di colpa (il peso del “farsi perdonare la cameriera nera”), paura, senso di superiorità da una parte, ostilità da “mimesi di conflitti storici” dall’altra, ma anche freno ad una reciproca attrazione. Esalta invece l'incontro come fattore di cambiamento e vitalità, capace di abbattere le barriere culturali, sociali e sovvertire i ruoli (grazie alla forza della passione, contrapposta all’impegno umanitario in modo un pò qualunquista), e proprio il doppio finale mostra quanto - secondo la cineasta - gli ostacoli siano imposti dal senso comune (“alla lunga – si dice del mescolamento sentimentale - non funziona mai”), e non dalla responsabilità verso coniugi e figli. Il ricorso a forzature simboliche (la bambola bianca e quella nera, Volo e Maïga camerieri, una Piazza Vittorio interamente di pelle scura) tuttavia non fa che evidenziare un approccio arretrato, parziale, di superficie. Perchè la borghesia nera in Italia è (ancora) una rarità e il razzismo si esprime oggi con altre caratteristiche e verso altre minoranze, sebbene nessuno sponsor si sia reso disponibile per gli abiti dei due interpreti franco-africani.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-442643955350078337?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/442643955350078337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=442643955350078337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/442643955350078337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/442643955350078337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/05/bianco-e-nero.html' title='Bianco e nero'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SDRHbXuDD2I/AAAAAAAAATA/tI8ZEOJdtmY/s72-c/31051_biancoenero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-820821709530047775</id><published>2008-05-04T00:24:00.000-07:00</published><updated>2008-05-04T00:27:59.160-07:00</updated><title type='text'>Alvin Superstar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SB1lMzML57I/AAAAAAAAAS4/TUqpwwJbm3Q/s1600-h/29863_alvinsuperstar.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 112px; height: 161px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SB1lMzML57I/AAAAAAAAAS4/TUqpwwJbm3Q/s320/29863_alvinsuperstar.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196420815629576114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La storia di Alvin e i Chipmunks nasce nel lontano 1958 quando Ross Bagdasarian sr, musicista con poche speranze di successo ebbe l’idea di incidere la canzone “Witch Doctor” rallentando la velocità di registrazione, per poi far andare il nastro a velocità normale, così nacquero le voci degli scoiattoli.&lt;br /&gt;Solo successivamente vennero creati i tre Chipmunks: Alvin, Simon e Theodore. Fecero il loro debutto sulle scene al Ed Sullivan Show e successivamente vennero le serie animate.&lt;br /&gt;Per festeggiare i primi 50 anni di questi simpatici scoiattoli, diventati un fenomeno multimediale, è stato realizzato il film “Alvin superstar”, parte in animazione (3D) e parte in live action.&lt;br /&gt;La storia racconta di come i tre scoiattoli hanno conosciuto lo sfortunato musicista Dave, di come gli hanno stravolto la vita, messo a soqquadro la casa e fatto diventare un autore di successo.&lt;br /&gt;Ma il momento drammatico è in agguato: il cattivone Ian, produttore musicale di Alvin, Simon e Theodore riesce con uno stratagemma a separali da Dave e a spremerli per fare sempre più soldi.&lt;br /&gt;Il lieto fine è assicurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché la storia sia semplice e prevedibile, il film è realizzato bene con un ritmo incalzante, situazioni e battute divertenti.&lt;br /&gt;Ottima, anche l’interazione tra gli attori in carne e ossa e gli scoiattoli digitali, molto espressivi e incredibilmente simpatici.&lt;br /&gt;Il restyling degli scoiattoli non tradisce però lo spirito della serie, a trionfare sono i sani valori famigliari, sana e responsabile.&lt;br /&gt;Dave, interpretato dal bravo Jason Lee, all’inizio è il solito trentenne con la sindrome di Peter Pan, non vuole responsabilità, né impegni duraturi, ma alla fine sarà proprio lui a rappresentare il genitore coscienzioso che pone dei limiti e delle regole ai piccoli scoiattoli in contrapposizione allo “zio Ian” che invece li vizia comprandogli tutti i giocattoli del mondo e rimpinzandoli di schifezze, pensando così di legarli a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un capitolo a parte merita la musica di Alvin e i Chipmunks, dove le musiche classiche del gruppo vengono rivisitate con ritmi hip hop e reggae, ma ci sono anche nuovi brani pieni di ritmo e un ottimo sound.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-820821709530047775?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/820821709530047775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=820821709530047775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/820821709530047775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/820821709530047775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/05/alvin-superstar.html' title='Alvin Superstar'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SB1lMzML57I/AAAAAAAAAS4/TUqpwwJbm3Q/s72-c/29863_alvinsuperstar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8252146282486496165</id><published>2008-04-26T23:36:00.000-07:00</published><updated>2008-04-26T23:39:52.813-07:00</updated><title type='text'>1408</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SBQffTML56I/AAAAAAAAASw/Vwfh4jzBczM/s1600-h/29868_1408.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 116px; height: 164px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SBQffTML56I/AAAAAAAAASw/Vwfh4jzBczM/s320/29868_1408.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193810892852815778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della proiezione di “1408”, tratto dall’omonimo racconto di Stephen King contenuto nella raccolta “Tutto è fatidico”, il cinefilo più attento arriva sicuramente a chiedersi se al mago dell’horror su carta sia capitato, almeno una volta nella vita, d’imbattersi nella visione di “Danza macabra”, incentrato sulla figura di un giornalista che, in seguito ad una scommessa con Edgar Allan Poe, si trovava a dover trascorrere la notte in una casa popolata da spettri e fantasmi.&lt;br /&gt;Già, perché, nell’idea di base, ricorda non poco la splendida ghost-story diretta nel 1964 dal compianto Antonio Margheriti la vicenda dello scrittore di libri horror Mike Enslin, interpretato dal sempre eccezionale John Cusack (“Identità”), il quale, al fine di concepire quello che spera essere un nuovo bestseller, si rinchiude nella stanza 1408 del famigerato Dolphin Hotel, da tutti considerata infestata, ignorando perfino gli avvertimenti del direttore dell’albergo, con il volto di Samuel L. Jackson (“Pulp fiction”).&lt;br /&gt;E, considerando la presenza dietro la macchina da presa dello svedese Mikael Håfström, recentemente responsabile del mediocre thriller “Derailed-Attrazione letale” (2005), c’era da aspettarsi il peggio.&lt;br /&gt;Invece, a partire dagli interessanti duetti tra i due attori protagonisti, il lungometraggio si rivela immediatamente in grado di catturare l’attenzione dello spettatore, avvolgendolo, tra clima di mistero ed inquietanti apparizioni, in un teso e claustrofobico involucro di follia caratterizzato da pochissime sequenze ambientate in esterni e da un ristretto numero di effetti visivi dosati in maniera sapiente.&lt;br /&gt;Il tutto, sfruttando a dovere un esile soggetto che non avrebbe certo sfigurato al servizio di un episodio delle mitiche serie tv “Ai confini della realtà” e “Tales from the darkside”; mentre la colonna sonora per mano di Gabriel Yared (“Le vite degli altri”), oltre a garantire la consueta dose di spaventi, provvede a commentare efficacemente un racconto per immagini volto con ogni probabilità a ribadire, tramite il genere, l’importanza di convivere con i propri ricordi.&lt;br /&gt;Approdando ad un epilogo che, seppur non troppo originale, finisce per risultare tutt’altro che scontato.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8252146282486496165?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8252146282486496165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8252146282486496165' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8252146282486496165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8252146282486496165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/04/1408.html' title='1408'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SBQffTML56I/AAAAAAAAASw/Vwfh4jzBczM/s72-c/29868_1408.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-959231973011085204</id><published>2008-04-18T02:11:00.000-07:00</published><updated>2008-04-18T02:17:39.887-07:00</updated><title type='text'>Una moglie bellissima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SAhmx41B0GI/AAAAAAAAASo/P_974mZIg9o/s1600-h/29871_unamogliebellissima.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 104px; height: 145px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SAhmx41B0GI/AAAAAAAAASo/P_974mZIg9o/s320/29871_unamogliebellissima.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190511577798922338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;“Proposta indecente” alla maremmana. La provincia, con relative tipologie umane, è idilliaca, mentre il rischio di corruzione si chiama società dello spettacolo (e il senso di superiorità che la accompagna), si tratti di calendari con nudi femminili o talk show televisivi. Questo il messaggio edificante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, Leonardo Pieraccioni - con una collaudata formula da incassi natalizi - pur di avere al proprio fianco una bellezza da Miss Italia (arrivata 14° nel 1998), sua costante ossessione, scova per quel ruolo una modella (mai stata attrice) da esporre come le primizie sul bancone del protagonista fruttivendolo. Magari con una variazione sul solito tema, che lo sviluppi. Cioè - stavolta - una donna con cui far coppia fin da subito, però col rischio di perderla. A contribuire al prodotto nazional-popolare ci pensano personaggi dall’accento regionale, qualche lampo surreale (la scena dell’aspirapolvere, o “Sandy” – direttamente da “Grease” - cantata a messa), battute e sketch elementari, scaduti e di dubbio gusto (l’uomo di colore con contratto al nero, o l’equivoco sul kamikaze, tanto per fare attualità). Ma soprattutto una prevedibilità rassicurante, sotto la parola d’ordine della leggerezza: Pieraccioni sorride sempre, anche nel dolore - bandito, a favore di una tenue malinconia - per la separazione dalla moglie dopo un decennio di matrimonio, con il successivo anno di solitudine riassunto in poche sequenze. Come aggravante, ci rifila un comizio telegrafico e populista su canone RAI, condono edilizio, ICI, tassa di successione, mutuo bancario, indulto, un Massimo Ceccherini che non risparmia pesanti epiteti sulle donne, un perdono con punizione. A coronamento del quale, per assecondare l’espressione “a tarallucci e vino”, tutto finisce con due panini con porchetta. Per il cast una vacanza tra Lazio, Toscana e Seychelles, per noi parla il cameo di un Francesco Guccini che ripete: “non ho parole”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-959231973011085204?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/959231973011085204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=959231973011085204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/959231973011085204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/959231973011085204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/04/una-moglie-bellissima.html' title='Una moglie bellissima'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/SAhmx41B0GI/AAAAAAAAASo/P_974mZIg9o/s72-c/29871_unamogliebellissima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8034598607739141805</id><published>2008-04-07T08:44:00.001-07:00</published><updated>2008-04-07T08:45:24.891-07:00</updated><title type='text'>he Kingdom</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R_pBZQmL59I/AAAAAAAAASg/mjdXmaNhNRY/s1600-h/29878_thekingdom.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 94px; height: 132px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R_pBZQmL59I/AAAAAAAAASg/mjdXmaNhNRY/s320/29878_thekingdom.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186529823078213586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La partenza è di quelle che gasano. Un rapido montaggio di immagini e didascalie sulla storia dell'Arabia Saudita e del suo rapporto con il mondo occidentale, in particolare con gli Stati Uniti d'America. I titoli di testa si chiudono con un'informazione che fa tanto "Syriana": Arabia Saudita primo produttore al mondo di petrolio, Usa primo consumatore. Inizia il film e anche il prologo lascia di sasso, sgomento. Un attentato a Ryad che lascia il segno. Un bel punto di partenza per un film che potrebbe essere qualsiasi cosa: dramma, denuncia, thriller, action. Tra le tante strade possibili, il soggetto scritto da Michael Mann (che figura anche tra i produttori) le percorre tutte e nessuna. Se da una parte a giovarne è la fluidità del racconto, dall'altra la perdita è nell'autorialità/originalità. A parte il finale, che tende a rendere speculari gli atteggiamenti dei due raggruppamenti contendenti ("Fbi e polizia saudita" e "terroristi) poco e nulla c'è di critica o rilettura politica del tutto. C'è indagine, ma è limitata ad una scoperta (la barella ciò che ne consegue) e ad un paio di collegamenti fra persone abbastanza semplici. C'è un accenno di critica sul tema delle collaborazioni tra forze dell'ordine, ma dura il tempo di pensarci e di chiacchierare con il Principe arabo, dopo di che investigare in Arabia Saudita diventa come farlo negli States. C'è il tema della donna sesso non sempre gradito, ma si perde presto .C'è azione e suspanse, ma è concentrata nell'epilogo e non ha la forza visiva (tanto per fare un esempio a caso) di Michael Mann. La regia di Peter Berg non è male, ma non sembra abbia colto le potenzialità del digitale o la lezione sull'oggigiorno cinema di guerra che ha tentato di fornire Alfonso Cuaron con" I figli degli uomini". C'è la fotografia nitida e la macchina a mano, manca però il realismo. I due premi oscar Jamie Foxx e Chris Cooper fanno il loro, senza particolari spicchi. La parte non li richiedeva. Gli esterni sono stati girati negli Emirati Arabi: una scelta imprescindibile, e a suo modo storica. Il film è buono, sia chiaro. Si segue e qualche spunto lo lascia, soprattutto grazie all'epilogo, ma in questo momento in cui si sperimentano nuovi linguaggi (soprattutto col cinema d'azione) e il quotidiano (inteso come geopolitica) viene finalmente affrontato dal grande schermo, qualcosa in più era lecito aspettarselo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8034598607739141805?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8034598607739141805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8034598607739141805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8034598607739141805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8034598607739141805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/04/he-kingdom.html' title='he Kingdom'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R_pBZQmL59I/AAAAAAAAASg/mjdXmaNhNRY/s72-c/29878_thekingdom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3686772015478748236</id><published>2008-03-27T10:41:00.001-07:00</published><updated>2008-03-27T10:42:38.549-07:00</updated><title type='text'>Molto incinta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R-vcXAmL58I/AAAAAAAAASY/bJBPk4pt8yU/s1600-h/29217_moltoincinta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 80px; height: 115px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R-vcXAmL58I/AAAAAAAAASY/bJBPk4pt8yU/s320/29217_moltoincinta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182478084075153346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto scoprire a Andy Stitzer/Steve Carell il piacere della prima volta nel divertente "40 anni vergine", del 2005, il regista Judd Apatow ne riprende uno dei protagonisti, Seth Rogen ("Tu, io e Dupree"), per infilarlo nei panni di Ben Stone, alle prese con le responsabilità della vita adulta in "Knocked up", lanciato nelle sale cinematografiche italiane con un titolo che richiama alla memoria "Quasi incinta", dimenticata commediaccia diretta nel 1992 da Michael DeLuise.&lt;br /&gt;Infatti, fannullone che condivide con i quattro amici conviventi una grottesca passione per il cinema e la realizzazione di un sito internet in cui sono riportate tutte le sequenze di sesso affrontate da celebrità dello spettacolo, Ben si ritrova una sera a letto con Alison Scott, giornalista televisiva interpretata da Katherine Heigl ("100 ragazze"), per poi scoprire le conseguenze di un rapporto consumato in maniera incosciente senza prendere precauzioni.&lt;br /&gt;Ed è sull'evidente contrasto che intercorre tra la determinata serietà della ragazza ed il comportamento da eterno adolescente di Ben che Apatow costruisce principalmente la pellicola; mentre ritroviamo con piacere, nei panni del padre di lui, l'Harold Ramis di "Ghostbusters-Acchiappafantasmi", ed in quelli della sorella ed il cognato di lei gli stessi Leslie Mann e Paul Rudd del succitato film interpretato da Carell, il quale fa anche un'apparizione nei panni di sé stesso.&lt;br /&gt;Come pure Jessica Alba, Andy Dick, Eva Mendes e James Franco, man mano che, al di là di inevitabili equivoci tipici del genere, una buona dose di risate viene suscitata soprattutto dalla manifestata ossessione per l'universo della celluloide, con dialoghi costruiti quasi esclusivamente tramite citazioni di titoli come "Guerre stellari" e "Munich"; per non parlare del momento in cui il protagonista, fumando uno spinello mentre indossa una maschera anti-gas, si cimenta in un'assurda imitazione di Darth Vader.&lt;br /&gt;Sono questi elementi, insieme ad un memorabile campionario di esilaranti battute, a compensare i non sempre convincenti ritmi narrativi di una commedia dall'accennato retrogusto sociale, volta sì a ribadire che le cose buone vanno sempre in coppia, ma penalizzata in parte da un'eccessiva durata (126 minuti!) che quasi ci spinge ad avvertire concretamente i nove mesi di gravidanza di Alison.&lt;br /&gt;Quando si dice suggestione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3686772015478748236?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3686772015478748236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3686772015478748236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3686772015478748236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3686772015478748236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/03/molto-incinta.html' title='Molto incinta'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R-vcXAmL58I/AAAAAAAAASY/bJBPk4pt8yU/s72-c/29217_moltoincinta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7964538626734417637</id><published>2008-03-16T08:44:00.001-07:00</published><updated>2008-03-16T08:45:46.548-07:00</updated><title type='text'>Un uomo qualunque</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R91Ab6zBdQI/AAAAAAAAASQ/G6v6ghgqMzw/s1600-h/28942_unuomoqualunque.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 106px; height: 152px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R91Ab6zBdQI/AAAAAAAAASQ/G6v6ghgqMzw/s320/28942_unuomoqualunque.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178365994929845506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;“Un Uomo Qualunque” (“He Was a Quiet Man”, il titolo originale molto più significativo) è uno di quei film così ricchi di simboli e messaggi che districarsene per elaborarne una sintesi è un’operazione di difficile realizzazione. Totalmente imperniato sulla figura di Bob Maconel (Christian Slater), l’uomo qualunque la cui parabola discendente negli abissi della mediocrità e della frustrazione sembra inarrestabile. Questo è il punto di partenza dove nevrosi, alienazione e violenta voglia di rivalsa si mescolano, dando vita ad una miscela tanto esplosiva quanto tarpata nel grumo di rassegnazione e passività dalla quale Bob non riesce ad emanciparsi. Antieroe che sembra fuoriuscito dalle pagine di Dostoevskij, il protagonista vive di sogni irrealizzabili rappresentati da una abbozzata statuetta di una ragazza hawaiana che tremula sulla sua scrivania così come instabili sono le sue certezze nei confronti di un futuro dal quale nessuna aspettativa sembra possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frank Cappello, autore e regista, realizza questo film con spirito visionario e, attingendo da una fervida immaginazione, costella l’opera di piccoli intermezzi che enfatizzano la complicata interiorità del protagonista. Tecnicamente si affida ad una fotografia sgranata caratterizzata da una luce naturale spesso accecante e che accentua il senso di malessere in cui vive l’impiegato Bob.&lt;br /&gt;Volutamente sceglie un finale nel quale realtà ed immaginazione si fondono lasciando alla libera interpretazione dello spettatore il compito di ricongiungere le diverse fasi narrative che il regista ha il merito di qualificare con una attenta selezione dei registri narrativi e scenografici e che chiosa con una frase che non si presta ad alibi: “Arriva il momento in cui i malati ed i deboli debbono essere sacrificati per salvare il gregge”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La macchina da presa fa del protagonista il filo conduttore - ma anche l’elemento che scompiglia le carte sul tavolo – seguendone i movimenti, le espressioni, il singolo singulto. Christian Slater è molto bravo ad interpretare le nevrosi ed i tic che fanno del suo personaggio l’elemento precipuo così come William H. Macy conferma di essere uno dei più bravi attori di Hollywood. Nel cast c’è anche la giovane Elisha Cuthbert, nota per il suo ruolo nel serial “24”, impegnata con un personaggio complesso e di difficile lettura.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7964538626734417637?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7964538626734417637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7964538626734417637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7964538626734417637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7964538626734417637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/03/un-uomo-qualunque.html' title='Un uomo qualunque'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R91Ab6zBdQI/AAAAAAAAASQ/G6v6ghgqMzw/s72-c/28942_unuomoqualunque.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4263026378047251141</id><published>2008-03-08T08:27:00.000-08:00</published><updated>2008-03-08T08:32:19.846-08:00</updated><title type='text'>Nella valle di Elah</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R9K_QqzBdPI/AAAAAAAAASI/eREFK1CPdlw/s1600-h/29355_nellavalledielah.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 99px; height: 143px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R9K_QqzBdPI/AAAAAAAAASI/eREFK1CPdlw/s320/29355_nellavalledielah.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175409214889227506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo e i due premi Oscar ottenuti con "Crash", il regista canadese Paul Haggis torna sul grande schermo con un film di denuncia, "In the Valley of Elah". Il film tratto da una storia vera racconta di un soldato reduce della guerra in Iraq, che non torna in caserma dopo una licenza. Suo padre indaga sulla sua scomparsa e quello che viene a scoprire non è solo la sorte del suo ragazzo ma anche quella dei propri ideali.&lt;br /&gt;Accompagnato da un cast d'eccezione Paul Haggis riesce ancora una volta a realizzare un film al tempo stesso poetico, terribile, intenso, indicando una certa stanchezza degli americani nei confronti della guerra in Iraq. Quando sono partiti per il paese mediorientale, la popolazione statunitense pensava di portare la democrazia in un paese oppresso, in molti credevano che fosse necessario. Ma ora a distanza di anni quello che rimane della missione non sono altro che macerie, un popolo ancora più oppresso e incattivito e le croci di tanti soldati americani caduti in guerra, morti da eroi, per la patria….o almeno questa è la giustificazione che gli stessi americani si danno per sopportare lo strazio.&lt;br /&gt;Ma Haggis ha voluto portare alla luce uno dei lati più crudeli della guerra: il ritorno a casa! Milioni di ragazzi vengono mandati al fronte, (per la liberta!), ma sono molti meno quelli che ritornano, e quasi tutti soffrono della cosiddetta PTSD, cioè sindrome da stress post traumatico. Nel realizzare la sceneggiatura il regista riesce bene ad evidenziare il fatto che quei ragazzi, plagiati dal regime e dalla disciplina militare, credono ciecamente in ciò che fanno. Ma quando si trovano davanti all'orrore in loro scatta un meccanismo di difesa che li porta a confondere la realtà. Compiono atti atroci senza rendersene conto, non riescono più a distinguere il bene dal male, ciò che è divertente da ciò che è disumano.&lt;br /&gt;Tommy Lee Jones, che interpreta il padre del ragazzo scomparso, è la chiave del film. Il suo personaggio è anche lui un reduce, è abituato alla vita e al rigore militare, e fin dall'inizio del film mostra tutta la sua dedizione alla patria. Ad esempio la sua ossessione per la branda perfetta, come solo i soldati sanno fare. Ma quando si addentra nella testa del suo ragazzo attraverso i filmati del cellulare e i racconti dei commilitoni che erano con lui l'ultima sera, man mano che si rende conto di cosa sta veramente succedendo, tutti i suoi principi morali cominciano a decadere, e il letto non è più ordinato e fatto. Splendida anche Charlize Teron, ormai sempre più lontana dallo stereotipo dell'attrice bella e basta. E' perfetta in questo film, dove interpreta una detective, mamma sola con un figlio, e sempre in lotta per dimostrare di valere qualcosa in un mondo prettamente maschile….e maschilista.&lt;br /&gt;La storia della bibbia che riguarda il giovane Davide, mandato a combattere il gigante Golia con solo una fionda, per Haggis riassume l'incoscienza dei governi che mandano tanti giovani, (Troppo giovani!) a combattere contro qualcosa di più grande di loro, qualcosa di incomprensibile e terribile, con la sola arma del patriottismo. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4263026378047251141?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4263026378047251141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4263026378047251141' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4263026378047251141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4263026378047251141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/03/nella-valle-di-elah.html' title='Nella valle di Elah'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R9K_QqzBdPI/AAAAAAAAASI/eREFK1CPdlw/s72-c/29355_nellavalledielah.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3952226580399116920</id><published>2008-02-27T09:39:00.001-08:00</published><updated>2008-02-27T09:41:27.151-08:00</updated><title type='text'>Il caso Thomas Crawford</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R8WgfjIJUoI/AAAAAAAAAR0/jboNmsXcGk0/s1600-h/28932_ilcasothomascrawford.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 95px; height: 136px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R8WgfjIJUoI/AAAAAAAAAR0/jboNmsXcGk0/s320/28932_ilcasothomascrawford.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171716210970677890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Di Thomas Crawford capiamo subito che si tratta di una persona fuori dagli schemi, sin dalla prime inquadrature quando lo vediamo giocare con uno dei suoi marchingegni fatto di complesse strutture di metallo lungo le quali scorrono biglie dorate. E’ un ingegnere aeronautico, preciso e meticoloso, esattamente come il piano che mette in atto per uccidere la moglie, che lo tradisce con un poliziotto, senza dover scontare la relativa pena che la legge prevede per l’omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo vediamo freddare la moglie con tre colpi di pistola, arrembarsi nella sua splendida casa per poi farsi arrestare. Dopodiché, il resto del film si impernia sulla battaglia tra Crawford e l’ambizioso procuratore della pubblica accusa che pensa di avere tra le mani il caso più facile della terra e che si ritroverà invece a che fare con una grossa gatta da pelare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera diretta da Gregory Hoblit si snoda nel solco del thriller processuale con la particolarità che tutti noi sappiamo chi è il colpevole senza però sapere come ha fatto a nascondere le prove.&lt;br /&gt;Hoblit rappresenta il mistero che sottende a tutta la vicenda con un gusto tutto personale nell’uso del macchina da presa. Molto attento alla fotografia, propone spesso giochi di luce ed ombre ad enfatizzare le diverse personalità dei personaggi che trovano in Hopkins e Ryan Gosling due ottimi interpreti. L’alchimia tra i due, nei frequenti incontri/scontri funziona soprattutto nello scambio di ruoli, il gatto diventa topo e viceversa, che la trama dell’opera gli impongono.&lt;br /&gt;Attori dal talento particolare che il regista dirige con sapienza lasciando loro campo libero nell’esprimere l’intero campionario di cui dispongono, gigionerie comprese. E forse è questo uno dei pochi punti deboli del film e cioè quello di vedere un Anthony Hopkins ancorato alle caratteristiche di personaggi ai quali già in passato aveva prestato tutta la sua bravura. I sorrisi, le mimiche, i piccoli tic, le movenze del corpo, in alcuni momenti ricordano troppo l’Hannibal Lecter di qualche anno fa. Gosling, invece, da attore emergente qual è, riesce a confermare tutto il buono fatto finora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film comunque, scorre piacevole grazie anche ad un solido impianto che fa dei personaggi e delle relazioni tra loro uno dei punti di forza. I dialoghi sono all’altezza dei personaggi e contengono sempre un fulcro di interesse che favoriscono l’attenzione e la riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;La frase&lt;/b&gt;: "Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3952226580399116920?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3952226580399116920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3952226580399116920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3952226580399116920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3952226580399116920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/02/il-caso-thomas-crawford.html' title='Il caso Thomas Crawford'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R8WgfjIJUoI/AAAAAAAAAR0/jboNmsXcGk0/s72-c/28932_ilcasothomascrawford.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5039728162446656249</id><published>2008-02-08T01:26:00.000-08:00</published><updated>2008-02-08T01:28:54.667-08:00</updated><title type='text'>Die Hard - Vivere o morire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6wgermJUxI/AAAAAAAAARs/buVxSTvCodo/s1600-h/28943_diehard-vivereomorire.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 86px; height: 127px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6wgermJUxI/AAAAAAAAARs/buVxSTvCodo/s320/28943_diehard-vivereomorire.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164538584157999890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;E’ notte. Due adolescenti stanno amoreggiando all’interno di una macchina parcheggiata e, nonostante le rimostranze della ragazza, lui continua ad “allargarsi” nei palpeggiamenti. All’improvviso si apre la portiera, il ragazzo viene preso per il collo da due mani possenti e trascinato fuori dal veicolo: la ragazza in questione si chiama Lucy McClane e “Ti ha detto di lasciarla stare!” sono le prime, inconfondibili, parole pronunciate da John, il suo amorevole paparino.&lt;br /&gt;Die Hard 4 (che, per la prima volta, ha ottenuto dall’MPAA un PG 13 invece della solita R) comincia come uno slasher degli anni 80 ma, invece del maniaco mascherato, irrompe sulla scena uno dei poliziotti più amati e rispettatati dell’intero firmamento hollywoodiano: John McClane, sempre più stanco, sempre più indolente ma pronto, ancora una volta, “to kick-ass the bad guys”. Diciamolo subito: in un periodo di fiacchi remake e stinti sequel, è un piacere rivedere sullo schermo Bruce Willis (che, nonostante gli anni, mantiene il physique du role) nel ruolo che lo ha reso famoso. Die Hard 4 è un concentrato di azione e adrenalina (senza rinunciare alla consueta dose di humour, dote essenziale del personaggio principale) e, tra le avventure di John McClane, è il film che più cerca di avvicinarsi allo spirito della pellicola originale. La storia inizia con il nostro eroe (e l’aggettivo possessivo non è usato a caso visto che da un recente sondaggio americano, John McClane risulta uno dei personaggi di celluloide più amati dal pubblico) che, costretto dal capo, si reca a casa di un giovane hacker di nome Matt Farrell (Justin Long): i computer dell’FBI sono stati violati e tutti i principali sospetti devono essere interrogati. Un compito facile per il “vecchio” poliziotto, se non fosse che i cattivi di turno cercano di eliminare Farrell in tutti i modi. Ovviamente McClane interviene e, come d’abitudine, si caccia in un guaio più grosso di lui: un cyber-terrorista chiamato Timothy Olyphant (Thomas Gabriel) ha deciso di organizzare un colpo di Stato mandando in tilt il sistema informatico degli Stati Uniti d’America. Sembra superfluo annunciare che...non ci riuscirà. La regia di Len Wiseman (Underworld) è dinamica ed efficace e le tante scene d’azione sono rese più spettacolari e “credibili” da un uso moderato del CGI in favore di stuntmen e “real action”. Nonostante il cattivo di turno (sciapo se paragonato ad Alak Rickman) sia identificato come un “terrorista”, la sceneggiatura di Die Hard 4 non risente troppo del clima “post 11 settembre” ma – e forse questo è il lato più debole del film – sembra scimmiottare la classica struttura del “Bond Movie”, con tutto il “carico” di non plausibilità che questo comporta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5039728162446656249?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5039728162446656249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5039728162446656249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5039728162446656249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5039728162446656249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/02/die-hard-vivere-o-morire.html' title='Die Hard - Vivere o morire'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6wgermJUxI/AAAAAAAAARs/buVxSTvCodo/s72-c/28943_diehard-vivereomorire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-25970262152173340</id><published>2008-02-05T01:46:00.000-08:00</published><updated>2008-02-05T01:53:01.735-08:00</updated><title type='text'>Scrivilo sui muri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6gxtbmJUwI/AAAAAAAAARk/a4jd5EucPLk/s1600-h/28466_scrivilosuimuri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 102px; height: 146px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6gxtbmJUwI/AAAAAAAAARk/a4jd5EucPLk/s320/28466_scrivilosuimuri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163431629351899906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Claudio Bigagli (“La bella vita”) e Anna Galiena (“Come te nessuno mai”) sono i genitori di Sole, con il volto di Cristiana Capotondi (“Notte prima degli esami”), ragazza che scopre la sua identità ed il valore dell’amicizia dal momento in cui comincia a frequentare Alex e Pierpaolo, rispettivamente interpretati da Primo Reggiani (“Melissa P.”) e Ludovico Fremont (“I Cesaroni”) e facenti parte del gruppo di writer C.D., Civil Disobedience, rivali degli Z.T.K., che sta per “Zozzamo Tutto Kuanto”.&lt;br /&gt;Se poi, accanto all’esordiente Mattia Braccialarghe ed al Daniele De Angelis di “Ma che ci faccio qui!” (2006), aggiungiamo nomi del calibro di Rodolfo Laganà (“Febbre da cavallo-La mandrakata”), Yvonne Sciò (“Infelici e contenti”), Luis Molteni (“Il ritorno del Monnezza”), l’immancabile Stefano Antonucci (“Barzellette-Il film”) e la cantante Dolcenera, qui alla sua prima prova davanti alla macchina da presa, otteniamo il cast di contorno (e di richiamo) dell’ennesimo prodotto tricolore “educativo” d’inizio millennio, realizzato dal regista Giancarlo Scarchilli (quello di “Mi fai un favore” e “I fobici”) nell’intenzione d’indagare sul mondo “invisibile” di quei misteriosi individui che, armati di bombolette spray, provvedono a colorare con le proprie firme tutto ciò che gli capita, dai muri ai treni.&lt;br /&gt;Quindi, nell’Italia dell’eccessiva strafottenza giovanile in abuso di alcool, ecco puntualmente l’anarchico esempio di celluloide di cui si sentiva tutt’altro che bisogno: i ragazzi della Roma bene sono tutti superficiali ed antipatici, la polizia rappresenta il nemico da evitare ed i writer, ovviamente, sono ritratti come giovani eroi che sfogano la loro frustrazione derivata da problemi esistenziali attraverso l’imbrattamento di muri ed abbondanti fumate di spinelli, senza riuscire ad evitare neppure risse occasionali.&lt;br /&gt;Il tutto, accompagnato dalle note di Elisa e Vasco Rossi, per una noiosa operazione caratterizzata dal tipico taglio proto-fiction che attanaglia ormai il grande schermo dello stivale del XXI secolo, la quale, oltre a giocare banalmente perfino la carta del messaggio animalista, approda a risvolti dal sapore grottesco.&lt;br /&gt;E ci sembra giusto concludere con un’osservazione di Scarchilli a proposito del suo studio svolto sui writer: “Alla fine della ricerca ho compreso che i loro segni non sono altro che grida dell’anima, la sintesi di una società e di una cultura dove, se non appari e non lasci un segno visibile di te, non esisti”.&lt;br /&gt;Ma qualcosa ci dice che le uniche grida che probabilmente riusciremo a sentire saranno quelle di coloro che i muri dovranno poi ripulirli.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-25970262152173340?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/25970262152173340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=25970262152173340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/25970262152173340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/25970262152173340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/02/scrivilo-sui-muri.html' title='Scrivilo sui muri'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R6gxtbmJUwI/AAAAAAAAARk/a4jd5EucPLk/s72-c/28466_scrivilosuimuri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8931877729062190713</id><published>2008-01-29T10:11:00.000-08:00</published><updated>2008-01-29T10:13:58.490-08:00</updated><title type='text'>Surf's Up - I re delle onde</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R59smbmJUvI/AAAAAAAAARc/lvdhko243ak/s1600-h/28459_surfsup-iredelleonde.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 118px; height: 141px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R59smbmJUvI/AAAAAAAAARc/lvdhko243ak/s320/28459_surfsup-iredelleonde.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160963105488458482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sono passati tanti anni da quando al cinema se si parlava di pinguino, il pensiero non poteva che correre al cattivo Danny DeVito avversario del secondo Batman di Tim Burton. Ormai questo uccello che non vola è una star del grande schermo, soprattutto quando è disegnato (al computer). Dopo i quattro agenti improvvisati naviganti di Madagascar, e il pinguino ballerino premiato con l’Oscar di Happy Feet, ecco il surfista di Ghiacciano terme (chissà com’è nell’originale) Cody Maverick.&lt;br /&gt;Un film a suo modo geniale questo della Sony. Lo stile registico è infatti ispirato al linguaggio televisivo, quello dei reality show.&lt;br /&gt;Avete presente quel programma di Mtv in cui si segue un ragazzo X impegnato a realizzare il proprio sogno? Beh, anche se non lo conosceste, potrete facilmente dedurlo: si intervistano protagonista e conoscenti e quando c’è dell’azione ci si muove con tanto di camera a mano, quindi tremolante e esplicitamente “presente”, facendo capire che c’è un operatore lì dietro all’inquadratura (per rendere credibile le riprese in questo “stile”, si è utilizzata addirittura la motion capture). Il montaggio poi mischia il tutto mettendoci dentro anche spezzoni televisivi, con tanto di presentatori e cronisti e commento fuori campo degli stessi personaggi a vicenda già avvenuta. Il cartone animato ormai non è più un “genere” a sé stante, ma uno strumento per delle storie che in altro modo non potrebbero essere raccontate.&lt;br /&gt;La storia di per sé non è nulla di particolarmente originale. Si ruota attorno alla frase, e al tema: “se hai un sogno, non arrenderti mai”, ma l’approccio leggero e divertente (soprattutto adatto ad un pubblico più grande di quello dei bambini), con tanto di citazioni sportive (il manager alla Don King), è adeguato e rende fluido il tutto. Il surf, e lo sport, come divertimento e non competizione. Azzeccata la colonna sonora, che mette insieme una serie di hit, che già da soli sanno di vacanza. Surf’s up non sarà il cartone dell’anno, ma ha il grande merito di mettere di buon umore.&lt;br /&gt;La frase: Si è una spiaggia: sole, mare sabbia. Vista una, viste tutte.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8931877729062190713?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8931877729062190713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8931877729062190713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8931877729062190713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8931877729062190713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/01/surfs-up-i-re-delle-onde.html' title='Surf&apos;s Up - I re delle onde'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R59smbmJUvI/AAAAAAAAARc/lvdhko243ak/s72-c/28459_surfsup-iredelleonde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6226034349651880297</id><published>2008-01-18T08:27:00.000-08:00</published><updated>2008-01-18T08:32:50.554-08:00</updated><title type='text'>Un'impresa da Dio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R5DUhFGmHKI/AAAAAAAAARU/dCM2NzFyNf4/s1600-h/28462_unimpresadadio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 99px; height: 142px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R5DUhFGmHKI/AAAAAAAAARU/dCM2NzFyNf4/s320/28462_unimpresadadio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156855238109830306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto che il sequel di "una Settimana da Dio", il regista e co-produttore Tom Shadyac ha preferito proseguire la serie, sviluppando il personaggio di Steve Carrell. Un'impresa lo è stata anche il film: una squadra di più di cento persone per costruire l'arca, oltre 177 specie animali, troupe di 40 macchinisti per le scene con umani e bestie. Marcato l'impegno ambientalista, visto che la produzione si è affiancata il Conservation Fund of Washington D.C. (insieme hanno inoltre lanciato un sito) e per ammortizzare la propria emissione di monossido di carbonio ha piantato duemila alberi in due riserve e nella zona delle riprese, riciclato materiali, e infine donato le piante e il legname impiegati, biciclette a tutto il cast, e i ricavati della vendita dell'acciaio dell'arca e dell'acqua in bottiglia (di una società di Shadyac) ad associazioni umanitarie ed ecologiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La satira colpisce soprattutto la politica, mostrando una Commissione Risorse Naturali alla mercè di uno squalo (John Goodman) - già responsabile della cementificazione di una valle grazie alla costruzione di una pericolosa diga - che presenta al Congresso una legge per l'edificazione nei parchi nazionali puntando sull'appoggio di un neoeletto tutto filosofia aziendale e apparenza ("sono vincente, bello e potente" si dice allo specchio la mattina).&lt;br /&gt;Vengono attaccati pure il consumismo e l'atteggiamento verso chi combatte in difesa della Natura, additato come pazzo o catastrofista, mentre l'invito è a sacrificarsi meno al lavoro in favore del tempo da dedicare agli affetti e alla ricerca della felicità. Da un punto di vista laico, l'approccio religioso sceglie sì la leggerezza e il politicamente corretto (con tanto di padreterno afroamericano), ma resta pur sempre cattolico-creazionista. In questa storiella surreal demenziale, imperniata sulla mimica di Carrell e sulla quantità delle battute (a volte efficaci), la parte più divertente spetta comunque ai titoli di coda, applicazione dell'11° comandamento: fare la danza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6226034349651880297?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6226034349651880297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6226034349651880297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6226034349651880297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6226034349651880297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/01/unimpresa-da-dio.html' title='Un&apos;impresa da Dio'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R5DUhFGmHKI/AAAAAAAAARU/dCM2NzFyNf4/s72-c/28462_unimpresadadio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5846322151844165832</id><published>2008-01-10T00:27:00.001-08:00</published><updated>2008-01-10T00:28:35.486-08:00</updated><title type='text'>Premonition</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R4XXFFGmHJI/AAAAAAAAARM/iVUkBaLq6Js/s1600-h/28281_premonition.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 107px; height: 154px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R4XXFFGmHJI/AAAAAAAAARM/iVUkBaLq6Js/s320/28281_premonition.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153761830864559250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Linda ha una vita perfetta. Il marito le regala una casa meravigliosa, con lui ha due bellissime figlie che accompagna a scuola ogni mattina per poi fare un pò di jogging e quindi tornare a casa e continuare a condurre la sua esistenza di serena e soddisfatta mamma e casalinga. Svegliarsi una mattina ed accorgersi che la tua splendida vita si è trasformata in un film montato da un tecnico distratto, una vita dove il sabato viene prima del mercoledì e dove tuo marito che credevi morto e invece vivo e vegeto e si sta facendo la doccia nel bagno dove fino a poche ora prima lo piangevi in silenzio, non è certamente un'esperienza piacevole dalla quale districarsi facilmente. Ci riesce non senza difficoltà la protagonista del film Linda interpretata dalla volitiva Sandra Bullock, in un finale che lascia più domande che risposte; non ci riescono gli autori di questo film che navigando nelle acque perigliose degli sfasamenti temporali perdono la bussola del racconto e con loro anche noi, sventurati spettatori in balia degli azzardi dello sceneggiatore Bill Kelly.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Premonition", diretto dal tedesco Mennan Yapo (fortissimamente voluto dalla produzione) si avventura sulla scia di film come "Memento". Opere che riescono solo se supportate da una rigorosa scrittura che saggi tutte le conseguenze dell'andare a spasso per il tempo. Troppo si osa in questo film ed alla fine ci si districa faticosamente del distinguere le premonizioni di Linda dalle vicende che realmente stanno accadendo, i sogni dalla realtà. Ed in questo guazzabuglio a poco giova l'attenta direzione del giovane Yapo il quale dimostra di saperci ben fare con la luce ed i colori e di voler volare alto (e non solo con le riprese aeree che sembra prediligere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Protagonista assoluta del film è Sandra Bullock la quale regge il ruolo con disinvoltura senza lasciarsi andare a tentazioni di istrionismo ma calandosi nel ruolo con misurata drammaticità e riuscendo a modificare le caratteristiche psicologiche del proprio personaggio a seguito delle vicende cui andrà incontro. Di fronte alla sua statura rimangono un pò in ombra, ma era forse inevitabile, le figure che le sono attorno. Sorte che investe in particolare il marito (interpretato da Julian McMahon, un ruolo in "I fantastici 4") il quale sembra incapace di distaccarsi dal ruolo di semplice comprimario.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5846322151844165832?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5846322151844165832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5846322151844165832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5846322151844165832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5846322151844165832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/01/premonition.html' title='Premonition'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R4XXFFGmHJI/AAAAAAAAARM/iVUkBaLq6Js/s72-c/28281_premonition.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6225848135561094867</id><published>2008-01-03T09:43:00.000-08:00</published><updated>2008-01-03T09:45:19.592-08:00</updated><title type='text'>Espiazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R30e_lGmHII/AAAAAAAAARE/ErdMdR-9kB0/s1600-h/Espiazione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 138px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R30e_lGmHII/AAAAAAAAARE/ErdMdR-9kB0/s320/Espiazione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151307626422082690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Può un singolo errore modificare il corso di un’intera esistenza? Ed è possibile riparare ai propri peccati attraverso la scrittura? Queste due domande costituiscono il tema portante di “Espiazione”, il meraviglioso romanzo dell’acclamato autore inglese Ian McEwan, e dell’omonimo film diretto da Joe Wright, alla sua seconda prova da regista dopo “Orgoglio e pregiudizio”. Adattato per il grande schermo da Christopher Hampton (“Le relazioni pericolose”), “Espiazione” è stato presentato in anteprima al Festival di Venezia 2007 ed ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica internazionale. Il principale merito del film di Wright sta soprattutto nell’aver saputo riproporre le complesse tematiche dell'opera di McEwan servendosi del mezzo cinematografico, in una pellicola che unisce la stupefacente forza espressiva delle immagini con il coinvolgimento emotivo della storia, l’introspezione psicologica con il senso dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come il romanzo di McEwan, anche il film è suddiviso in diverse linee temporali: la prima è ambientata nell’Inghilterra del 1935, nella villa di campagna della famiglia Tallis; la seconda nel 1940, durante l’evacuazione dell’esercito inglese a Dunkerque; la terza a Londra, sempre nel periodo della guerra, per chiudere infine con un significativo epilogo nel 1999. Personaggio chiave e voce narrante delle vicende è Briony Tallis (interpretata nelle varie fasi della sua vita da tre attrici distinte: Saoirse Ronan, Romola Garai e Vanessa Redgrave): un’aspirante scrittrice dotata di una fervida immaginazione che, all’età di tredici anni, commetterà un errore terribile accusando un innocente di un crimine spaventoso. Da allora, l’esistenza di Briony sarà consacrata ad espiare la propria colpa: un’espiazione che avverrà tramite le pagine di un libro autobiografico sugli eventi di quella fatidica giornata dell’estate del 1935, raccontata secondo i differenti punti di vista della piccola Briony, di sua sorella Cecilia (Keira Knightley) e di Robbie Turner (James McAvoy), due giovani innamorati destinati ad essere separati dalle bugie di Briony e dalla guerra imminente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sceneggiatura si mantiene estremamente fedele al testo di McEwan ed è coadiuvata dalla magistrale regia di Wright, che sa scavare nell’animo dei personaggi e al tempo stesso riesce a rappresentare l’indicibile orrore della guerra e a regalarci momenti di struggente romanticismo; non mancano neppure alcuni passaggi dall’ampio respiro epico, come la descrizione della marcia delle truppe inglesi verso Dunkerque ed il magnifico piano sequenza della spiaggia gremita di soldati. Da segnalare l’impeccabile ricostruzione d’epoca e la splendida colonna sonora di Dario Marianelli, scandita in maniera emblematica dai battiti dei tasti di una macchina da scrivere che creano un’atmosfera carica d’angoscia, come se fossero il sinistro presagio di un fato ineluttabile. Formidabili le prove di tutto il cast, in particolare i due protagonisti, la fascinosa Knightley e il bravissimo McAvoy, vera rivelazione del film; ma non si può non citare una sublime Redgrave, che compare negli ultimi minuti nel ruolo breve ma intenso dell’anziana Briony, scrittrice ormai affermata impegnata a confrontare le aspettative del pubblico con la durezza della realtà. Il finale, a dir poco straziante, ci riserva un colpo di scena che è un autentico pugno nello stomaco, a suggello di una pellicola straordinariamente emozionante in grado di catturare lo spettatore e di trascinarlo fino alla più acuta commozione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6225848135561094867?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6225848135561094867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6225848135561094867' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6225848135561094867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6225848135561094867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/01/espiazione.html' title='Espiazione'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R30e_lGmHII/AAAAAAAAARE/ErdMdR-9kB0/s72-c/Espiazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7749664671475385510</id><published>2008-01-03T09:24:00.000-08:00</published><updated>2008-01-03T09:25:23.940-08:00</updated><title type='text'>Eventi</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span id="intelliTXT" class="intelliTXT"&gt;&lt;span style="font-size: 18px; line-height: normal;"&gt;03 Gennaio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festival di Cannes: Sean Penn presidente della giuria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La 61ª edizione della manifestazione si terrà dal 14 al 25 maggio&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un festival per “cose mai viste”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il protagonista di Blade Runner Rutger Hauer ha scelto l’Italia per la prima edizione di I’’ve Seen Films International Short Film Festival&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festa del Cinema: terza edizione dal 2 al 12 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione romana si avvicina alle date veneziane&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MIFF, il 31 dicembre scade il bando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I filmmaker hanno tempo fino a fine mese per partecipare alle prime selezioni&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effetti speciali, parte la corsa all’Oscar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grandi favoriti Transformers e 300, che dovranno contendersi il premio con altri “pericolosissimi” candidati. Scoprite quali&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maremetraggio: iscrizioni aperte fino a fine gennaio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se con il vostro corto avete vinto almeno un festival potete partecipare alla nona edizione del festival triestino. Ci sono in palio 10.000 euro&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna si prepara al Future Film Festival&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pronta ad esplorare l’universo digitale, il 15 gennaio partirà la decima edizione del festival che ospiterà anche l’anteprima di Water Horse - La leggenda degli abissi&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Golden Globe: 7 nomination per Espiazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i candidati anche Michael Clayton, Sweeney Todd e La guerra di Charlie Wilson&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elio Germano, Shooting Star 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attore è stato selezionato per la European Film Promotion: manifestazione volta a promuovere i giovani talenti europei&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 Dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festival di Berlino: annunciati i primi 8 titoli in programma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il film di Paul Thomas Anderson Il petroliere in concorso alla 58ª edizione del festival tedesco &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7749664671475385510?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7749664671475385510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7749664671475385510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7749664671475385510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7749664671475385510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2008/01/eventi.html' title='Eventi'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5273397797996037416</id><published>2007-12-23T02:09:00.001-08:00</published><updated>2007-12-23T02:11:24.889-08:00</updated><title type='text'>La ragazza del lago</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R24z-1GmHFI/AAAAAAAAAQw/8rpDxusoF0w/s1600-h/27861_laragazzadellago.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 101px; height: 145px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R24z-1GmHFI/AAAAAAAAAQw/8rpDxusoF0w/s320/27861_laragazzadellago.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147108578630704210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dal romanzo giallo norvegese di grande successo "Don't look back" ("lo Sguardo di uno sconosciuto") di Karin Fossum, trasposto da un fiordo scandinavo ad una piccola comunità montana del Friuli. "La Ragazza del lago" si costruisce sul contrasto tra una località tranquilla, immortalata da una pulita e fredda fotografia, e lo strano, incruento omicidio di una bella ragazza ritrovata soffocata, nuda sulla riva di un laghetto; ma anche tra il quieto vivere apparente e l'emergere di un vasto campionario problematico, dai sepolti segreti: la coppia separatasi dopo la tragica scomparsa del figliolo, il ritardato del paese con padre burbero appena fuori dal caseggiato, il fidanzato dai silenzi dubbi ("tutta questa umanità, assolutamente normale, lontana anni luce - dice il cineasta Andrea Molaioli - dall'idea del crimine, d'un tratto appare deviata, complicata. E' un delitto che fa alzare il coperchio e ribaltare la scena di questa "medietà""). Allo stesso tempo, si sviluppa sulla recettività emotiva del poliziotto investigatore (Toni Servillo), anch'egli alle prese con le sue brave tribolazioni familiari. La soluzione non a caso arriva per intuizione, al di fuori degli elementi in mano al pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è più complessa di ciò che si palesa, un caso inizialmente privo di moventi - che poi debolmente si susseguono - ha cause sovrapposte e passa in secondo piano davanti alla descrizione ambientale. Produce la Indigo Film (quella dei film di Sorrentino, Dordit, Capuano), Molaioli esordisce con capacità nel lungometraggio (è stato aiuto regista di Moretti, Mazzacurati, Luchetti, Calopresti e ha realizzato filmati istituzionali), il sostanzioso cast di contorno - tra cui Gifuni, Bonaiuto, Golino - sembra sott'utilizzato, mentre il mattatore Servillo è mono tono dietro una rigida maschera fra il sofferto e il nauseato. Nell'insieme, più forma che sostanza, sebbene vada salutato con piacere un raro thriller italiano, e di buona fattura.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5273397797996037416?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5273397797996037416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5273397797996037416' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5273397797996037416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5273397797996037416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/12/la-ragazza-del-lago.html' title='La ragazza del lago'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R24z-1GmHFI/AAAAAAAAAQw/8rpDxusoF0w/s72-c/27861_laragazzadellago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6343987202785573727</id><published>2007-12-13T03:19:00.001-08:00</published><updated>2007-12-13T03:21:21.891-08:00</updated><title type='text'>Io vi dichiaro marito e... marito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R2EVYhi0wgI/AAAAAAAAAQo/YPph2khuHUY/s1600-h/27806_chuckandlarry-vidichiaromaritoemarito.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 118px; height: 184px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R2EVYhi0wgI/AAAAAAAAAQo/YPph2khuHUY/s320/27806_chuckandlarry-vidichiaromaritoemarito.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143415760499294722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;A giudicare da quello che annunzia il prologo di questa commedia a "sfondo sociale" non ci sono dubbi: tempi duri per gli eterosessuali, specialmente se effettuano lavori rischiosi nella Grande Mela. Larry è un pompiere che ha già perso la moglie alcuni anni prima e che per un cavillo burocratico non può nominare i figli titolari della sua polizza sulla vita. L'unica scappatoia consiste nello sposare il collega e compagno di tante avventure Chuck, garantendo così un futuro ai due frugoletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante Adam Sandler goda di popolarità e prestigio crescenti negli Stati Uniti, va detto che le sue commedie non brillano per buon gusto e raffinatezza. Anzi, le ammiccatine e le frequenti battute relative alla sfera sessuale non hanno nulla da invidiare alla comicità nostrana in quanto a volgarità. In questa pellicola il personaggio interpretato da Chuck è così trash da non avere quasi né capo né coda. Lo scapolo costretto alla simulazione non è un semplice donnaiolo, ma un sessuomane aperto a qualunque tipo di esperimento e di strumento per il suo conseguimento. Allo stesso tempo Chuck è anche dotato di una curiosa sensibilità ultrafemminile. In certe occasioni potrebbe ricordare un personaggio della serie tv Scrubs: "il Todd". Di riferimenti sessuali del resto in "Vi dichiaro marito e marito" ce ne sono parecchi visto che l'argomento è la simulazione dell'orientamento sessuale. In questo modo ci viene propinato tutto l'armamentario delle ambiguità e delle situazioni "di confine" in cui potrebbero trovarsi due uomini nella situazione paradossale di Chuck e Larry e non ci viene risparmiata neppure la trovata del sapone che cade nella doccia maschile; impossibile non pensare: questo è davvero troppo. Oltre ai due protagonisti possiamo ammirare la "fisicatissima" Jessica Biel nel ruolo dell'avvocato ed un irresistibile (ma sottoutilizzato) Steve Buscemi nel ruolo dell'agente impegnato a scovare simulatori di sessualità alternative.&lt;br /&gt;A coronare il tutto troviamo Dan Aykroyd, dalla cui presenza ingombrante è impossibile non farsi strappare almeno un sorriso. Presenze importanti ma tuttavia insufficienti a risollevare le sorti di una commedia macchiata da un ulteriore peccato originale: l'eccessiva lunghezza... beati i tempi in cui una commediola da meno di novanta minuti non doveva essere diluita in quasi due ore per ragioni quanto meno oscure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dichiaro marito e marito come molte commedie americane ha una morale, si potrebbe dire, di "maniera": bisogna accettare chi è diverso da noi, superare gli stereotipi e capire che tutti siamo diversi in qualcosa. Il tutto però viene presentato - paradossalmente - proprio con una lunga serie di stereotipi, e questo può essere disorientante.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6343987202785573727?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6343987202785573727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6343987202785573727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6343987202785573727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6343987202785573727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/12/io-vi-dichiaro-marito-e-marito.html' title='Io vi dichiaro marito e... marito'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R2EVYhi0wgI/AAAAAAAAAQo/YPph2khuHUY/s72-c/27806_chuckandlarry-vidichiaromaritoemarito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1392910561947794119</id><published>2007-12-11T03:26:00.000-08:00</published><updated>2007-12-11T03:34:02.439-08:00</updated><title type='text'>Shrek Terzo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R151ghi0wfI/AAAAAAAAAQg/2tNoI9Cki-8/s1600-h/27940_shrekterzo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 102px; height: 146px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R151ghi0wfI/AAAAAAAAAQg/2tNoI9Cki-8/s320/27940_shrekterzo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142677026124382706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Shrek terzo e non tre, perché in questo nuovo episodio della saga dell'orco verde il numero non si riferisce alla numerazione del film, ma al titolo regale che viene affidato al nostro eroe, dopo la dipartita del padre di Fiona.&lt;br /&gt;La corona sta però stretta a Shrek, che sogna solo di poter tornare alla sua puzzolente palude, così si imbarca insieme agli inseparabili amici, il Gatto con gli stivali e Ciuchino alla ricerca dell'altro erede al trono, il giovane Arthur.&lt;br /&gt;Nel regno di Molto, Molto Lontano intanto Fiona si prepara con le amiche per un lieto evento, ma un vecchio spasimante torna per avere la sua vendetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivato al terzo episodio Shrek riesce ancora a divertire con sequenze esilaranti e personaggi ben scritti, ma nel complesso ha perso smalto, manca l'energia che caratterizzava i primi due episodi.&lt;br /&gt;Se nei due film precedenti la parodizzazione della fiaba classica era il centro dell'intreccio e il motore comico della pellicola, qui sembra seguire i ritmi e le tematiche della Disney, tanto che la presentazione di Arthur è un chiaro omaggio a "La spada nella roccia", senza la minima traccia di ironia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare il messaggio che solo credendo in se stessi si potrà avere il rispetto degli altri, è troppo declamato ed insistito, non viene mostrato attraverso le vicende della trama, ma spiegato più e più volte dai personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A soffrire maggiormente sono proprio i due protagonisti principali Shrek e Fiona che vengono superati per simpatia e battute dai comprimari. Ora sembrano due borghesi un pò imbolsiti, mentre Ciuchino e Il Gatto con gli stivali mantengono la loro carica eversiva.&lt;br /&gt; Fiona soffre nel confronto con i personaggi delle principesse, amiche svampite e superficiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista tecnico il film è realizzato in modo incredibile, bellissimi i paesaggi, le movenze sono molto fluide ed i personaggi ancor più espressivi dei primi due episodi ma si sente la mancanza di Andrew Adamson alla regia.&lt;br /&gt;In definitiva Shrek terzo è un film divertente, ma non eccezionale come i precedenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1392910561947794119?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1392910561947794119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1392910561947794119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1392910561947794119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1392910561947794119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/12/shrek-terzo.html' title='Shrek Terzo'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R151ghi0wfI/AAAAAAAAAQg/2tNoI9Cki-8/s72-c/27940_shrekterzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2130787964508901622</id><published>2007-12-02T08:39:00.000-08:00</published><updated>2007-12-02T08:42:39.345-08:00</updated><title type='text'>Vivere un sogno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R1LgYhi0weI/AAAAAAAAAQY/yAJN5TiDah4/s1600-R/27392_goal2-vivereunsogno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 115px; height: 165px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R1LgYhi0weI/AAAAAAAAAQY/n4X54gW92rg/s320/27392_goal2-vivereunsogno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139416836709073378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Doppietta del calciatore d'invenzione Santiago Munez. Dopo la prima marcatura ("Goal! Il film"), capitolo sul viaggio dal Messico alla squadra inglese del Newcastle United, ora arriva il raddoppio nel passaggio dal campionato britannico alla formazione più blasonata del mondo - il Real Madrid - con la possibilità di disputare la Champions League. Se poi non bastasse, il "continua…" finale ci tranquillizza sul completamento della trilogia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tatuaggio della madonna sulla spalla, Munez convince la sua compagna Roz - infermiera molto legata al proprio lavoro e con cui si sta per sposarsi - che non può rifiutare il contratto con il gotha del calcio per cui, almeno all'inizio, si vedranno spostandosi alternativamente. Si sa che il successo può dare alla testa, soprattutto quando uno viene dalla povertà, è giovane, lasciato solo e ha dato il benservito a un paterno procuratore. Anche perché l'ambiente è quel che è: l'amico e compagno di squadra Gavin è terrorizzato dalle rughe e ama le feste, mentre - se lo spirito generale è maschilista - le belle donne provocano e il tradimento di una notte è quasi scontato. Il giovane Santiago deve affrontare prove difficili: in Spagna scopre di avere un fratello più piccolo e con lui ritrova anche la madre (che per un brutto episodio di violenza familiare aveva abbandonato marito e figli), si fa espellere nella prima gara da titolare e resta fermo per un infortunio. Lui supera tutto, per cui ricuce con Roz e si sacrifica in favore di Gavin nella partita più importante - finora - della carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Retorica con punte bizzarre (l'allenatore prima della finale europea dice ai ragazzi "dimenticatevi dei soldi e divertitevi"), musica ficcata in ogni momento utile, telecronache da videogame. Di tanto in tanto si vedono pure i veri "galacticos" così da assicurare al film, attraverso la pubblicità ai campioni, la curiosità di una fetta di appassionati a questo sport. Certo però che calcio e cinema non hanno mai legato troppo, in più senza mai raggiungere risultati di rilievo. Allora perché dovrebbe riuscirci un regista senza lode?.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2130787964508901622?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2130787964508901622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2130787964508901622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2130787964508901622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2130787964508901622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/12/vivere-un-sogno.html' title='Vivere un sogno'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R1LgYhi0weI/AAAAAAAAAQY/n4X54gW92rg/s72-c/27392_goal2-vivereunsogno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2924122316913866283</id><published>2007-11-27T00:01:00.000-08:00</published><updated>2007-11-27T00:04:35.948-08:00</updated><title type='text'>Harry Potter e l'Ordine della Fenice</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R0vPHPQJEtI/AAAAAAAAAQQ/XwpzuU9rsYk/s1600-h/27370_harrypotterelordinedellafenice.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 85px; height: 126px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R0vPHPQJEtI/AAAAAAAAAQQ/XwpzuU9rsYk/s320/27370_harrypotterelordinedellafenice.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137427523206451922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Il quinto romanzo della fortunatissima serie di Harry Potter rappresenta un punto di svolta di grande importanza per il mago ormai adolescente e per i suoi amici di sempre. Nell'Ordine della Fenice fa la sua irruzione il mondo esterno, fino ad allora tenuto al di là dei robusti cancelli di Hogwarts, e con questo fanno il loro ingresso la politica, i suoi complotti e le sue macchinazioni. Dopo il ritorno di Voldemort nella tragica conclusione del Calice di fuoco, il Ministero della magia, gigantesca struttura nei sotterranei del Ministero della difesa diretta da Caramel, inizia una campagna di odio per screditare le notizie di Harry sulla rinascita del capo dei "mangiamorte".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle fiabe, come del resto nella letteratura per ragazzi, il conflitto principale è dato dal contrasto fra adulti e fanciulli, proprio perché questi ultimi non vengono creduti e godono di ben poca considerazione. La risoluzione di questo tipo di vicenda dimostra invariabilmente che nonostante tutto sono proprio i più piccoli a sventare un grande pericolo con il coraggio e il cristallino senso d'amicizia della loro giovane età. L'Ordine della fenice si inserisce a pieno diritto in questo filone e in effetti rappresenta il momento della crescita e della consapevolezza nella vita dei giovani eroi di Harry Potter.&lt;br /&gt;Per questa ragione ci troviamo di fronte a un film per molti versi "di passaggio", in cui cioè viene preparata la strada per i conflitti successivi e per la vera e propria guerra tra Voldemort e la comunità magica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera nemesi di Harry in questo caso non è però l'oscuro signore, ma un oscuro funzionario, la sottosegretaria Dolores Umbridge. Imelda Staunton, del resto eccellente attrice di teatro, dà corpo con grande efficacia a uno dei personaggi più odiosi e realistici nati dalla penna della Rowling. Ne emerge il ritratto della classica "signora bene" che non disdegna la pratica del male per raggiungere i propri obiettivi. Del resto la stessa scrittrice ha dichiarato in diverse occasioni di provare un piacere particolare nel torturare un personaggio così gretto e meschino e che comunque ha un che di diabolico nella sua pedante passione per la burocrazia, le ordinanze e i divieti. I momenti più divertenti del film sono proprio affidati a questa piccola donna che in fondo detesta profondamente i bambini. Molto affascinanti le lezioni di "Occlumanzia" (difesa dalle invasioni mentali), in cui viene dato spazio a Severus Piton, anche qui magistralmente interpretato da Alan Rickman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non fosse per questi due personaggi e per lo scontro fra Silente e Voldemort, non privo di una certa epicità, di questo film rimarrebbe ben poco. Il carattere interlocutorio della vicenda non viene di certo aiutato da una regia anonima e di maniera, che in molti passaggi sembra trascinarsi stancamente. Alcuni spunti di divertimento sono sempre presenti e di sicura godibilità per gli appassionati di Harry, ma sono francamente insufficienti a risollevare le sorti di un film che finora sembra il più debole della serie.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2924122316913866283?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2924122316913866283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2924122316913866283' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2924122316913866283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2924122316913866283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/11/harry-potter-e-lordine-della-fenice.html' title='Harry Potter e l&apos;Ordine della Fenice'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R0vPHPQJEtI/AAAAAAAAAQQ/XwpzuU9rsYk/s72-c/27370_harrypotterelordinedellafenice.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2394948921274284753</id><published>2007-11-16T03:09:00.001-08:00</published><updated>2007-11-16T03:11:07.933-08:00</updated><title type='text'>Zodiac</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rz16j_QJEsI/AAAAAAAAAQI/nINFyWv8jvY/s1600-h/27365_zodiac.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 119px; height: 146px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rz16j_QJEsI/AAAAAAAAAQI/nINFyWv8jvY/s320/27365_zodiac.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133393908965380802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" align="left" bg height="2" nowrap="nowrap" width="100%" style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="left" bg height="5" nowrap="nowrap" width="3" style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td bg nowrap="nowrap" width="100%" style="color:#f9f2f7;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Zodiac&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dopo film come "Se7en" e "Fight Club" (ma anche "The game") da David Fincher ci si aspetta sempre il thriller sofisticato, quello con un finale a chiave che fino alla fine non ti fa capire chi è il colpevole e, soprattutto, di cosa. Con Zodiac i presupposti erano completamente diversi. La storia infatti è vera, ed è quella del serial killer che tra il 1969 e il 1970 terrorizzò la baia di San Francisco rivendicando pubblicamente ben 13 aggressioni. Un caso che non ha mai visto nessun imputato essere condannato e che quindi per essere raccontata in maniera interessante (capire l'assassino è il gioco per eccellenza dello spettatore di questo genere di film) doveva avere un altro punto di vista, un altro "centro".&lt;br /&gt;Fincher lo trova nelle ossessioni di tutti coloro che si impegnarono all'epoca e per oltre venti anni alla ricerca del colpevole. Parte dal romanzo omonimo di Robert Graysmith (nel film interpretato da Jake Gyllenhaal) per farne un film corale sull'impegno e conseguenze che quei tragici eventi ebbero sulla vita non solo delle vittime, ma anche di chi vi si trovò indirettamente invischiato. Un lavoro corale in cui l'assassino è protagonista quanto gli altri personaggi. I suoi omicidi vengono rappresentati, i suoi discorsi riportati grazie ai messaggi che lasciò alla polizia e ai giornali, i suoi pensieri interpretati a voce alta da chi di volta in volta ne aveva interesse. La narrazione è lineare e supportata da opportune didascalie, su luogo e tempo di ogni scena. Attenzione è data, attraverso piccoli, ma interessanti espedienti (si pensi alla costruzione accelerata del grattacielo), al passare del tempo, elemento importantissimo sia ai fini della comprensione del "fallimento" dei detective, che del sacrificio richiesto a chi all'epoca, ebbe senso del dovere.&lt;br /&gt;Seppur a livello globale si possa trovare il tutto non privo di momenti di "stanca", quasi che si stesse assistendo ad un reportage, sempre interessante è notare l'utilizzo di Fincher della macchina da presa. Ogni scena, e di conseguenza tutto il film, appare definito nel suo spazio, aree entro le quali succede sempre qualcosa, senza che "l'azione" scappi altrove. La redazione del Chronicle, la casa di Graysmith, la macchina dei due poliziotti e le case dei presunti assassini. L'esercizio di stile fatto con il precedente Panic room (un film che ha innovato l'uso della computer grafica al cinema) viene finalmente applicato ad una storia vera e propria, creando frammenti di suspance degni dei migliori registi di genere della storia. Le sequenze dedicate agli omicidi, il faccia a faccia nella casa dell'operatore del cinematografo, sono un perfetto connubio di visione e sonoro con destinazione groppo in gola.&lt;br /&gt;Qualcosa a livello di sceneggiatura può scricchiolare: il film è stato montato più volte dopo i test non troppo positivi avuti con il pubblico statunitense alle anteprime. Si fanno accenni a scene non viste, e non tutto appare sempre lineare, ma sono davvero dettagli. Il finale, per esempio, è perfetto e chiude tutto al meglio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2394948921274284753?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2394948921274284753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2394948921274284753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2394948921274284753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2394948921274284753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/11/zodiac.html' title='Zodiac'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rz16j_QJEsI/AAAAAAAAAQI/nINFyWv8jvY/s72-c/27365_zodiac.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3592745716252339325</id><published>2007-11-11T01:56:00.001-08:00</published><updated>2007-11-11T01:57:41.241-08:00</updated><title type='text'>Epic Movie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzbR6hvts1I/AAAAAAAAAQA/FAKuKix1VVk/s1600-h/epicmovie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 92px; height: 141px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzbR6hvts1I/AAAAAAAAAQA/FAKuKix1VVk/s320/epicmovie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131519628856374098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Epic Movie&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ormai dobbiamo arrenderci all'evidenza: il genere comico demenziale vive di vita propria e, purtroppo, con risultati scarsissimi. Sono finiti gli anni de "L'aereo più pazzo del mondo" o "Frankenstein Junior" in cui le battute e le gag erano studiate secondo una precisa, diabolica, mente creativa, ora i film comico demenziali vanno semplicemente a "ruota libera": senza schemi, e questo sarebbe il minimo; senza idee; e senza umorismo in una continua (e a dire il vero allarmante) involuzione cerebrale. Ci si ritrova così di fronte uno spettacolo pietoso e deprimente in cui, col pretesto di ridicolizzare pellicole famose e di successo, si finisce per ridicolizzare se stessi all'interno di una lunghissima, interminabile, sequenza di parodie senza senso. E' questo il caso di "Epic movie": l'ennesima caricatura mal riuscita di un centinaio di film e programmi televisivi, tutti buttati in uno stesso calderone narrativo, senza né capo né coda, lasciato cuocere lento sulle fiamme del nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro orfani vincono un biglietto premio per la fabbrica di cioccolato di Willie Wonka.&lt;br /&gt;Lì, per sfuggire alle minacce del pasticcere, finiscono per rifugiarsi in un armadio al cui interno si cela il meraviglioso mondo di "Gnarnia" (con la G). Purtroppo però, i quattro sventurati cadono nelle mira della strega White Bitch...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il curriculum di questo "Epic movie" prometteva bene: al timone due talenti del cinema comico come Jason Friedberg e Aaron Seltzer che hanno all'attivo pellicole quali "Spia e lascia spiare" e Scary movie". Purtroppo però nulla è riuscito ai due autori, confezionando un film che pare (e probabilmente lo è anche...) non ragionato, le gag e le battute non hanno nulla di minimamente costruito e finiscono sempre in una volgarità gratuita rappresentando peti, doppi sensi squallidi e scene splatter immotivate; e girato di fretta, la regia è quasi completamente assente e l'unico sforzo che fa è quello di ricopiare motivi registici di altri film.&lt;br /&gt;Neppure la presenza della starlette Carmen Electra aiuta a risollevare il morale: se pensava di rilanciare il suo personaggio con una bella commedia comica, dovrà ricredersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Epic movie" non fa ridere, è questo per un film comico è un bel limite. Non so dove andrà a finire la commedia-demenziale col tempo, ma viste le ultime pellicole del genere forse dovremmo iniziare ad allarmarci, gridando alla quasi totale estinzione di una "razza" cinematografica.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3592745716252339325?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3592745716252339325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3592745716252339325' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3592745716252339325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3592745716252339325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/11/epic-movie.html' title='Epic Movie'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzbR6hvts1I/AAAAAAAAAQA/FAKuKix1VVk/s72-c/epicmovie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7240540349539689591</id><published>2007-11-06T09:14:00.001-08:00</published><updated>2007-11-06T09:16:08.080-08:00</updated><title type='text'>Material Girls</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzChHf-33aI/AAAAAAAAAP4/pN6Z_KJTnBw/s1600-h/27350_materialgirls.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 93px; height: 124px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzChHf-33aI/AAAAAAAAAP4/pN6Z_KJTnBw/s320/27350_materialgirls.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129777125791358370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Material Girls&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Letto il titolo del film ed il nome della protagonista, non si poteva iniziare altro che con titoli di testa accompagnati dalla storica "Material girl" di Madonna, eseguita dalla cantante e attrice Hilary Duff insieme alla sorella Haylie.&lt;br /&gt;Le due, infatti, condividono per la prima volta il set nei panni delle sorelle Tanzie e Ava Marchetta (ma si pronuncia "Marscetta", attenzione), volto della Marchetta Cosmetics, mega-società costruita dal defunto padre, le quali, da un'esistenza caratterizzata da scarpe e vestiti alla moda, serate in rinomati club e sessioni fotografiche, si trovano improvvisamente catapultate in un vero e proprio oceano di sfiga. Da un lato Fabiella (Anjelica Huston), antica rivale dello scomparso genitore, è intenzionata ad acquistare la società, dall'altro lo scoop di un reporter investigativo denuncia la pericolosità di "Eterna giovinezza", cosmetico di punta di Marchetta, cui consegue la fuga del personale, il congelamento dei beni delle ragazze, il furto della loro auto e perfino un'inaspettata visita in prigione.&lt;br /&gt;Una serie di disgrazie dinanzi alle quali, anziché provare pena, lo spettatore viene quasi invitato a godere sadicamente, considerando i due personaggi in questione, che sembrano cominciare a contendersi il trofeo dell'odiosità con le gemelle Ashley e Mary-Kate Olsen (quelle dei serial televisivi "Gli amici di papà" e "Due gemelle e un maggiordomo", per intenderci).&lt;br /&gt;E, ovviamente, tra frecciatine varie ("Non mi va di sentire le Spice girls un'altra volta, odio il rock classico") ed una trama che sfiora l'intrigo giallo-rosa, si prosegue con le due in cerca dei reali motivi a monte della persecuzione a carico dell'azienda paterna, mentre entrano in scena Rick (Marcus Coloma), chimico della Marchetta, ed il consulente legale gratuito Henry Baines (Lukas Haas), cui viene sbattuta verbalmente in faccia la sentita e risentita morale: "Henry, i soldi non fanno la felicità!".&lt;br /&gt;Quindi, il tipico, banale prodotto per teen-ager annoiati che, tra qualche anno, finirà per dominare gli afosi pomeriggi estivi del piccolo schermo, penalizzato come è da ritmi televisivi che lo rendono consigliabile esclusivamente agli estimatori irriducibili di Hilary Duff, la quale ha dichiarato: "Questo film propone una storia divertente, tante risate e situazioni iperboliche, ma anche la vicenda toccante di due ragazze che sentono la necessità di riconoscere il proprio potenziale".&lt;br /&gt;Probabilmente, non stava parlando di "Material girls".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7240540349539689591?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7240540349539689591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7240540349539689591' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7240540349539689591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7240540349539689591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/11/material-girls.html' title='Material Girls'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RzChHf-33aI/AAAAAAAAAP4/pN6Z_KJTnBw/s72-c/27350_materialgirls.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1989533173681850020</id><published>2007-11-02T02:03:00.000-07:00</published><updated>2007-11-02T02:06:12.127-07:00</updated><title type='text'>La città proibita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyroS_-33ZI/AAAAAAAAAPw/3p4STCiNqCo/s1600-h/27022_lacittaproibita.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 103px; height: 148px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyroS_-33ZI/AAAAAAAAAPw/3p4STCiNqCo/s320/27022_lacittaproibita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128166538825162130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;La città proibita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni Zhang Yimou sta alternando film di stampo rurale a film ambientati in epoche storiche molto lontane, estremamente sontuosi dal punto di vista scenografico e coreografico, con abiti sfarzosi e una particolare attenzione per i colori, a questa categoria appartiene "La città proibita". A differenza di "Hero" e "La foresta dei pugnali volenti" qui non siamo in presenza di un wuxiapian in senso classico, perché la componente marziale viene messa in secondo piano rispetto all'intrigo di corte, insomma siamo più vicini ad una tragedia shakesperiana che a "La tigre e il dragone".&lt;br /&gt;Ambientato nel decimo secolo, durante la tarda dinastia Tang, il film mostra con grande maestria la vita all'interno del palazzo imperiale, dove un esercito di persone perfettamente organizzate, meglio di una catena di montaggio, adempie ai propri doveri quotidiani. Impressionanti le scene di apertura dove centinai di persone si devono preparare per l'imminente arrivo dell'imperatore, ogni gesto è scandito secondo un rituale meticoloso. Al vertice di questa piramide i membri della famiglia imperiale, divorati da un odio profondo che cercano di annientarsi a vicenda, con complotti, sotterfugi e ricatti.&lt;br /&gt;Tutta l'azione si consuma alla vigilia delle festività del Chong Yang, una festa che ricorda e celebra gli antenati, i crisantemi dorati sono il simbolo di questa celebrazione. L'oro dei fiori viene utilizzato tanto per i costumi così ricchi ed elaborati da lasciare senza fiato, quanto per gli ambienti, lo sfarzo della corte è impressionante, gli ambienti sono caratterizzati da un lusso ostentato, sfarzoso, esagerato. Ma come la bond girl di "007 - Missione Goldfinger", l'oro soffoca e questi ambienti tanto ricchi si rivelano solo una claustrofobica prigione, non diversa da quella di "Lanterne rosse".&lt;br /&gt;Il film è visivamente abbagliante, meravigliose le scene di massa, sia quelle iniziali che tutta la parte finale dove migliaia di guerrieri in armatura dorata attaccano il palazzo imperiale, ma ancor più impressionanti le scene in cui altrettanti inservienti portano via i cadaveri della battaglia e risistemano tutto per l'imminente celebrazione. Purtroppo la parte centrale si rivela troppo distante dal gusto occidentale per appassionare, tutta concentrata sulla figura dell'imperatrice e sugli intrighi di palazzo.&lt;br /&gt;Bravissimi i due attori protagonisti, Chow Yun-Fat è un imperatore cinico, crudele e indecifrabile, mentre Gong Li riesce ad alternare momenti di disperazione ad altri di terribile durezza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1989533173681850020?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1989533173681850020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1989533173681850020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1989533173681850020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1989533173681850020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/11/la-citt-proibita.html' title='La città proibita'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyroS_-33ZI/AAAAAAAAAPw/3p4STCiNqCo/s72-c/27022_lacittaproibita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1748370313931898608</id><published>2007-10-25T08:42:00.001-07:00</published><updated>2007-10-25T08:44:28.203-07:00</updated><title type='text'>Number 23</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyC5jv-33YI/AAAAAAAAAPo/bRSjLIZv3Tg/s1600-h/27010_number23.jpg"&gt; &lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 164px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyC5jv-33YI/AAAAAAAAAPo/bRSjLIZv3Tg/s320/27010_number23.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125300399774358914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Number 23&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Vi è mai capitato di immedesimarvi talmente tanto nel personaggio principale di un libro da sembrarvi di leggere la storia della vostra vita? Oppure vi è mai capitato di essere ossessionati a tal punto da qualcosa, magari una superstizione, da condizionare ogni vostra azione?&lt;br /&gt;Questo è quello che capita al protagonista del nuovo film di Joel Schumacher: Walter Sparrow amorevole padre di famiglia, interpretato dal sempre ottimo Jim Carrey.&lt;br /&gt;Tutto comincia il 3 febbraio, giorno del compleanno di Sparrow, quando riceve sia il morso di un cane misterioso che un libro intitolato "The Number 23" in regalo.&lt;br /&gt;Quasi in un intersecarsi di realtà parallele ci troviamo a vivere sia la vita di Sparrow, che le vicende del protagonista del libro, il detective Fingerling (interpretato sempre da Carrey), sempre più incredibilmente legate tra loro a causa della maledizione del 23, infausto numero al quale in un modo o nell'altro possiamo associare sventure di vario tipo.&lt;br /&gt;Ovviamente, per generare una certa aspettativa e inquietudine, il numero compare quasi ossessivamente, in maniera esplicita e implicita, sia nella scenografia: su cartelli stradali, targhe delle auto, calendari e orologi; che nella sceneggiatura: date di nascita, somme del numero delle lettere che compongono i nomi propri, indirizzi e via dicendo.&lt;br /&gt;Schumacher diversifica stilisticamente i due universi che caratterizzano il film, quello letterario di Fingerling risulta onirico e surreale, un'ambientazione favolistica e al tempo stesso dark, delineata con movimenti di macchina e montaggio molto veloci e metaforici, e uno sviluppo temporale della vicenda assai tortuoso.&lt;br /&gt;L'altro universo, la vita di Sparrow, è girata in maniera molto classica, con una fotografia calda, scenografia e costumi semplici e realistici. Il continuum tra i due mondi è dato dagli attori che incarnano i vari personaggi nelle due diverse realtà. Questa diversificazione dissemina indizi per l'agnizione finale, alla quale si arriva nella seconda parte del film con una serie di spiegazioni che mettono al loro posto tutte le tessere del puzzle, ma rallentano un po' il ritmo che invece nella prima parte era sostenuto e carico di suspence.&lt;br /&gt;La prova degli attori è buona in quanto nello stesso film riescono a ricoprire ruoli molto diversi tra loro ma a risultare comunque credibili. Anche se la sceneggiatura ha saccheggiato idee qua e là, e calca un pò la mano con le varie coincidenze e connessioni al numero 23, risulta essere un buon prodotto di intrattenimento.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1748370313931898608?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1748370313931898608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1748370313931898608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1748370313931898608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1748370313931898608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/10/number-23.html' title='Number 23'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RyC5jv-33YI/AAAAAAAAAPo/bRSjLIZv3Tg/s72-c/27010_number23.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5154795427386976632</id><published>2007-10-21T02:31:00.000-07:00</published><updated>2007-10-21T02:33:45.860-07:00</updated><title type='text'>Perfect stranger</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rxscqmm_AwI/AAAAAAAAAPg/1rm-9I1VYj4/s1600-h/26653_perfectstranger.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 116px; height: 165px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rxscqmm_AwI/AAAAAAAAAPg/1rm-9I1VYj4/s320/26653_perfectstranger.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123720519308215042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Perfect stranger&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Un ennesimo thriller, che stavolta vede protagonisti Halle Berry, Bruce Willis e Giovanni Ribisi.&lt;br /&gt;"Perfect Stranger" racconta la storia di Ro (Berry) giornalista d'assalto, che nell'intento di indagare sulla morte di una sua conoscente, si ritrova a spiare, di persona e on line, il capo di una grande società pubblicitaria di New York, Harrison Hill (Bruce Willis) impenitente donnaiolo.&lt;br /&gt;In aiuto della giornalista accorre il genio informatico e suo collaboratore Miles (Ribisi). Tra l'intrecciarsi di diversi piani della realtà, si giunge all'immancabile colpo di scena finale.&lt;br /&gt;Come sfondo a questa vicenda abbiamo ambienti patinati, ipermoderni e lussuosi, costumi e locations molto ricercati, donne bellissime, qualche battuta maliziosa e non mancano neanche le consuete scene di seduzione tra i protagonisti.&lt;br /&gt;La morale del film, diretto da James Foley, sembra metterci in guardia su quanto l'apparenza possa ingannare e fin dove si può spingere una persona per mantenere i propri segreti, in realtà attua anche una banale, nonché superficiale, critica al mondo delle chat, con i soliti discorsi sulla possibilità di assumere diverse identità che offre internet e quanto questo possa essere pericoloso ma al tempo stesso affascinante.&lt;br /&gt;I personaggi sono abbastanza complessi, hanno diverse sfaccettature, non c'è una netta distinzione tra bene e male, ma il dipanarsi delle loro personalità e delle loro interazioni spesso risulta abbastanza prevedibile, manca in diversi momenti una reale suspence: nella pellicola sin dalla prima inquadratura, sono disseminati indizi e anticipazioni su quanto sta per accadere, e questo non depone a favore di un film che si regge per lo più sulla trama.&lt;br /&gt;La regia, al contrario della poliedricità dei personaggi, risulta abbastanza piatta e classica, unico momento lievemente onirico è quello in cui Ro ricorda un fondamentale episodio della sua infanzia. Ottime invece le scenografie che riescono bene ad esaltare le caratteristiche dei diversi personaggi e le situazioni.&lt;br /&gt;"Perfect Stranger" è un film che si rivela un buon passatempo che scivola via senza infamia e senza lode, e che si avvale, consapevolmente, della grande presenza scenica della bellissima Halle Berry.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5154795427386976632?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5154795427386976632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5154795427386976632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5154795427386976632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5154795427386976632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/10/perfect-stranger.html' title='Perfect stranger'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rxscqmm_AwI/AAAAAAAAAPg/1rm-9I1VYj4/s72-c/26653_perfectstranger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4537988705635567370</id><published>2007-10-14T10:40:00.000-07:00</published><updated>2007-10-14T10:42:20.738-07:00</updated><title type='text'>Ocean's Thirteen</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RxJUyGm_AvI/AAAAAAAAAPY/UE0Nbxvsvnk/s1600-h/27122_oceansthirteen.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 155px; height: 171px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RxJUyGm_AvI/AAAAAAAAAPY/UE0Nbxvsvnk/s320/27122_oceansthirteen.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121248946017993458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Ocean's Thirteen&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;"Tredici è meglio di dodici", questo lo slogan proposto da Matt Damon per il lancio del nuovo film sulla banda di Danny Ocean, e ha proprio ragione, "Ocean's 13" è molto più bello del suo precedente, più divertente, meglio scritto e più interessante.&lt;br /&gt;Siamo nuovamente a Las Vegas, tra casinò e truffatori, luogo ideale per imbastire inganni e raggiri ai danni del cattivo di turno, il perfido Willie Bank, proprietario di vari alberghi e pronto ad aprire i battenti del più lussuoso casinò della città.&lt;br /&gt;Purtroppo per Bank nella sua corsa verso fama e ricchezza ha truffato la persona sbagliata, Reuben Tishkoff, mentore e amico di Danny Ocean e parte integrante del gruppo.&lt;br /&gt; La banda così si ricostituisce per vendicare il torto subito.&lt;br /&gt;Il piano per riuscire a rovinare finanziariamente Bank proprio nel giorno dell'inaugurazione è molto complicato e all'inizio del film si rimane storditi dalla massa di informazioni che vengono date ma, piano piano, tutte le tessere vanno al proprio posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia affidata a due sceneggiatori di chiara fama, Brian Koppelman e David Lieven, diverte e il susseguirsi frenetico delle scene, fa volare le due ore del film.&lt;br /&gt;L'abilità dei due è quella di riuscire a far capire tutti i passaggi del piano, lasciando intatta la suspence. Anche momenti lontani della struttura narrativa principale non appesantiscono, ma anzi si integrano perfettamente; la rivoluzione alla fabbrica dei dadi o la commozione di Clooney e Pitt davanti allo show di Oprah Winfrey sono momenti esilaranti che si incastrano perfettamente nel resto della storia.&lt;br /&gt;Brillanti e irresistibili sono, come sempre, i dialoghi tra gli attori che giocano col pubblico, facendo spesso battute che si riferiscono più alla vita reale delle star che non al personaggio del film.&lt;br /&gt;Queste battute sembrano divertire soprattutto gli attori coinvolti che come negli altri film della serie si godono la vacanza glamour.&lt;br /&gt;Anche Steven Sodenberg si dev'essere divertito molto giocando con la macchina da presa, utilizzando di volta in volta riprese multiple, sovrapposte, con macchina a mano e citando dai più famosi film del genere, impiegando una fotografia sempre diversa, dai colori ora saturi, ora dorati.&lt;br /&gt;Alla fine un film che diverte tutti, pubblico e cast, per due sane ore di svago senza pensieri.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4537988705635567370?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4537988705635567370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4537988705635567370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4537988705635567370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4537988705635567370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/10/oceans-thirteen.html' title='Ocean&apos;s Thirteen'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RxJUyGm_AvI/AAAAAAAAAPY/UE0Nbxvsvnk/s72-c/27122_oceansthirteen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-705482383272605667</id><published>2007-10-12T07:12:00.000-07:00</published><updated>2007-10-12T07:14:42.212-07:00</updated><title type='text'>Maradona la mano de Dios</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rw-A_2m_AuI/AAAAAAAAAPQ/g9Uly0TO1No/s1600-h/maradonalamanodidio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 105px; height: 151px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rw-A_2m_AuI/AAAAAAAAAPQ/g9Uly0TO1No/s320/maradonalamanodidio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120453135822684898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Maradona la mano de Dios&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tra canzoni, libri, videocassette e perfino il recente documentario "Maradona el pibe de oro" di Emir Kusturica, il mito di Diego Armando Maradona, nato povero in una borgata alla periferia di Buenos Aires e destinato a trasformarsi in uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, insieme a Edson Arantes do Nascimento, detto Pelé, non ha certo potuto fare a meno di attirare l'attenzione dei media e delle diverse forme d'arte.&lt;br /&gt;E' ora l'apprezzato Marco Risi ("Mery per sempre"), figlio del grandissimo Dino, a raccontare su celluloide la sua storia, dai primi passi sul campo da bambino, con i "cebollitas", alle esperienze nell'Argentinos Junior, nel Boca e nella selezione Argentina, passando per la parentesi barcelloniana ed approdando al glorioso periodo di Napoli, dove divenne 'O re.&lt;br /&gt;E, come ogni vita legata al successo che si rispetti, non manca la fase calante, di cui siamo ormai tutti a conoscenza, nel corso della quale l'immenso e soddisfacente impero progressivamente costruito con passione già a partire dai tempi dell'innocenza, finisce per crollare tra vizi ed eccessi.&lt;br /&gt;Un impero messo in piedi attorno a quella ideale (???) pozza di melma sotto cui si nasconde lo sport più popolare d'Italia e del quale Risi, però, preferisce descrivere l'imperatore come una sorta di Dio in terra: amato, odiato e santificato.&lt;br /&gt;Una lettura decisamente discutibile, quindi, che, commentata da una nutrita colonna sonora di vecchi hit che spaziano da "Disco inferno" dei Trammps a "Heart of glass" dei Blondie, finisce per reggersi quasi esclusivamente sulla bravura del protagonista Marco Leonardi ("C'era una volta in Messico"), incarnazione del Maradona adulto.&lt;br /&gt;Mentre, tra azzeccate intuizioni lirico-visive (l'arancia rotolante che, per mezzo del montaggio, si trasforma in un pallone), buoni momenti (la divertente dichiarazione d'amore, in discoteca, da parte del Diego adolescente) ed altri involontariamente ridicoli (l'atto sessuale intervallato dalle azioni in campo non può fare a meno di richiamare alla memoria "Una pallottola spuntata"), non si riescono in alcun modo ad evitare ritmi di narrazione tutt'altro che incalzanti, i quali, se rispecchiano quelli di un elaborato televisivo, ricordano più una soap opera che una fiction.&lt;br /&gt;Rendendo l'insieme consigliabile soltanto agli irriducibili estimatori del "pibe de oro" ed a chi, ancor prima che sui libri, preferisce esplorare la storia calcistica attraverso le immagini in movimento.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-705482383272605667?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/705482383272605667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=705482383272605667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/705482383272605667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/705482383272605667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/10/maradona-la-mano-de-dios.html' title='Maradona la mano de Dios'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rw-A_2m_AuI/AAAAAAAAAPQ/g9Uly0TO1No/s72-c/maradonalamanodidio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3389747215435588427</id><published>2007-09-30T22:37:00.000-07:00</published><updated>2007-09-30T22:39:37.841-07:00</updated><title type='text'>I fantastici quattro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RwCH0Wm_AsI/AAAAAAAAAO8/lu_d9iTXx0c/s1600-h/27169_ifantastici4esilversurfer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 124px; height: 175px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RwCH0Wm_AsI/AAAAAAAAAO8/lu_d9iTXx0c/s320/27169_ifantastici4esilversurfer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116238510184923842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;I fantastici quattro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;E' sempre meglio essere uno dei primi a scatenare un fenomeno, perchè arrivare in mezzo ad esso può essere pericoloso.&lt;br /&gt;Insomma, dopo i precedenti Superman e Burton Batman, I Fantastici 4 arriva proprio in mezzo al turbine dei Film Fumetto, e ha la sfortuna di doversi scontrare con le memorie dello Spiderman di Raimi, con il recente Batman Begins di Christopher Nolan, ma anche con i dignitosi X-men di Bryan Singer.&lt;br /&gt;Innanzitutto, il mondo dei comics é abbastanza monotematico, con argomento preferito il rapporto tra alter-ego e mondo, e chiaramente anche I Fantastici 4 gioca tutto su questo versante: i 4 protagonisti confusi sui loro poteri acquisiti, combattuti e divisi in 2.&lt;br /&gt;Il problema su un funzionamento tematico di questo genere, é che un confronto diventa inevitabile: la confusione sul proprio potere é già stata mostrato egregiamente da Raimi nei due Spiderman, il confine tra bene e male dagli X-men, mentre il tocco psicologico che cerca di far luce sulla paura umana e' ancora cristallino nel Christopher Nolan di Batman Begins.&lt;br /&gt;Inevitabilmente I Fantastici 4 si avvicina di più a quei fallimenti quali Catwoman o Daredevil, dove i super-eroi mostrati sono solo pretesti per esibire le belle facce di Hollywood e fare tanti bei soldini attorno ai fans.&lt;br /&gt;In fondo chi ha mai sentito nominare il regista, questo Tim Story? Ciò che sappiamo di lui é che molto probabilmente non ama per nulla I Fantastici 4, che probabilmente manco li conosceva, perché ciò che scaturisce dalla pellicola é un grande distaccamento dai personaggi, così freddi in quanto stereotipati all'inverosimile, così vergognosi da tenersi una barriera davanti per evitare ogni rapporto emotivo con il pubblico.&lt;br /&gt;Ciò che é necessario in quest'opera é anche un dinamismo marveliano, ma le immagini di Story sono staticamente televisive, con movimenti di macchina che non sfruttano la possibile plasticità spaziale per far uscire i soggetti inquadrati dalla loro piatta bidimensionalità da fiction telenovelistico.&lt;br /&gt;Story non sa nemmeno dove posizionarla questa macchina da presa, che perciò perde ogni sua funzione sia narrativa che descrittiva che psicologica.&lt;br /&gt; Questo é un film da evitare, non solo per il bene delle proprie tasche, ma anche e soprattutto per il bene del Cinema.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3389747215435588427?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3389747215435588427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3389747215435588427' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3389747215435588427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3389747215435588427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/09/i-fantastici-quattro.html' title='I fantastici quattro'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RwCH0Wm_AsI/AAAAAAAAAO8/lu_d9iTXx0c/s72-c/27169_ifantastici4esilversurfer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8714791502172605923</id><published>2007-09-24T08:37:00.001-07:00</published><updated>2007-09-24T08:38:43.892-07:00</updated><title type='text'>Mio fratello è figlio unico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RvfZz2m_ArI/AAAAAAAAAO0/Dv7pRzQNuyQ/s1600-h/26688_miofratelloefigliounico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 104px; height: 149px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RvfZz2m_ArI/AAAAAAAAAO0/Dv7pRzQNuyQ/s320/26688_miofratelloefigliounico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113795386758070962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;Mio fratello è figlio unico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Come nell'omonima canzone di Rino Gaetano, l'attestazione d'amore fraterno è il tramite per parlare di società e politica, in questo caso a partire dal romanzo autobiografico "il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi. Daniele Luchetti compone un ritratto originale di neofascista, ne fa un monello problematico ("c'ho 'na crisi de coscienza, che devo fa'?"), da subito "dalla parte degli ultimi", studente dotato, divenuto picchiatore di destra per carenza d'affetto e considerazione. Iscrittosi all'M.S.I., lo sveglio Accio ne scopre le incompatibilità con la propria indole (l'ideologia rozza e acritica, il quotidiano di partito con il gossip sulle famiglie nobili, i dirigenti che non partecipano alle azioni, la gerarchia interna) in efficaci e dirette scenette macchiettistiche. Il giovanissimo Vittorio Emanuele Propizio si fa amare immediatamente, con una faccia da schiaffi e un incontenibile spontaneismo goffo che spinge continuamente al sorriso. Specialmente nella prima parte il film recupera con esatta freschezza il più acuto cinema italiano dei '60 e l'istantanea di una famiglia proletaria (un'abitazione pericolante, padre operaio di fabbrica, madre votante - ma senza sapere di cosa si tratti - di quello che lei stessa ha ribattezzato "il partito delle casette" per via del simbolo, e tra i fratelli manesche dimostrazioni di legame parentale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso ciò, va bene che il focus è su uno dei due figli maschi, ma il passaggio dell'altro alla clandestinità è di una schematica e lacunosa automaticità, manca di raccordi proprio quando il tono si drammatizza per arrivare ad un culmine tragico. Rimane quindi il rammarico per il fatto che una commedia sociologica non riesca a superare le difficoltà cinematografiche nostrane rispetto a un'analisi sulla lotta armata, allo stesso passo di un paese ancora incapace di fare i conti col suo rimosso, recente passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;La frase&lt;/b&gt;: "L'italiano è così: gli piace da' la mano a chi vince".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8714791502172605923?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8714791502172605923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8714791502172605923' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8714791502172605923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8714791502172605923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/09/mio-fratello-figlio-unico.html' title='Mio fratello è figlio unico'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RvfZz2m_ArI/AAAAAAAAAO0/Dv7pRzQNuyQ/s72-c/26688_miofratelloefigliounico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2758161000379124800</id><published>2007-09-15T10:51:00.001-07:00</published><updated>2007-09-15T10:53:46.799-07:00</updated><title type='text'>Le colline hanno gli occhi 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RuwbyH5l89I/AAAAAAAAAOs/6-8gfbP_iI4/s1600-h/26625_lecollinehannogliocchi2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 108px; height: 155px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RuwbyH5l89I/AAAAAAAAAOs/6-8gfbP_iI4/s320/26625_lecollinehannogliocchi2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110490225086690258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"  &gt; Pochi ne sono al corrente, ma in realtà un "Le colline hanno gli occhi 2" venne già diretto da Wes Craven a metà Anni Ottanta, proprio nello stesso periodo in cui si accingeva a confezionare l'ultraclassico "Nightmare-Dal profondo della notte".&lt;br /&gt;Fortunatamente, però, questo nuovo episodio, secondo lungometraggio del Martin Weisz che esordì nel 2006 con il cannibalistico "Butterfly: A grimm love story", ignora completamente gli eventi narrati in quel pessimo sequel che, tra l'altro, si costituiva in buona parte di flashback riguardanti i momenti caldi del sopravvalutatissimo capostipite.&lt;br /&gt;Infatti, lo script concepito dallo stesso Craven in coppia con il figlio Jonathan, prende le mosse direttamente dall'ottimo remake firmato dal talentuoso Alexandre Aja, esordendo con una shockante sequenza di parto, per poi tirare in ballo un'unità di soldati della Guardia Nazionale, la quale, fermatasi ad un avamposto in Messico per rifornire di materiale un gruppo di fisici nucleari, si trova a dover ricercare gli stessi, scomparsi, proprio sulle colline dove, due anni prima, la famiglia Carter venne assalita da una feroce tribù di mutanti cannibali.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2758161000379124800?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2758161000379124800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2758161000379124800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2758161000379124800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2758161000379124800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/09/le-colline-hanno-gli-occhi-2.html' title='Le colline hanno gli occhi 2'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RuwbyH5l89I/AAAAAAAAAOs/6-8gfbP_iI4/s72-c/26625_lecollinehannogliocchi2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-286246608744462528</id><published>2007-09-02T00:53:00.001-07:00</published><updated>2007-09-02T00:54:46.475-07:00</updated><title type='text'>Last minute Marocco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtpsEzWJiYI/AAAAAAAAAOk/h0zjZkbfbCA/s1600-h/26690_lastminutemarocco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 92px; height: 163px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtpsEzWJiYI/AAAAAAAAAOk/h0zjZkbfbCA/s320/26690_lastminutemarocco.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105511957336263042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b style="color: rgb(102, 51, 255);"&gt;Last minute Marocco&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel suo ovvio schema del viaggio-fuga dove i piani iniziali finiscono stravolti, e ognuno alla fine torna cambiato e interiormente arricchito, "Last minute Marocco" è la tipica operazione che da un lato cavalca le mode, dall'altra è propedeutica alle vacanze di massa e all'estate di adolescenti spensierati. Dopo il debutto nel lungometraggio ("Emma sono io", storia di uno sdoppiamento di personalità, graziosa ed esile, povera e pressoché invisibile), il regista Francesco Falaschi ha trovato il modo di far soldi. Per la prima volta ha lavorato su un soggetto non suo, puntato all'intrattenimento, ottenuto il contributo ministeriale e raccolto fotogenici e promettenti interpreti già lanciati da altri autori. Il paese africano non poteva che apparire esclusivamente turistico, con la casbah, le piantagioni di marijuana, l'hennè sulle mani, il deserto di carovane, cammelli e tende, i balli e la musica "gnaoua", i locali per gli occidentali. E gli abitanti? Gli adulti sono religiosi praticanti e rigidi, patriarcali, vendicativi, ligi ai matrimoni forzati; i ragazzi spacciatori, truffaldini, pronti a venderti una donna, bugiardi, ladri; le presenze femminili minoritarie ed estetiche (il brutto è che c'è pure il tocco di una cosceneggiatrice) anche se - discrete e di riflesso - motori delle vicende.&lt;br /&gt;I genitori italiani invece dimostrano l'affetto verso la prole con soldi elargiti generosamente, i padri in quanto assenti, le madri in quanto soffocanti, entrambi sentimentalmente immaturi. Le famiglie si sfasciano, i figli unici vorrebbero attenzione e polso, la comunicazione è cadenzata da telefoni cellulari onnipresenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-286246608744462528?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/286246608744462528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=286246608744462528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/286246608744462528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/286246608744462528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/09/last-minute-marocco.html' title='Last minute Marocco'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtpsEzWJiYI/AAAAAAAAAOk/h0zjZkbfbCA/s72-c/26690_lastminutemarocco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5717455664509459633</id><published>2007-08-25T10:33:00.001-07:00</published><updated>2007-08-25T10:34:31.710-07:00</updated><title type='text'>Uno su due</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtBn-TWJiUI/AAAAAAAAAOE/TCpW4wnVFag/s1600-h/26364_unosudue.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 118px; height: 164px;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtBn-TWJiUI/AAAAAAAAAOE/TCpW4wnVFag/s320/26364_unosudue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102692697853495618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" align="left" bg height="2" nowrap="nowrap" width="100%" style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="left" bg height="5" nowrap="nowrap" width="3" style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;td bg nowrap="nowrap" width="100%" style="color:#f9f2f7;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Il regista dell'apprezzato "Volevo solo dormirle addosso", Eugenio Cappuccio, torna a dirigere una pellicola che ha come sfondo, ancora una volta, il mondo del lavoro, qui visto come punto di partenza per un viaggio alla ricerca di se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvocato Lorenzo Maggi è un giovane single, sfrontato e arrogante. Una vita appagante, fatta di amici e legami affettivi sospesi sempre sul filo sottile del "forse", e una filosofia egoistica, che vuole il "fine" giustificare i "mezzi", lo contraddistinguono in tutto ciò che fa. Un giorno però un tragico imprevisto giunge a far crollare tutte le sue apparenti sicurezze: una biopsia, effettuata dopo aver avvertito un malessere, gli prefigura la possibilità di un tumore al cervello. Per Lorenzo inizia un lungo periodo di degenza dove conoscerà Giovanni, un vecchio ottimista dal passato irrisolto. Grazie a lui il giovane avvocato compirà un viaggio che lo porterà a una nuova consapevolezza di sé…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pellicola tutta giocata sul tema delle probabilità: un detto rivela infatti che un uomo, nella vita, ha una possibilità su due di cavarsela in ogni avversità che gli si presenta. Cappuccio sigla "Uno su due" con una regia di ispirazione "mistico- urbano": caratterizzata da lenti movimenti di camera concentrata a indugiare su una nuova alba nel porto di Genova, città dove il film è ambientato, piuttosto che sul tranquillo discendere a valle di un paracadute da parapendio, in una delle scene più significative del film. Purtroppo però non bastano le buone intenzioni, seppur accompagnate da buone intuizioni, a fare di una storia un film "profondo". E quindi ecco che di un bel soggetto di riscatto e rinascita, che vede il difficile tema della malattia affiancarsi con gusto fine a quello del destino, rimanere solo il lento incedere di passi, a tratti un po' retorici, filmicamente già visti. Il risultato è una leggerezza di fondo, meglio una superficialità, che risulta affatto significante o coinvolgente per lo spettatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Popolare. Ciò che più di tutte cattura l'attenzione dello spettatore è l'ottima sceneggiatura: dialoghi scorrevoli, credibili, sempre al passo con la storia e con il giusto evolversi dei personaggi. Ottima. Carente invece la parte attoriale, dove il televisivo Fabio Volo fa quello che può per non risultare inadeguato, con il risultato di apparire irritante nel suo "buonismo da periferia". Eccellente il resto del cast invece che, grazie soprattutto ai due co-protagonisti Anita Caprioli e Ninetto Davoli, riesce a trainare il protagonista nel difficile mestiere del recitare. Guide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uno su due" è decisamente un film "altalenante": a tratti commuove, a tratti diverte, a volte si perde nel lento incespicare delle immagini, altre sterza prepotentemente verso svolte improvvise nella trama. Una pellicola che oscilla anche dal punto di vista tecnico, come già sottolineato, e che forse, proprio per questa sua natura doppia, lascia un po' di amaro in bocca… almeno uno spettatore su due.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5717455664509459633?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5717455664509459633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5717455664509459633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5717455664509459633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5717455664509459633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/uno-su-due.html' title='Uno su due'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RtBn-TWJiUI/AAAAAAAAAOE/TCpW4wnVFag/s72-c/26364_unosudue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6409020583290421872</id><published>2007-08-24T09:00:00.001-07:00</published><updated>2007-08-24T09:01:51.254-07:00</updated><title type='text'>Un ponte per Terabithia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rs8AoTWJiSI/AAAAAAAAAN0/AKm7_aQvDGw/s1600-h/26328_unponteperterabithia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 90px; height: 128px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rs8AoTWJiSI/AAAAAAAAAN0/AKm7_aQvDGw/s320/26328_unponteperterabithia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102297595222001954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mondi magici e paralleli per fuggire dalla cruda realtà, per trovare il coraggio di combattere le nostre battaglie. Chi da piccolo non ha vissuto per un momento l’esperienza della fuga, di quel gioco innocente e tenero che permette di evadere da una vita reale troppo noiosa o troppo crudele. E’ lo stesso leit-motiv di tanto, tantissimo cinema fantasy, per non dire tutto, che ricrea un mondo possibile del tutto parallelo a quello reale e si erge a metafora di esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un ponte per Terabithia”, diretto dal creatore dei Rugrats, Gasbor Csupo, e tratto da un amato libro per l’infanzia, fa un piccolo passetto oltre, ancora più oltre del recente “Il labirinto del fauno”, e palesa il legame logico tra realtà e fantasia, relegando nell’angolino creature mitiche ed effetti in cgi, dato che il mondo in cui viviamo può essere tanto affascinante e complesso quanto una terra lontana e desolata solcata da gigantesche montagne e fiumi magici, e le piccole prove che ci costringe ad affrontare ogni giorno possono equivalere alla pericolosità di distruggere eserciti di creature del male di Tolkeniana memoria. Il film è della Disney e si vede: la storia in realtà è piuttosto prevedibile e procede a tappe in modo discontinuo, presentando i classici stilemi di un genere di film per ragazzi più vicino alla favola di iniziazione sullo stile del bellissimo “Stand by me” che al fantasy delle grandi produzioni, che fanno grande sfoggio di effetti speciali. Ma ha un pregio enorme: è sobrio, quasi asciutto, per niente tentato dalle zuccherosità di casa Disney, o dai patetismi forzati. Una messa in scena persino scarna lo accompagna nel suo incedere, indugiando sull’alchimia che si crea tra i due protagonisti, compagni di giochi forzati, tanto diversi - lui introverso e razionale, lei gioiosa, vitale e luminosa come un raggio di sole -, ma uniti da una dote comune. Ridicolizzati dai loro compagni perché ancora capaci di sognare ad occhi aperti come bambini, sono troppo liberal e troppo eccentrici, capaci di aprire la mente e il cuore agli altri e a sé stessi, nonostante tutte le difficoltà che si parano sul loro cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un film, è vero, scontato, e anche un po’ puerile, niente di veramente nuovo, ma nel finale colpisce davvero, riportandoci alla cruda realtà dopo un lungo sogno ad occhi aperti, e, consegnando la chiave d’accesso al ponte per Terabithia a coloro che sono riusciti a superare l’ultima e dolorosa prova, diventa un inno alla libertà di sognare ancora, nonostante tutto, e un monito a mantenere la mente aperta, non solo per fuggire dalla vita reale, ma anche per affrontarla. Non male per un film under 14. Portateci i vostri figli,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6409020583290421872?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6409020583290421872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6409020583290421872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6409020583290421872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6409020583290421872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/un-ponte-per-terabithia.html' title='Un ponte per Terabithia'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rs8AoTWJiSI/AAAAAAAAAN0/AKm7_aQvDGw/s72-c/26328_unponteperterabithia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-9102489130873109746</id><published>2007-08-17T05:00:00.001-07:00</published><updated>2007-08-17T05:04:21.308-07:00</updated><title type='text'>Saturno contro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsWOdjWJiRI/AAAAAAAAANs/6DsX31zh_d0/s1600-h/imm.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 110px; height: 158px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsWOdjWJiRI/AAAAAAAAANs/6DsX31zh_d0/s320/imm.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099638791422445842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ozpetek prova a riprendersi dal tonfo di "Cuore sacro" tornando al film corale, la moda del momento, ritraendo un gruppo dal suo interno, svelandone i legami e i caratteri individuali, senza però perdere mai lo spirito dell'insieme. Non è difficile nominare "Il grande freddo" commentando questo film (c'è anche il morto..), visto che l'intento è probabilmente molto simile, ma non altrettanto riuscito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cast di volti noti da botteghino, per una coralità nella quale Ozpetek è bravo, a tratti, a far emergere il calore di un grande famiglia allargata che se ne infischia dei legami di parentela, che costituisce la casa-rifugio dai tormenti esistenziali, da dolori e dalle sofferenze personali, dalla cui alchimia scaturisce quella sensazione di completezza e appagamento che si vorrebbe non finisse mai, fatta di cene, riunioni di gruppo, e momenti di riflessione. E' questo "Saturno contro", un film che non inizia, non finisce e non ha un perché: un'istantanea che non trova storia compiuta, e gira a vuoto rimanendo appesa alla ricerca dell'attimo mistico-risolutivo, frammentata in una grande quantità di pensieri individuali solo accennati, che lasciano spesso spazio all'insieme. Ozpetek fa il Muccino, spostandosi verso la tematica gay certo, ma senza dire nulla che non sia stato già detto dal regista romano o da altri film simili su passioni, tradimenti e tormenti della classe media. E' evidente la difficoltà di imbastire una sceneggiatura non barcollante, e un insieme di legami su un gruppo di personaggi così folto, ancor più evidente è che Ozpetek cerchi di ingannare il tempo costruendo siparietti umoristici e comparsate comiche che vorrebbero alleggerire i toni, ma creano solo confusione, eccezion fatta per un paio di buone battute. Inoltre, se è indubbia la finezza registica del turco, questa alla lunga però finisce per risultare ridondante, esasperata e manieristica, come quando si accanisce sul povero Favino, mettendolo a dura prova, e con lui la pazienza dello spettatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Saturno contro" è un po' così, un'impressione d'autore che può anche risultare pregevole ma inconsistente, furbetta e pretenziosa, che si piace eccessivamente e vuole piacere senza realmente comunicare, che solo a tratti, grazie anche alla colonna sonora di Neffa e a qualche bel movimento della macchina da presa, esterna calore e sentimento. Discontinuo il cast: brava la Buy, discreto ma a tratti eccessivo Favino, monoespressivo Accorsi. Ambra dimostra di avere il magnetismo giusto per lo schermo, quando non fa l'oroscopo alla ex-moglie del ragionier Ugo Milena Vukotic.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-9102489130873109746?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/9102489130873109746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=9102489130873109746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/9102489130873109746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/9102489130873109746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/saturno-contro.html' title='Saturno contro'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsWOdjWJiRI/AAAAAAAAANs/6DsX31zh_d0/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1602252522323619220</id><published>2007-08-15T08:46:00.000-07:00</published><updated>2007-08-15T08:49:43.816-07:00</updated><title type='text'>Doppia ipotese di un delitto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsMgG4u3SrI/AAAAAAAAANk/zNqocWUT8XA/s1600-h/26320_doppiaipotesiperundelitto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 87px; height: 132px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsMgG4u3SrI/AAAAAAAAANk/zNqocWUT8XA/s320/26320_doppiaipotesiperundelitto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098954505793784498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;    &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;table class="contentpaneopen"&gt;     &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;    &lt;td colspan="2" id="bgtable" valign="top"&gt;      &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Un pò prima di mezzanotte, un uomo viene trovato morto nel letto di Nora Timmer, assistente del procuratore distrettuale. Sulle prime sembra un assassinio di legittima difesa contro un tentativo di stupro. Ma quando uno sconosciuto, Luther Pinks, si presenta alla centrale di polizia fornendo una versione diversa dell'omicidio, il gioco ha inizio. Ford Cole, il procuratore Distrettuale, (fidanzato di Nora) ha tempo sino all'alba per risolvere il mistero dell'assassinio o resterà implicato anche lui nella sua ragnatela. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per oscuri motivi di distribuzione, arriva dopo due anni dalla sua produzione “Doppia ipotesi per un delitto” (titolo originale “Slow burn”, che naturalmente vuol dire tutt’altra cosa), giallo con sfumature noir interpretato dal “bravo ragazzo” Ray Liotta e LL Cool J. Diretto dall’esordiente Wayne Beach, sceneggiatore di alcuni thriller come “Murder at 1600”, il film parte con un intrigante incipit, supportato da una efficace atmosfera notturna, dove assistiamo, con il protagonista, il procuratore Ford, a due testimonianze diverse sul medesimo omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto, nell’arco di una sola notte, va man mano dipanandosi, fra interrogatori e rivelazioni, l‘intricato mistero dietro l’assassinio. Tal operazione però procede in maniera piuttosto piatta e macchinosa, poco accattivante, e la tensione fatica ad arrivare a livelli consoni per un thriller. La maggiore colpa è sicuramente da attribuire ad una sceneggiatura in parte confusa, non capace di giocare con i vari fili narrativi e la sua struttura a flashback, e che si arena nella spiccata ambiguità di alcuni personaggi descritti (soprattutto la bi-razziale Nora Timmer), con il risultato che nessuno di questi lascia il segno. Il finale poi, dove tutti i nodi vengono finalmente al pettine, abusa in colpi di scena, troppo concentrati negli ultimi minuti, con l’effetto controproducente di stancare leggermente lo spettatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidenti, durante tutta l’opera, i richiami a “I soliti sospetti”, modello di riferimento che però rimane molto lontano, anche perché un LL Cool J non vale certo un Kevin Spacey. Ed ecco un altro punto debole, le interpretazioni dei protagonisti, dove non si salva nemmeno il navigato Liotta. Una pellicola dunque poco riuscita, che non riesce a dare corpo alle proprie evidenti ambizioni&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1602252522323619220?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1602252522323619220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1602252522323619220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1602252522323619220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1602252522323619220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/doppia-ipotese-di-un-delitto.html' title='Doppia ipotese di un delitto'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RsMgG4u3SrI/AAAAAAAAANk/zNqocWUT8XA/s72-c/26320_doppiaipotesiperundelitto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2619267301945336610</id><published>2007-08-03T10:35:00.001-07:00</published><updated>2007-08-03T10:36:51.455-07:00</updated><title type='text'>SAW    3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrNnbYu3SqI/AAAAAAAAANc/E6f7h2GGVc4/s1600-h/25909_sawiii.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 108px; height: 155px;" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrNnbYu3SqI/AAAAAAAAANc/E6f7h2GGVc4/s320/25909_sawiii.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094529323679304354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" align="left" bgcolor="#000000" height="2" nowrap="nowrap" width="100%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="left" bgcolor="#000000" height="5" nowrap="nowrap" width="3"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td bgcolor="#f9f2f7" nowrap="nowrap" width="100%"&gt;&lt;img src="http://filmup.leonardo.it/img/null.gif" border="0" height="5" width="3" /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;span style="font-family:arial,helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Saw - L'enigmista&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Film dall'inizio folgorante e disorientante. Buio, acqua, rumori fastidiosi. Poi la luce improvvisa, forte, accecante e due persone incatenate a due enormi tubi in un ambiente che ben potrebbe rappresentare una bolgia di un inferno dantesco post moderno. In mezzo a loro, ma irraggiungibile, un cadavere coperto da sangue rinsecchito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli incatenati sono il Dott. Lawrence Gordon (Cary Elwes - "L'ombra del vampiro") e il giovane Adam (Leigh Whannell, "I Tennenbaum") apparentemente sconosciuti tra di loro e catapultati in quell'incubo metropolitano senza saperne il perché. Poi, piano piano, le cose cominciano a chiarirsi, o a confondersi ulteriormente, quando l'organizzatore di quel macabro gioco inizia a porre i propri enigmi dietro i quali si celano la salvezza o la condanna dei due uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla scia delle opere sui serial killer, il film ha i suoi momenti migliori nella descrizione delle scene più concitate ed anche più violente. Nelle sequenze più macabre, il giovane regista James Wan - qui al suo primo lungometraggio - mostra un gusto positivamente visionario tale da valorizzare la pellicola. Il resto è pero decisamente di scarsa qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complice anche qualche debolezza in fase di scrittura - e che il montaggio non ha aiutato a correggere - i frequenti flashback mediante i quali si narrano le vicende preliminari (le vittime precedenti, le indagini di due poliziotti incalliti fino all'alienazione, le storie personali dei due protagonisti) risultano anonimi se non addirittura incoerenti in alcuni momenti. I dialoghi - in special modo con l'incedere della narrazione - sono esagerati quasi patetici tanto da diventare ridicoli in alcuni dei momenti più concitati. Anche la scelta del cast non ci è sembrata all'altezza di una prova che avrebbe necessitato di interpreti più virtuosi nell'arte del recitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, "Saw - L'enigmista" si inserisce appropriatamente nel solco dei film del genere: una buona dose di splatter, una certa tensione ed un finale decisamente a sorpresa che forse assicurerà un sequel a questa opera prima dagli esiti incerti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2619267301945336610?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2619267301945336610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2619267301945336610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2619267301945336610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2619267301945336610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/saw-3.html' title='SAW    3'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrNnbYu3SqI/AAAAAAAAANc/E6f7h2GGVc4/s72-c/25909_sawiii.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7976794776408562964</id><published>2007-08-01T02:27:00.001-07:00</published><updated>2007-08-01T02:29:56.448-07:00</updated><title type='text'>Mr. Bean's holiday</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrBSHYu3SpI/AAAAAAAAANU/UpedD9THmlo/s1600-h/26292_mrbeansholiday.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 101px; height: 149px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrBSHYu3SpI/AAAAAAAAANU/UpedD9THmlo/s320/26292_mrbeansholiday.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093661465407605394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Come nella precedente avventura cinematografica, senza contare però la parentesi di “Johnny English”, l’umorismo del personaggio di Rowan Atkinson perde il suo carattere di satira sociale tipicamente britannico, per seguire il classico schema caricaturale del turista imbranato, beffandosi del concetto stesso di villeggiatura come meta meramente marittima, e facendo il verso a quel tipo di viaggiatore che, incantato da immagini da cartolina dei luoghi di vacanza, non ha altro obbiettivo che quello di tuffarsi nel mare di sabbia delle spiagge assolate. Ed è così che il povero Mr Bean, che vorrebbe solo poter godere di quella striscia di sabbia tanto agognata, si trova suo malgrado ad affrontare ogni tipo di ostacolo possibile sul suo cammino, finendo persino al festival del cinema di Cannes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una struttura da tipico road movie, il film di Steve Bendelack sfrutta nel migliore dei modi la bravura del comico Rowan Atkinson, che alla mimica dei grandi comici del muto accosta la parodia del tipico aplomb britannico, per dare vita ad una pellicola fortemente citazionistica, con rimandi a diversi classici della comicità. A tratti bonaria satira di costume, con una simpatica presa in giro finale dell’intellettualismo autoriale fine a sé stesso, e della critica francese tout-court (bravo Willem Dafoe nei panni di un regista narcisista e autocompiaciuto dei suoi deliri pseudoautoriali, ed esilarante la proiezione del film “Playback time”), oppure semplice collage di sfighe da viaggio fantozziane, o ancora esaltazione della fenomenale mimica fisica del comico inglese, il film diverte in tutte le sue forme, e, a differenza di altre produzioni dalle ben più elevate intenzioni, vedasi “Borat”, non fa affatto pesare la struttura episodica della trama, grazie ad un ottimo ritmo e all’assenza di pause e tempi morti. Non manca qualche gag meno riuscita e un po’ scontata nella prima parte, ma alla fine il divertimento prevale su tutto e permette di dimenticare la natura velleitaria dell’operazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo non è un tipo di cinema da esaltare, ma è sempre più raro vedere un film che mantiene tutto quello che promette, cioè passare un’ora e mezza di divertimento innocente e spensierato, e sottolineiamo, senza volgarità o beceri luoghi comuni, e uscire dalla sala con un sorriso. Che poi il giorno dopo la visione si fatichi a ricordarlo, fatta eccezione per un paio di gag fenomenali che, non credo di esagerare, sono da antologia del genere, non importerà a nessuno. Una perfetta family-comedy, in grado di accontentare tutti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7976794776408562964?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7976794776408562964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7976794776408562964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7976794776408562964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7976794776408562964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/08/mr-beans-holiday.html' title='Mr. Bean&apos;s holiday'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RrBSHYu3SpI/AAAAAAAAANU/UpedD9THmlo/s72-c/26292_mrbeansholiday.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1465699233364370135</id><published>2007-07-14T08:51:00.001-07:00</published><updated>2007-07-14T08:53:17.067-07:00</updated><title type='text'>Norbit</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjxLMT01RI/AAAAAAAAANM/GKkyzowVcUg/s1600-h/25683_norbit.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 113px; height: 162px;" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjxLMT01RI/AAAAAAAAANM/GKkyzowVcUg/s320/25683_norbit.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087080953700209938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo la parentesi “impegnata” nel musical “Dreamgirls”, che gli è valsa una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista, Eddie Murphy torna al genere che più gli ha portato fortuna, la commedia. Ed ecco “Norbit”, altro successo di botteghino negli States, dove l’attore di colore, seguendo quella che per lui è diventata una prassi dai tempi del “Il professore matto”, interpreta più di un protagonista. In questo caso è difatti sia Norbit, una sorta di “Forrest gump” in versione sfigata (la voce sembra la stessa), sia sua moglie Rasputia, essere tanto obeso quanto malefico, e sia l'orientale Mr Wong, direttore dell’orfanotrofio dove egli è cresciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film risulta tutto sommato godibile, mai tedioso nonostante i puerili e poco originali accadimenti narrati, che per di più procedono nella maniera più telefonata possibile. Grazie ad un buon numero di gag piuttosto efficaci, di cui alcune anche abbastanza “politically scorrect” (alla fine le più gustose), e una serie di grotteschi personaggi, di cui taluni assai divertenti, come l'ex-pappone o la vulcanica Rasputia, le risate per lo spettatore non mancano. L'elemento stranamente meno comico della pellicola è proprio il protagonista Norbit, una figura piuttosto piatta, che fa solo da passivo supporto ai vari co-protagonisti, e che, nonostante con la sua ingenuità abbia tutte le carte in regola, non riesce a diventare il beniamino del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera poi non eccede in volgarità, ed è meno "stupida" di quanto possa sembrare in partenza (almeno fino all’epilogo, non molto riuscito), e forse anche per questo risulta maggiormente apprezzabile. Abbastanza posticcio infine il make-up, soprattutto nel caso di Mr. Wong (il buon Murphy poteva anche lasciarlo interpretare ad un vero orientale).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1465699233364370135?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1465699233364370135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1465699233364370135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1465699233364370135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1465699233364370135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/07/norbit.html' title='Norbit'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjxLMT01RI/AAAAAAAAANM/GKkyzowVcUg/s72-c/25683_norbit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1011495885024238325</id><published>2007-07-14T08:48:00.001-07:00</published><updated>2007-07-14T08:49:52.889-07:00</updated><title type='text'>Bordetown</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjwbcT01QI/AAAAAAAAANE/R0_hcM78KpM/s1600-h/25752_bordertown.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 97px; height: 139px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjwbcT01QI/AAAAAAAAANE/R0_hcM78KpM/s320/25752_bordertown.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087080133361456386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Presentato in concorso al Festival di Berlino del 2007, “Bordertown” porta al cinema un dramma a molti sconosciuto. Quello vissuto dalle donne delle "maquilladoras" (fabbriche messicane a ciclo continuo), che oltre a lavorare in condizioni di assoluto sfruttamento per produrre prodotti a basso costo, che poi grazie al Nafta (accordo per libero commercio tra Usa e Messico) arrivano tranquillamente negli States, sono oggetto continuo di gravi violenze. Tema ovviamente di grande importanza, che ha fatto guadagnare alla pellicola un riconoscimento da Amnesty International, che però poteva certamente essere trattato in maniera più accurata ed efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film difatti, scritto e diretto da Gregory Nava, dopo un inizio interessante, che mette subito in primo piano l’orribile background in cui si muovono i protagonisti, si trasforma in un canonico thriller, neanche poi molto riuscito, visto il modo in cui si risolve. Il tentativo di legare la denuncia sociale con un intreccio giallo naufraga ben presto, e con il procedere dei minuti il film si scolla sempre più dalla realtà, collezionando personaggi e vicende ben poco credibili. La sceneggiatura poi mostra diverse carenze, e le relazioni messe su fra i poteri forti che agiscono nella bordertown Juarez, e la serie di omicidi, sono confusi e superficiali. La resa dello spettacolo non è aiutata dalle interpretazioni dei vari protagonisti, con una Jennifer Lopez nel ruolo principale, non capace di dare spessore al suo personaggio (difficile comunque visto il modo in cui viene tratteggiato, attraverso posticci flashback). Poco convincente anche la regia, con diversi movimenti di macchina che addirittura infastidiscono.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1011495885024238325?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1011495885024238325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1011495885024238325' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1011495885024238325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1011495885024238325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/07/bordetown.html' title='Bordetown'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjwbcT01QI/AAAAAAAAANE/R0_hcM78KpM/s72-c/25752_bordertown.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6608074100817232989</id><published>2007-07-14T08:39:00.001-07:00</published><updated>2007-07-14T08:41:30.257-07:00</updated><title type='text'>Il 7e l'8</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjuccT01OI/AAAAAAAAAMs/QoJIMs_OCM4/s1600-h/25756_il7el8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 97px; height: 139px;" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjuccT01OI/AAAAAAAAAMs/QoJIMs_OCM4/s320/25756_il7el8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5087077951518069986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;”Il 7 e l'8” consolida nell'ambiente cinematografico il duo comico siciliano Ficarra e Picone, ottima coppia della televisione, del teatro e della radio italiane, che aveva già esordito con la commedia "Nati Stanchi". Giambattista Avellino, fumettista e già sceneggiatore del primo film, oltre che autore di romanzi noir, cameraman, redattore di una rivista e molte altre cose, ne firma la regia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pellicola si fonda su tutte le gags e le tematiche tipiche della coppia, che il pubblico ha già potuto apprezzare nel cabaret. Il risultato è una commedia divertente, a tratti molto, qualche volta intelligente, e soltanto poche volte noiosa o scontata. Il tema è il destino, gli intrecci strani che esso ti para innanzi; tutto è vissuto al ritmo della Sicilia, con calma ed abbandono. I caratteri tipici di quella terra e dell'evo moderno risaltano abbastanza bene, ed è su quelli, come ogni buon comico dovrebbe fare, che Valentino Picone e Salvatore Ficarra impostano tutta la loro comicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che più forse si apprezza nello svolgimento drammatico è quanto la commedia con leggerezza sappia a volte, rare volte però, trasformarsi in satira anche pesante e dura, diretta e senza fronzoli, come nel caso della vicenda del presidente della regione rinchiuso in uno sgabuzzino, e non rivelo oltre. Quello che invece appesantisce la pellicola è una comicità a volte stantia ed inadatta al grande schermo, poco strutturata e fatta di battute o gags istantanee, quasi di barzellette, che però trova una sua efficacia e non è del tutto disprezzabile. Tutto ciò non impedisce insomma alla commedia di essere godibile e non volgare; insomma, dei soldi ben spesi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6608074100817232989?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6608074100817232989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6608074100817232989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6608074100817232989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6608074100817232989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/07/il-7e-l8.html' title='Il 7e l&apos;8'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpjuccT01OI/AAAAAAAAAMs/QoJIMs_OCM4/s72-c/25756_il7el8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-6822439573343524696</id><published>2007-07-10T01:17:00.001-07:00</published><updated>2007-07-10T01:18:51.756-07:00</updated><title type='text'>Scrivimi una canzone</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://filmedvd.dvd.it/images/scenefilm/Scrivimi%20una%20canzone.jpg" alt="Scrivimi una canzone" style="margin-right: 8px;" align="left" border="0" width="250" /&gt;"Scrivimi una canzone" è una commedia sentimentale che vede per la prima volta insieme sullo schermo Hugh Grant, che torna qui a lavorare con il regista Marc Lawrence (i due hanno collaborato in "Two weeks notice - Due settimane per innamorarsi" del 2002), e Drew Barrymore, una coppia di attori specialisti del genere. Il loro primo incontro però non verrà certo ricordato a lungo, ma non per colpa delle loro prove attoriali, alla fine sufficienti, ma per la sciattezza di questa pellicola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema principale del film è che non riesce mai a coinvolgere in qualche modo lo spettatore. Questo è soprattutto colpa di una storia che non funziona su tutti i fronti, difatti sia la relazione sentimentale fra i due, quanto mai banale, che le loro personali vicende, non suscitano nessun interesse. Specialmente il fulcro narrativo del film, la stesura della canzone che può dare un rilancio alla carriera della ex Pop-star Fletcher, interpretata da Grant, risulta stiracchiato e mal reso. Ciò che alla fine rimane sono solo un paio di battutine dell'attore inglese, che strappa qualche sorriso con la sua tipica comicità, alcune frecciatine al mondo musicale del pop, passato e presente, sbeffeggiato comunque in maniera assai bonaria, un paio di simpatici personaggi di contorno, come la contraddittoria Cora Corman, un mix tra Shakira e la Spears, e la piacevole colonna sonora, comprendente brani cantanti dallo stesso Grant, che per ricoprire questo ruolo ha preso lezioni di ballo, piano e canto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'opera infine poco più che mediocre, che non lascia il segno, poco romantica e poco divertente, con un'incursione nel mondo della musica, che in partenza poteva essere un'operazione interessante, flebile e superficiale. Un prodotto che non fa che confermare il momento di piattezza di questo genere a Hoollywood.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpNArJaz8ZI/AAAAAAAAAMc/8gXdmVHXIV0/s1600-h/Scrivimi+una+canzone.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpNArJaz8ZI/AAAAAAAAAMc/8gXdmVHXIV0/s320/Scrivimi+una+canzone.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085479514238349714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-6822439573343524696?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/6822439573343524696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=6822439573343524696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6822439573343524696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/6822439573343524696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/07/scrivimi-una-canzone.html' title='Scrivimi una canzone'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RpNArJaz8ZI/AAAAAAAAAMc/8gXdmVHXIV0/s72-c/Scrivimi+una+canzone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2542159751829567997</id><published>2007-06-15T02:48:00.000-07:00</published><updated>2007-06-15T02:49:08.396-07:00</updated><title type='text'>VOLVER</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RnJgc2_LOJI/AAAAAAAAAMM/mplXIHkiWdY/s1600-h/Volver.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076225778913065106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 134px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" height="215" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RnJgc2_LOJI/AAAAAAAAAMM/mplXIHkiWdY/s320/Volver.jpg" width="134" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Protagonista della 59a edizione del Festival di Cannes, "Volver" è l'ultima opera di Pedro Almodovar che, dopo la parentesi "maschile" de "La mala educaciòn", torna a parlare del mondo femminile, quello che sa meglio raccontare e che gli ha portato il maggior successo tra il pubblico. Torna per l'occasione anche a dirigere l'attrice che più ama, se non venera, Penèlope Cruz, che lo contraccambia con una grande interpretazione, degna delle dive che cerca di emulare come la Loren o la Magnani.I personaggi principali della vicenda narrata sono quasi tutte donne, mentre le figure maschili che compaiono sono solo elementi disturbanti, se non distruttivi. Nella provincia spagnola rappresentata da Almodovar è il sesso debole a mandare "avanti la baracca" (forse non è così solo lì) e a sobbarcarsi delle decisioni più sofferte. Il ritratto più intenso e carismatico è quello della protagonista, Raimunda, a cui dà vita la Cruz, donna forte e decisa, ma anche sensibile e generosa. Costretta a portare con sè uno scheletro nell'armadio terribile, non riusciamo a non ammirarla, anche quando è costretta a sotterrare di nascosto il marito. La storia che riguarda lei, sua sorella e sua figlia, è coinvolgente e ricca di piccole sorprese, alcune amare ed alcune dolci, fatte di "ritorni" dal passato, come anticipa il titolo del film che significa per l'appunto "tornare". In tutto poi c'è un pizzico di surrealismo che si fa beffe anche della morte, tanto che per diversi momenti crediamo addirittura di vedere i fantasmi. Man mano però l'intreccio si scioglie e le verità vengono a galla, insieme a momenti piuttosto emozionanti.Peccato che alcune vicende secondarie paiono un po' sconclusionate ed a volte Almodovar sembra divagare, andando a toccare diverse tematiche senza la dovuta profondità (tipo il cannibalismo televisivo o il dramma del cancro). Un film comunque di buon effetto ed appassionante, ottimamente diretto dal regista spagnolo, e assai ben recitato.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2542159751829567997?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2542159751829567997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2542159751829567997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2542159751829567997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2542159751829567997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/06/volver.html' title='VOLVER'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RnJgc2_LOJI/AAAAAAAAAMM/mplXIHkiWdY/s72-c/Volver.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5617890341096396275</id><published>2007-05-26T08:15:00.000-07:00</published><updated>2007-05-26T08:17:00.740-07:00</updated><title type='text'>STEP UP</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlhPOJ656pI/AAAAAAAAAME/sP3VRSgxEno/s1600-h/25174_stepup.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068888485205240466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 137px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" height="232" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlhPOJ656pI/AAAAAAAAAME/sP3VRSgxEno/s320/25174_stepup.jpg" width="137" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tyler Gage è un piccolo malfattore che, in seguito a un’irruzione notturna nella Maryland School of the Arts, viene condannato a un consistente numero di ore di rieducazione da trascorrere nell’Istituto. Qui incontra Nora, ballerina di danza classica che ha puntato tutto sul saggio finale che potrà segnare in modo determinante il suo futuro. I due, pur provenendo da mondi diversi (o forse proprio per questo) provano un feeling immediato sia sul piano del sentimento sia su quello del ballo. Tyler, con la street dance in cui è abilissimo, conquista subito il cuore e le gambe della ragazza. Periodicamente il cinema torna sul tema della danza, un argomento che consente di sfiorare il musical senza dover investire i capitali che il genere richiede al cinema. In questo caso Anne Fletcher è al suo primo film ma ha una grande esperienza come coreografa, alla sceneggiatura c’è Duane Adler che ha lavorato su Save the Last Dance e il direttore della fotografia è lo stesso di Fame. Con queste professionalità a disposizione Step Up ottiene il risultato che ci si attende da questo tipo di film. Tanta musica (molta ‘street’ e poca classica), agili performer e un va e vieni tra sale prova e strade di periferia in cui si tenta di imparare i passi della vita ritmati talvolta dalle esplosioni delle pistole. I due giovani protagonisti, forse in questo caso aiutati dal doppiaggio, sono atletici e innamorati quanto basta per sostenere una storia che però è forse un po’ troppo poco ‘dirty’ per far accettare il ‘dancing’ dal pubblico adolescente più smaliziato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5617890341096396275?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5617890341096396275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5617890341096396275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5617890341096396275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5617890341096396275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/05/step-up.html' title='STEP UP'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlhPOJ656pI/AAAAAAAAAME/sP3VRSgxEno/s72-c/25174_stepup.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-136845820635885851</id><published>2007-05-20T07:28:00.000-07:00</published><updated>2007-05-20T07:29:41.386-07:00</updated><title type='text'>BOBBY</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlBbKJ656oI/AAAAAAAAAL8/oDQ8JXqWk2g/s1600-h/25183_bobby.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066649810811611778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 132px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" height="228" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlBbKJ656oI/AAAAAAAAAL8/oDQ8JXqWk2g/s320/25183_bobby.jpg" width="132" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;4 giugno 1968. Si stanno svolgendo le elezioni per le primarie democratiche in California, un test decisivo per la corsa verso la candidatura per la Presidenza degli Stati Uniti. Le ore di quella giornata scorrono verso la speranza di una possibile vittoria di Bob Kennedy sull'avversario McCarthy. Si chiuderanno nelle prime ore del 5 giugno con i colpi di pistola sparati da Sirhan Sirhan che stroncheranno non solo la vita di un uomo ma le speranze di quell'America che vuole uscire dalla follia della guerra nel Vietnam. Emilio Estevez decide di raccontarcele non seguendo, più o meno documentaristicamente, le 'ultime ore' del candidato ma proponendoci altmanianamente la vita delle persone che si trovano, per i più diversi motivi, nell'Hotel Ambassador quartier generale dei Democratici. Dal direttore fedifrago con moglie parrucchiera dell'hotel al cameriere immigrato che vorrebbe poter andare ad assistere alla partita dei suoi sogni ed è costretto a lavorare; dalla cantante ormai alcolizzata al giovane attivista che sogna solo di poter essere presentato al leader è un concatenarsi di storie che ci mostrano uno spaccato dei sogni e delle frustrazioni degli Stati Uniti di quei giorni. Estevez, che all'epoca aveva sei anni, mette insieme un cast ad altissimo livello per raccontarci di un American Dream che sembrava ancora possibile e che, da quel giorno che faceva seguito agli spari di Dallas, ha cominciato a impallidire. Estevez non è meno americano di chi osanna Bush ma fa parte di quell'America legata all' "I Care"(Mi riguarda) di cui Bob Kennedy fu l'ultimo vessillo. "Hanno creato un deserto e lo chiamano pace" diceva Bob in riferimento al Vietnam. Quelle parole, pronunciate dalla sua viva voce nel film hanno un valore che si estende all'oggi. Basta cambiare i riferimenti. Nel matrimonio di due giovani che vedono nella cerimonia l'unica possibilità di salvezza dalla chiamata al fronte per il lui della coppia e che scoprono che non si tratta solo di un escamotage ma che il loro è amore sta il nucleo del film. Potranno riferirci (ed è stato fatto anche con libri documentati) dei versanti oscuri del mito die Kennedy. Sta di fatto che, dopo di loro, nessuno si è più levato con altrettanta forza per offrire agli americani la possibilità di costruire la speranza in un mondo dove l'ossessione del 'nemico' (interno o esterno che fosse) non costituisse l'unico parametro di valutazione delle azioni individuali e politiche. Il lungo discorso di Bob Kennedy, che chiude il film mentre scorre un'alternarsi di scene ricostruite e di materiali relativi a quella notte, è lì a ricordarcelo. "Sono convinto che possiamo lavorare tutti insieme. Siamo un grande paese, un paese altruista e compassionevole". Bobby, così come il cinema vero richiede, riesce a parlarci del passato per farci riflettere sul presente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-136845820635885851?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/136845820635885851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=136845820635885851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/136845820635885851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/136845820635885851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/05/bobby.html' title='BOBBY'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RlBbKJ656oI/AAAAAAAAAL8/oDQ8JXqWk2g/s72-c/25183_bobby.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7198142791579581624</id><published>2007-05-06T10:00:00.000-07:00</published><updated>2007-05-06T10:02:34.728-07:00</updated><title type='text'>HANNIBAL LECTER: LE ORIGINI DEL MALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rj4J4Kqj2_I/AAAAAAAAAL0/0G-yRQWvL1A/s1600-h/imm.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061493891751205874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" height="215" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rj4J4Kqj2_I/AAAAAAAAAL0/0G-yRQWvL1A/s320/imm.jpg" width="130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In Lituania, un giovane ragazzo di nome Hannibal cresce in un orfanotrofio: durante la seconda guerra mondiale i nazisti hanno infatti ucciso i suoi genitori. Riesce a fuggire e a raggiungere Parigi, dove si ritrova con la vedova di suo zio, una bellissima donna giapponese. Tutte le violenze subite nel passato riaffiorano continuamente in lui che, iniziando a studiare medicina, comincia a indagare nelle pieghe dell’animo umano. E la sua violenza inizierà a strabordare. Firmato da Peter Webber, il film, prequel sullo psichiatra antropofago più famoso della celluloide, si assume il difficile compito di spiegare come Hannibal si trasformò appunto in The Cannibal, diventando uno dei personaggi più coinvolgenti, tanto malvagio quanto brillante, del genere thriller. E il libro è firmato ancora una volta da Robert Harris, che arriva così al capitolo numero quattro della saga: dopo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=22948"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il silenzio degli innocenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33087"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Hannibal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34210"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Red Dragon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; arriva questa conturbante pellicola a fare luce sulle origini del male, a fare spazio nell’infanzia e nell’adolescenza di Lecter. Il risultato è un film adrenalinico e dal ritmo sostenuto, che riesce perfettamente nell’intento di mescolare saggiamente dosi di suspence e horror, dramma e tragedia. Webber, che già aveva dimostrato il suo talento visivo, fatto di dettagli perturbanti e inquadrature ariose, in &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34908"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La ragazza con l’orecchino di perla&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; firma una pellicola che ben riesce a incentrare tutta la sua potenza nel personaggio di Hannibal, qui interpretato dalla new entry Gaspard Ulliel, giovane dal volto inquietante, aspro e dissonante, che forse subisce il peso del paragone con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?a=3354"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anthony Hopkins&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, ma che riesce perfettamente a interpretarne la giovinezza. Al suo fianco, nei panni della giapponese Lady Murasak, la sempre misteriosa ed equilibrata attrice cinese Gong Li, che ancora una volta dimostra la sua straordinaria abilità interpretativa. A coronare il tutto una fotografia a cui è stato affidato l’arduo compito di restituire atmosfere cupe e di tensione, una fotografia che riesce a farsi ora ombrosa e sgranata ora dai colori melmosi e macabri. Un thriller che è ingranaggio perfetto e completo, una storia che riesce a tenere davvero con il fiato sospeso.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7198142791579581624?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7198142791579581624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7198142791579581624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7198142791579581624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7198142791579581624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/05/hannibal-lecter-le-origini-del-male.html' title='HANNIBAL LECTER: LE ORIGINI DEL MALE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rj4J4Kqj2_I/AAAAAAAAAL0/0G-yRQWvL1A/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5395339151978046042</id><published>2007-05-01T08:32:00.000-07:00</published><updated>2007-05-01T08:34:18.317-07:00</updated><title type='text'>BLOOD DIAMOND</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rjddmqqj2-I/AAAAAAAAALs/Y7xbQQJC4Ww/s1600-h/re.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5059615625243253730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 165px" height="214" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rjddmqqj2-I/AAAAAAAAALs/Y7xbQQJC4Ww/s320/re.jpg" width="124" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Danny Archer è un ex mercenario della Rhodesia che contrabbanda diamanti durante la guerra civile, scoppiata in Sierra Leone sul finire degli anni Novanta. Arrestato sul confine con la Liberia, finisce in carcere dove incontra Solomon Vandy, un pescatore separato dalla sua famiglia dopo la feroce irruzione dei ribelli del Fronte rivoluzionario nel suo villaggio. Indicato pubblicamente per avere nascosto un diamante di grande caratura, Solomon accende l’interesse di Archer. In cambio della libertà e della promessa di ritrovare la sua famiglia, finita in un campo profughi dove si sono raccolte oltre un milione di persone, Solomon decide di condurre Archer al diamante. Con l’aiuto di Maddy Bowen, una giornalista idealista e appassionata, i due uomini intraprendono un viaggio alla ricerca di un bene più prezioso. Fedele alla retorica del suo “ultimo samurai”, Edward Zwick replica il percorso di formazione imperniato sul confronto tra etnie diverse. Da una parte il bianco contrabbandiere di Di Caprio, dall’altra il pescatore nero di Djimon Hounsou, ficcati nel cuore di una guerra civile, scatenata e mantenuta viva dagli interessi di commercianti di diamanti senza scrupoli. L’impianto della sceneggiatura è tradizionale: il percorso compiuto dal protagonista lo porterà a una nuova consapevolezza. Se &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=36033"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The Constant Gardener&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; denunciava gli abusi delle multinazionali farmaceutiche ai danni della popolazione africana, Blood Diamond punta il dito contro l’industria dei diamanti e i commerci illegali che finanzia(ro)no guerre civili in cui vengono impiegati bambini soldati e violati i diritti umani. Zwick coniuga la denuncia sociale con il cinema di genere (action), la meditazione dell’autore su soggetti gravi e urgenti con la tecnologia decisamente esibita di Hollywood. E a questo proposito non sfugga la dimensione critica e intellettuale del film, che mentre fa spettacolo e produce azione invita alla meditazione e alla responsabilizzazione del consumatore (di diamanti). Blood Diamond è un film di recitazione, fatto anche di prove d’attore: quella vitale di Djimon Hounsou, che non nasce eroe ma lo diventa di fronte a circostanze estreme e drammatiche e quella ambigua di Leonardo Di Caprio, condannato da Scorsese a incarnare il bene e il male, a cercare la redenzione e il riscatto. Perduto l’aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, Di Caprio costruisce un personaggio di luci e ombre, un cattivo che compie azioni buone al “tramonto”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5395339151978046042?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5395339151978046042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5395339151978046042' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5395339151978046042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5395339151978046042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/05/blood-diamond.html' title='BLOOD DIAMOND'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rjddmqqj2-I/AAAAAAAAALs/Y7xbQQJC4Ww/s72-c/re.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3904319417017181065</id><published>2007-04-26T10:22:00.000-07:00</published><updated>2007-04-26T10:24:04.878-07:00</updated><title type='text'>TUTTI GLI UOMINI DEL RE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RjDf5qqj28I/AAAAAAAAALc/p8x-wa5XxGk/s1600-h/imm2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5057788563335404482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RjDf5qqj28I/AAAAAAAAALc/p8x-wa5XxGk/s320/imm2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Willie Stark è un venditore a domicilio e un attivista politico appassionato nella Louisiana degli anni ‘30. Il suo carisma e le sue indubbie capacità politiche non restano inosservate. Reclutato dal partito democratico, si accorge presto di esserne il burattino e decide di fare per sé e per i suoi “villani”. Nominato governatore dello stato della Louisiana, Stark presenta un programma rivoluzionario, contro il monopolio dei “banchieri”, a favore dei diritti civili e della ridistribuzione delle ricchezze. Testimone della sua ascesa è il giornalista Jack Burden, destinato a diventarne collaboratore e confidente. Ma la scalata al potere corromperà le sue buone intenzioni, sospettato di corruzione e malcostume si trasformerà in un uomo arrogante, finendo per minacciare indebitamente i suoi avversari politici. Il suo destino si compirà nel Campidoglio di Baton Rouge. La Louisiana è lo stato più povero degli States, con un reddito pro capite che è meno della metà di quello del Connecticut, uno stato dove i poveri sono quasi il venti per cento della popolazione e una persona su quattro è sprovvista di assistenza sanitaria. Questa è la Louisiana dell’Amministrazione Bush, questa era la condizione dello Stato quando il figlio di un contadino di Winn Parish, Huey P. Long, Willie Stark nella finzione, decise di rovesciarne le sorti e di contribuire con entusiasmo villano a riformarlo. Come l’uragano Katrina, l’oratoria accesa, piena e sbracciata di Long/Stark si abbattè sul sud dell’Unione, smantellando, bonificando e ricostruendo sulle macerie. Quelle del crollo di Wall Street coscienziosamente pianificato dalle istituzioni finanziarie, incarnate nel film dall’aristocratico giudice interpretato da Anthony Hopkins. Steven Zaillian, già sceneggiatore “giusto” e premiato per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=21794"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Schindler’s List&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, dirige il “re” e i suoi uomini con un respiro epico, dentro una struttura circolare, dove il principio e la fine convergono. La tavola rotonda di Kingfish, come amava definirsi Huey P. Long (un piccolo pesce a Washington, ma un re dei pesci in Louisiana), è riprodotta nel mosaico a forma circolare sul pavimento del Louisiana State Capitol, dove agisce, è inquisito e assolto il re infinito, popolare e populista di Sean Penn. Alla sua tavola siedono il medico fragile e conservatore di Mark Ruffalo, il massiccio luogotenente di James Gandolfini, e il languido giornalista di Jude Law, testimone del patto contratto e sempre indietro sulla verità. Due stelle ai cavalieri, una al re. Quella della Louisiana.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3904319417017181065?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3904319417017181065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3904319417017181065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3904319417017181065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3904319417017181065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/tutti-gli-uomini-del-re.html' title='TUTTI GLI UOMINI DEL RE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RjDf5qqj28I/AAAAAAAAALc/p8x-wa5XxGk/s72-c/imm2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1910610188680236826</id><published>2007-04-19T10:08:00.000-07:00</published><updated>2007-04-19T10:09:50.610-07:00</updated><title type='text'>UN AMORE SU MISURA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RieiMingQNI/AAAAAAAAALU/4SgEzE4LTRQ/s1600-h/ren.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055187443081298130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px" height="213" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RieiMingQNI/AAAAAAAAALU/4SgEzE4LTRQ/s320/ren.jpg" width="126" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Trovare la donna ideale è davvero difficile: ne sa qualcosa l’ingegner Corrado Olmi, che, giunto alle soglie della mezza età, si rende conto che la routine non gli basta più. Un matrimonio che finisce senza passione, il lavoro e i pochi hobby rappresentano una gabbia da cui fuggire e l’occasione gli è offerta da un esperimento scientifico propostogli da una multinazionale giapponese, ansiosa di testare il funzionamento di un prototipo, che permette di crearsi letteralmente l’amore su misura: Olmi accetta ma, come spesso accade, anche la perfezione può creare problemi… Un amore su misura ripropone in larga parte lo stile tipico delle commedie “alla Pozzetto” che tanto successo ebbero negli anni 70’ e 80’. Il problema è che oggi certe gag, situazioni e idee, appaiono un po’ obsolete e non particolarmente brillanti. A peggiorare il tutto c’è lo stesso Pozzetto che appare stanco, svogliato, arrugginito e la cui granitica staticità in scena contribuisce ad abbassare ulteriormente un ritmo già di per sé non particolarmente scoppiettante. Non tutto è da buttare però: in più di un momento la risata scatta spontanea e il film offre scorci di una Milano atipica, inaspettata, romantica, lontana dagli stereotipi, che molto raramente si vede al cinema. Il resto del cast, con la presenza dell’amico Cochi Ponzoni e della sempre affascinante Anna Galiena, è azzeccato e così pure Camilla Sjoberg, oggettivamente perfetta per rappresentare…la perfezione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1910610188680236826?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1910610188680236826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1910610188680236826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1910610188680236826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1910610188680236826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/un-amore-su-misura.html' title='UN AMORE SU MISURA'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RieiMingQNI/AAAAAAAAALU/4SgEzE4LTRQ/s72-c/ren.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4086035488545618770</id><published>2007-04-16T10:00:00.000-07:00</published><updated>2007-04-16T10:01:25.798-07:00</updated><title type='text'>Babel</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOrwk4ur8I/AAAAAAAAALM/yGBwCII7V1k/s1600-h/BA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054072057863516098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px" height="214" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOrwk4ur8I/AAAAAAAAALM/yGBwCII7V1k/s320/BA.jpg" width="124" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un’umanità sola e dolente. Il detonatore che innesca una reazione a catena in questo puzzle composto da tessere fin troppo perfettamente combacianti è il colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini in un paese sperduto del Marocco. Un gesto immotivato, compiuto quasi accidentalmente da due innocenti che, come in un domino, agisce profondamente sulle vite di tre gruppi di persone in diverse zone del pianeta: una coppia di americani lì in vacanza per risolvere una crisi coniugale, una domestica messicana alle prese con i figli dei due nel giorno del matrimonio di suo figlio, e un’adolescente giapponese, sordomuta ed emotivamente emarginata, alla disperata ricerca d'amore in una Tokyo caotica e alienante.Ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele, il messicano Iñarritu, già autore insieme al fido sceneggiatore Arriaga (premiato a Cannes per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35717"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le tre sepolture&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?r=18203"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tommy Lee Jones&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;) del più “grezzo” ma genuino &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33130"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Amores Perros &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e dello straziante &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34664"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;21 grammi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, alza il tiro per questa babele multietnica di storie e destini umani vincitrice del Premio per la Regia al 59° Festival di Cannes.Quattro episodi-limite di solitudine e dolore, quattro zone geografiche in cui i protagonisti sono o si sentono stranieri, quattro lingue più una (quella dei segni) per un film-manifesto della cultura globalizzata. Tutto ciò che rendeva duro, amaro e doloroso il cinema dell’aspro regista messicano è qui ripulito, addolcito e riverniciato da una patina visiva, ma anche narrativa, classicamente hollywoodiana. La tensione emotiva lascia spazio a una programmatica cerebralità, a un estetismo fin troppo raffinato e compiaciuto, e a una costruzione macchinosamente architettata in cui nulla può essere lasciato al caso (anche a costo di forzare i legami tra le storie: vedi l’episodio giapponese). Questa d’altronde sembra essere la tendenza delle storie corali che piacciono a Hollywood, a giudicare anche dal pluripremiato &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=36089"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Crash&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?r=18388"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Paul Haggis&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, artificiosa e meccanica degenerazione della coralità sbandata e alla deriva dell’&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=1122"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;America oggi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; altmaniana. Non ci si stupisce dunque di fronte all’appesantimento retorico della coppia messicana corteggiata da Hollywood (Iñarritu/Arriaga) che, allargando il raggio d’azione della storia e forzandone i destini, ha perso in istintività e pulsione emotiva. Che gusto c’è nel comporre un puzzle in cui tutti i pezzi combaciano senza intoppi?&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4086035488545618770?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4086035488545618770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4086035488545618770' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4086035488545618770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4086035488545618770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/babel.html' title='Babel'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOrwk4ur8I/AAAAAAAAALM/yGBwCII7V1k/s72-c/BA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1752949059644330294</id><published>2007-04-16T09:56:00.000-07:00</published><updated>2007-04-16T09:58:02.247-07:00</updated><title type='text'>Assault on precinct 13</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOq2k4ur7I/AAAAAAAAALE/NX8cYQFLemk/s1600-h/68m.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054071061431103410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOq2k4ur7I/AAAAAAAAALE/NX8cYQFLemk/s320/68m.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È la vigilia del nuovo anno ed alcuni poliziotti sono rimasti in servizio. Il sergente capo Jake Roenick (Ethan Hawke), un buon poliziotto con un passato da dimenticare, si trova a dover fronteggiare una vera e propria battaglia. A causa del maltempo alcuni detenuti in trasferimento,vengono presi in custodia all'interno del distretto 13, tra questi Marion Bishop (Laurence Fishburne). Improvvisamente il distretto subisce una serie di attacchi, che mettono a dura prova la resistenza di tutti i presenti, costringendo Jake a collaborare con i detenuti per sopravvivere... Onesto remake del classico omonimo di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/Biblio.asp?R=1719"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;John Carpenter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (a sua volta ispirato al capolavoro di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/Biblio.asp?R=239"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Hawks&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=7771"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un dollaro d'onore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;), il film di Jean-François Richet garantisce due ore scarse di azione e alta tensione. Scevra da tutte le contaminazioni politico-sociali presenti nell'opera originale, la nuova pellicola guadagna punti grazie all'ottima verve di Fishburne, ad alcune sequenze ben girate e al generale affiatamento tra gli attori. Richet innesta il pilota automatico e non offre al pubblico grandi spunti registici o sequenze memorabili, ma la sceneggiatura, brillante, supplisce a queste mancanze&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1752949059644330294?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1752949059644330294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1752949059644330294' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1752949059644330294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1752949059644330294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/assault-on-precinct-13.html' title='Assault on precinct 13'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RiOq2k4ur7I/AAAAAAAAALE/NX8cYQFLemk/s72-c/68m.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-213365994324849515</id><published>2007-04-12T09:41:00.000-07:00</published><updated>2007-04-12T09:43:02.786-07:00</updated><title type='text'>THE PRESTIGE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rh5hak4ur6I/AAAAAAAAAK8/EZrNX_4nhfI/s1600-h/gdyh.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052582941162385314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 177px" height="214" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rh5hak4ur6I/AAAAAAAAAK8/EZrNX_4nhfI/s320/gdyh.jpg" width="120" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Due giovani maghi apprendisti, Robert Angier e Alfred Borden, vengono istruiti e seguiti da Cutter, un ingegnere illusionista ed ex mago, ma durante un numero in cui una donna viene legata e messa in una cassa di vetro piena d'acqua, qualcosa va storto e Angier incolperà l'amico dell'accaduto, tentando di vendicarsi. Inizia così un crudele gioco tra i due uomini su chi sia il migliore e la rivalità si trasformerà pian piano in ossessione.Ambientato a Londra nell'età Vittoriana The Prestige segue da vicino il percorso che porterà Angier (Hugh Jackman) e Borden (Christian Bale) alla scoperta della massima illusione, "The New Transported Man", ovvero una sorta di teletrasporto. Non è semplice entrare nell'ottica dei due rivali perché sono uomini che amano la magia più di qualunque altra cosa e credono fermamente che il sacrificio sia il prezzo da pagare per un buon spettacolo. Eppure Christopher Nolan riesce a far prendere allo spettatore le parti dell'uno e dell'altro trasportandolo in un'altra epoca, nell'illusione più spettacolare, sulla scena e tra i giochi di prestigio, nella tana del grande scienziato Nikola Tesla (un David Bowie in forma e sempre incredibilmente convincente, specie nei panni dell'inventore un po' folle) fino alla rivelazione ultima. La fotografia magica e le fantastiche scenografie fungono da ulteriore mezzo di trasporto verso l'ignoto, dove solo i volti conosciuti e rassicuranti degli attori non protagonisti (l'ingenua Rebecca Hall, la dolce Scarlett Johansson e il bravissimo Michael Cane che torna a vestire un ruolo simile a quello del Dr. Wilbur Larch ne Le regole della casa del sidro) riescono a portare un po' di sollievo durante la cavillosa esposizione dei fatti, come c'era da aspettarsi dal regista di Memento. Non abbiate paura, lasciatevi travolgere!&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-213365994324849515?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/213365994324849515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=213365994324849515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/213365994324849515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/213365994324849515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/prestige.html' title='THE PRESTIGE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rh5hak4ur6I/AAAAAAAAAK8/EZrNX_4nhfI/s72-c/gdyh.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7396241014189366405</id><published>2007-04-10T09:50:00.000-07:00</published><updated>2007-04-10T09:51:46.638-07:00</updated><title type='text'>L'AMORE NON VA IN VACANZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhvAdE4ur5I/AAAAAAAAAK0/A0vFp71oYEc/s1600-h/24117_lamorenonvainvacanza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051843012786565010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 119px; CURSOR: hand; HEIGHT: 169px" height="226" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhvAdE4ur5I/AAAAAAAAAK0/A0vFp71oYEc/s320/24117_lamorenonvainvacanza.jpg" width="119" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Amanda vive a Los Angeles dove è il capo di una società che realizza trailer cinematografici. La sua vita professionale va a gonfie vele mentre la sfera privata è un disastro per via della sua tendenza a voler avere ad ogni costo il controllo sulle sue emozioni. Dall'altra parte dell'Oceano c'è Iris, una giornalista inglese di cronaca rosa che si innamora sempre delle persone sbagliate finendo per essere vittima dell'amore a causa della sua natura romantica. L'ennesima delusione sentimentale spingerà le due donne, così diverse fra loro, a sentire la necessità di un cambiamento netto. Grazie a un annuncio online decidono di scambiarsi l'abitazione per le vacanze, e a 6000 miglia di distanza da casa riusciranno finalmente a riappropriarsi della propria vita. Cameron Diaz e Kate Winslet danno volto, corpo e sfumature a Amanda e Iris rendendole vere e toccanti. I loro personaggi rappresentano tutte le donne del mondo: sono fragili, decise, ambiziose, sognatrici, buffe, tenere, sensuali, appassionate, ironiche, sono piene di complessi e imperfette, ma così infinitamente deliziose. La presenza di Jude Law e Jack Black giustifica la massima di Shakeaspeare citata a inizio film dalla voce fuori campo della Winslet, "i viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti", una frase che ben definisce la sostanza dell'opera. La regista, sceneggiatrice e produttrice della pellicola Nancy Meyers, che già aveva dato prova di abilità nel confrontarsi con il mondo maschile proiettato in quello femminile in What Women Want, si posiziona sulle coordinate segnate da Nora Ephron ai tempi di Harry ti presento Sally per descrivere nuovamente il complesso universo dell'amore. Ma al di là del contenuto sentimentale non si tratta semplicemente di una commedia romantica. È innanzitutto un omaggio alle grandi commedie americane degli anni '50 e '60 delle quali possiede la brillantezza della sceneggiatura (non c'è neanche una battuta fuori posto), il ritmo e l'ambientazione fiabesca resa ancora più dolce dal contesto natalizio. Il film contiene tutte le componenti della settima arte: il trailer (Amanda ne è ossessionata), il soundtrack (Jack Black è un compositore di colonne sonore) e la scrittura (Eli Wallach è un anziano sceneggiatore hollywoodiano in pensione) e ritrova il vecchio glamour della Mecca del cinema. Il pubblico femminile si identificherà con le protagoniste e verrà travolto dalle emozioni sperando in un finale felice. Gli uomini probabilmente troveranno L'amore non va in vacanza un po' sdolcinato, ma i cuori sensibili sapranno apprezzarne la "purezza".&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7396241014189366405?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7396241014189366405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7396241014189366405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7396241014189366405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7396241014189366405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/lamore-non-va-in-vacanza.html' title='L&apos;AMORE NON VA IN VACANZA'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhvAdE4ur5I/AAAAAAAAAK0/A0vFp71oYEc/s72-c/24117_lamorenonvainvacanza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-1089593241138189679</id><published>2007-04-10T09:46:00.000-07:00</published><updated>2007-04-10T09:48:07.128-07:00</updated><title type='text'>FUR</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rhu_nE4ur4I/AAAAAAAAAKs/mbn-G0q2W5I/s1600-h/fur.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051842085073629058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 132px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" height="214" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rhu_nE4ur4I/AAAAAAAAAKs/mbn-G0q2W5I/s320/fur.jpg" width="132" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Diane Nemerov, è la figlia di una ricca famiglia ebrea trapiantata a New York. Coniugata è Diane Arbus, moglie di Allan, un fotografo di moda, e mamma distratta di Grace e Sophie. Colta e sensibile, Diane è insofferente ai privilegi sociali, ai protocolli e ai conformismi che condizionano la sua vita e misurano le sue emozioni. Nell'appartamento sopra agli Arbus si stabilisce Lionel Sweeney, un uomo eccentrico affetto da ipertricosi e nascosto dietro una maschera. La relazione amicale e poi sentimentale con Lionel rivelerà a Diane un mondo straordinario e parallelo a quello della riconosciuta normalità. Solo allora Diane impugnerà la macchina fotografica per ritrarre (prevalentemente) le "meraviglie" della natura, i freaks impressionati nella pellicola di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?r=1854"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tod Browning&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.Steven Shainberg, cresciuto tra i ritratti della Arbus che decoravano le pareti della casa dello zio scrittore Lawrence Shainberg, porta sullo schermo il ritratto immaginario e immaginato della fotografa newyorkese. Liberamente ispirato al libro di Patricia Bosworth, "Diane Arbus: una biografia", il regista esplora insieme alla sua protagonista la sottile relazione tra l'apparire e l'essere. Come in &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34535"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secretary&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; così in Fur, il suo sguardo guida ed emancipa la figura femminile attraverso pratiche null'affatto consuetudinarie: la perversione, quella masochista della segretaria di Maggie Gyllenhaal, o uno strumento e la sua pratica, quella fotografica della Arbus di Nicole Kidman. Diane, prima di diventare il controverso mito della fotografia americana, era una casalinga che stirava i vestiti, misurava le luci e viveva in un'evidente condizione di subordinazione creativa nei confronti del marito.Sarà la scoperta della diversità, dell'eccesso della natura suggerito fin dal titolo, a condurla a esplorare tutti quei luoghi, fisici e mentali, che erano stati oggetto di divieto. Fur è la pelliccia prodotta dai Nemerov e indossata dalle belle modelle bloccate dal rigore formale della macchina di Allan Arbus. Ma fur è pure il pelo mostruosamente eccedente di Lionel, che scopre, coprendolo, la manipolazione cosmetica del reale e l'arbitrarietà dei tabù. Nel film di Shainberg la macchina fotografica è sempre posata in primo piano, perché la "camera oscura" è prima negli occhi della Arbus. Occhi da formare, da impressionare, da caricare del vissuto drammatico di Lionel, fermato frontalmente dentro la sua prima fotografia.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-1089593241138189679?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/1089593241138189679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=1089593241138189679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1089593241138189679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/1089593241138189679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/fur.html' title='FUR'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rhu_nE4ur4I/AAAAAAAAAKs/mbn-G0q2W5I/s72-c/fur.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2481819377511026654</id><published>2007-04-04T09:54:00.000-07:00</published><updated>2007-04-04T09:55:35.898-07:00</updated><title type='text'>CASINO' ROYALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhPYU2s1UMI/AAAAAAAAAKk/q93i0omzt4k/s1600-h/imm.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049617460004999362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 183px" height="199" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhPYU2s1UMI/AAAAAAAAAKk/q93i0omzt4k/s320/imm.jpg" width="134" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo essersi guadagnato due zeri e la licenza di uccidere James Bond, alle origini della sua carriera, è sulle tracce di Le Chiffre, uno spregiudicato banchiere che finanzia organizzazioni terroristiche. L'intervento di Bond manda all'aria i suoi piani, sventando un attentato ai danni di una compagnia aerea. Le Chiffre si ritrova così in debito e in imbarazzo con un misterioso signore della guerra africano, per saldare il conto organizza un'esclusiva partita a poker al Casino Royale nel Montenegro. Finanziato dal governo e controllato dall'affascinante contabile Vesper Lynd, Bond è tra i dieci ricchi partecipanti che gareggiano per il piatto milionario. Sopravvissuto a una lunga notte di bluff, strategie, inseguimenti, avvelenamenti e torture, sarà l'amore a piegare l'agente britannico e a condizionarne il destino sentimentale. Dopo aver diretto Goldeneye e il James Bond inconsistente di Pierce Brosnan, Martin Campbell scommette su Daniel Craig e vince senza bluffare al tavolo verde del Casino Royale. Il suo nuovo episodio 007 mostra la genesi di James Bond e colma il suo passato, informandoci sugli antefatti. Il ruvido agente di Daniel Craig mantiene i riferimenti strutturali col Bond "seriale", confrontandosi con i tratti distintivi del suo personaggio, indagandone nuove possibilità espressive senza mai negarlo. È vero, Daniel Craig è fenomenologicamente più vicino all'antagonista di Bond, magari russo e magari letale, ma le sue doti recitative rinnovano da sole il mondo narrativo di Bond, rivelando allo spettatore i suoi "ingredienti" e quelli del suo Vodka-Martini. La spia di Campbell, ispirata al primo romanzo di Fleming, è già a suo agio dentro all'azione, alle location esotiche, allo smoking, o alla guida di una Aston Martin, ma è ancora privo di Moneypenny, di Q e dei suoi gadget avveniristici, dei motoscafi, del sesso premio e della presentazione cool ("Il mio nome è Bond, James Bond"). Perché non è ancora Bond, quello di Connery, di Lazenby, di Moore, di Dalton, di Brosnan, il raffinato agente dello spionaggio inglese, bagaglio di un condiviso immaginario collettivo. In Casino Royale tutto ha l'incanto ma anche la brutale materialità della prima volta. Ottenuti due zeri, ovvero la licenza di uccidere, in un flashback in bianco e nero, Bond affronta la sua prima missione e il suo primo inseguimento: un'incredibile corsa urbana a ostacoli a Nambutu, dietro a un dinamitardo campione di parkour. L'azione, che proietta direttamente il personaggio nelle ambasciate, negli aeroporti e nei luoghi aperti perennemente minacciati da attacchi terroristici, si apre al melodramma, all'autobiografismo e al sentimentalismo. La parte action radicalizzata nella serie viene sottoposta ai movimenti e ai ripiegamenti del cuore, innamorando Bond di Vesper Lynd come da copione e da romanzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2481819377511026654?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2481819377511026654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2481819377511026654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2481819377511026654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2481819377511026654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/casino-royale.html' title='CASINO&apos; ROYALE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RhPYU2s1UMI/AAAAAAAAAKk/q93i0omzt4k/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-49298839482338231</id><published>2007-04-01T11:18:00.000-07:00</published><updated>2007-04-01T11:19:47.531-07:00</updated><title type='text'>IN VIAGGIO CON EVIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg_3erkRh0I/AAAAAAAAAKc/7BfWxByO3Sg/s1600-h/imm2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048525813768619842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg_3erkRh0I/AAAAAAAAAKc/7BfWxByO3Sg/s320/imm2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ben è un adolescente timido e sensibile che vive con la madre Laura, vivace bacchettona, e il padre Robert, remissivo pastore anglicano. L'educazione conservatrice di Laura, timorata di Dio che assiste gli anziani del quartiere e si prende amorevolmente cura dell'amante, influenza la vita di Ben: impacciato coi primi amori e smarrito nella vita. Dopo aver messo un annuncio sul giornale parrocchiale, Ben diventa l'assistente tuttofare di Evie Walton, un'anziana attrice di teatro bizzosa e irresistibile. L'entusiasmo di Evie per la vita e per l'arte, quella letteraria, rivelerà a Ben un mondo meraviglioso che aspetta soltanto di essere vissuto. Il soggetto di Jeremy Brock, sperimentato sceneggiatore e debuttante regista, non è nuovo al cinema ma ugualmente l'adolescenza di Ben e il delicato passaggio all'età adulta invita al sorriso e alla commozione. L'opera prima è ispirata alla sua adolescenza, spesa al servizio dell'attrice Peggy Ashcroft. Le Driving Lessons del titolo originale sono le lezioni di guida ma prima ancora di vita che l'anziana signora impartirà al suo giovane amico. Evie, schietta e licenziosa, si contrappone alla figura artificiosa e castigata della madre, l'americana Laura Linney. L'incontro con Evie è la meravigliosa possibilità che introduce Ben alla vita e all'arte. Se Evie intuisce l'"anima poetica" del ragazzo e ne incoraggia la vocazione, sarà la coetanea Bryony, incontrata a Edimburgo, a sedurlo e a emanciparlo.Il viaggio del titolo italiano è la metafora della transizione, del percorso emotivo ed esistenziale che condurrà Ben alla nuova condizione di adulto, la macchina è invece lo strumento che gli consentirà di avvicinare il mondo, di colmare le distanze che separano la provincia dalla città. Il campeggio condiviso con Miss Evie e il vivere e dormire "fuori" casa suggeriscono la condizione di emarginazione, di liminalità dell'adolescente, allontanato dalla società, disancorato dagli affetti e riammesso nell'ultima sequenza che lo accompagna a Edimburgo. Ben ha il volto celebre, per maghi e babbani, di Rupert Grint, il rosso amico di Harry Potter. Ben, come Ron Weasley, attraversa idealmente un portale magico verso la maturità, questa volta però sprovvisto di magia.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-49298839482338231?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/49298839482338231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=49298839482338231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/49298839482338231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/49298839482338231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/04/in-viaggio-con-evie.html' title='IN VIAGGIO CON EVIE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg_3erkRh0I/AAAAAAAAAKc/7BfWxByO3Sg/s72-c/imm2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-416178186517787467</id><published>2007-03-30T08:20:00.000-07:00</published><updated>2007-03-30T08:28:58.810-07:00</updated><title type='text'>TENACIOUS D - IL DESTINO DEL RCOK</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg0sirkRhzI/AAAAAAAAAKU/YQFTNN2MRbk/s1600-h/23921_tenaciousd-ildestinodelrcok.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047739731674236722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 174px" height="214" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg0sirkRhzI/AAAAAAAAAKU/YQFTNN2MRbk/s320/23921_tenaciousd-ildestinodelrcok.jpg" width="109" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Due musicisti scombinati (Jack Black e Kyle Gass) si danno una missione: formare la più grande rockband di tutti i tempi. Ma per farlo devono entrare in possesso del plettro magico forgiato con un dente del diavolo, custodito nel Museo del rock. Tenacious D e il destino del rock romanza la vera storia dell'omonimo gruppo fondato da Black e Gass nella Los Angeles di metà anni Novanta. Supporter di gruppi come i Pearl Jam, i Tenacious si sono ritagliati una vasta fetta di popolarità (una serie tv e, nel 2001, il disco di platino). Il film vanta un incipit fulminante: il piccolo Jack Black (complimenti al casting: il ragazzino è il suo sosia) brandisce la chitarra e sconcerta la famiglia bigotta con uno sboccatissimo pezzo rock. Punito dal padre, che ritiene quella musica opera di Satana, il piccolo riceve la benedizione di Dio (Ronnie James Dio, uno dei suoi idoli), che lo esorta a scappare di casa alla volta di Hollywood. Purtroppo non si continua a questi livelli: si aspira a un &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=3508"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The Blues Brothers&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; contaminato dai dialoghi e dai silenzi surreali di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=5609"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Clerks&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, ma l'irriverenza lascia spesso il passo a scorciatoie grossolanamente ridanciane per accattivarsi il pubblico dei teenager. Comunque sia, onore al merito all'energia, alla fantasia e alla volgarità sana e liberatoria di Black, che ha peraltro dimostrato di reggere egregiamente anche ruoli diversi (sulfureo in &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35503"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;King Kong&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, romantico in &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44469"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'amore non va in vacanza&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;). Particolarmente a suo agio tra chitarre elettriche, dischi e palchi (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34947"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;School of Rock&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, ma anche &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=29385"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alta fedeltà&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;), il corpulento attore si può definire senza timor riverenziale il vero erede di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?a=4298"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;John Belushi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: meno cattivo forse, ma ugualmente arrabbiato e geniale. Da segnalare infine due divertenti e divertiti camei: Ben Stiller in versione villosa e capellona e Tim Robbins claudicante e dai denti marci.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-416178186517787467?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/416178186517787467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=416178186517787467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/416178186517787467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/416178186517787467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/tenacious-d-il-destino-del-rcok.html' title='TENACIOUS D - IL DESTINO DEL RCOK'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rg0sirkRhzI/AAAAAAAAAKU/YQFTNN2MRbk/s72-c/23921_tenaciousd-ildestinodelrcok.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4815469327689070733</id><published>2007-03-24T10:48:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T10:49:17.082-07:00</updated><title type='text'>Million dollar baby</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVkaf3LSMI/AAAAAAAAAKI/eJZyoxGiBbM/s1600-h/Million%20dollar%20baby.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045549363930810562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 154px" height="204" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVkaf3LSMI/AAAAAAAAAKI/eJZyoxGiBbM/s320/Million%2520dollar%2520baby.jpg" width="126" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Frankie Dunn è stato per anni allenatore e manager di tanti pugili e ha speso una vita sul ring. Uomo solitario dal carattere duro, Frankie ha un unico amico, Scrap, anche lui ex pugile, con cui gestisce una palestra di boxe a Los Angeles. La vita di Frankie subisce una svolta quando in palestra arriva Maggie, una ragazza determinata a combattere sul ring, che sulle prime lui tenta di scoraggiare ma che poi, vista l’ostinazione della ragazza, decide di aiutare e prende sotto la sua protezione...&lt;br /&gt;Struggente , intenso e toccante. Con questo film Eastwood ci accompagna durante l’ascesa della protagonista Hilary Swank con una regia asciutta ma che cattura e coinvolge. Poi improvvisamente, con un colpo di scena che arriva dritto allo stomaco, cambia registro e ci scaraventa nelle più cupe profondità.&lt;br /&gt;Con questo film si riescono a provare tutte le emozioni possibili ed è estremamente difficile rimanerne insensibili. Le interpretazioni sono tutte magistrali e gli oscar vinti meritatissimi. Inutile aggiungere altro e non posso che accumunarmi ai numerosi estimatori di questo film.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4815469327689070733?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4815469327689070733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4815469327689070733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4815469327689070733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4815469327689070733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/million-dollar-baby.html' title='Million dollar baby'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVkaf3LSMI/AAAAAAAAAKI/eJZyoxGiBbM/s72-c/Million%2520dollar%2520baby.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2908429673907106577</id><published>2007-03-24T10:45:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T10:46:43.848-07:00</updated><title type='text'>Il corvo</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVj1_3LSLI/AAAAAAAAAKA/lsY48yoXYj0/s1600-h/Il%20corvo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045548736865585330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 193px" height="213" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVj1_3LSLI/AAAAAAAAAKA/lsY48yoXYj0/s320/Il%2520corvo.jpg" width="130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La notte del diavolo, è la notte degli incendi che in una città americana, vengono appiccati da malviventi senza scrupoli. In questa notte, una di queste bande uccide a sangue freddo una coppia di ragazzi. Il ragazzo ucciso, un giovane musicista di nome Eric Draven, grazie ad un corvo, tornerà dal mondo dei morti per cercare vendetta.&lt;br /&gt;Quando alla ricercata atmosfera dark, si unisce una profonda caratterizzazione dei personaggi ed una drammaticità altamente poetica, nasce un film che rimane impresso nella mente dei "cultisti" in modo indelebile. E’ il caso de "Il corvo", rivisitazione in chiave moderna e dark del più insano quanto appagante desiderio: la vendetta. L’opera, tratta delle vignette di James O’Barr, ripercorre gli ultimi istanti di vita di una giovane coppia, e il seguente ritorno in vita del ragazzo grazie all’uccello nero per eccellenza, il corvo appunto.&lt;br /&gt;La vicenda si snoda in modo pressoché lineare, con qualche flashback che non appesantisce la storia ma la rende invece fluida. Storia che per altro non incarna proprio il principio di originalità. Essa infatti si basa sul ritorno dall’aldilà di un uomo che dopo aver subito un torto, farà di tutto per vendicarsi. Questo però non inficia assolutamente sulla qualità complessiva dell’opera. La regia è quanto mai appropriata, pur non toccando mai punte eccezionali. Quello che in realtà lascia a bocca aperta sono le magnifiche atmosfere dark, chiaramente lontane da una realtà quotidiana, ma intensamente vive e tangibili nella loro cupa e opprimente immanenza che avvolge i personaggi quanto mai azzeccati. Le interpretazioni poi stupiscono per la loro intensità emotiva, a tratti trascinante, che non sfocia mai nel patetico e anzi, spesso e volentieri raggiunge vette poetiche di rara bellezza. Gli effetti speciali invece, in qualche caso, non paiono adeguati al valore complessivo dell’opera, comunque non ne compromettono la riuscita.&lt;br /&gt;Siamo quindi di fronte ad un film di grande spessore, sia sotto il profilo creativo che da quello tecnico-visivo. Un film che può vantare a pieno titolo l’appellativo di cult-movie e che, a causa della morte del protagonista Brandon Lee avvenuta sul set per un errore nella sistemazione delle armi, ha acquisito un’aura di mistero quasi soprannaturale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2908429673907106577?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2908429673907106577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2908429673907106577' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2908429673907106577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2908429673907106577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/il-corvo.html' title='Il corvo'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVj1_3LSLI/AAAAAAAAAKA/lsY48yoXYj0/s72-c/Il%2520corvo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3717921422879452647</id><published>2007-03-24T10:43:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T10:44:27.081-07:00</updated><title type='text'>Manuale d'amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVjVv3LSKI/AAAAAAAAAJ4/kGBVa5qlggM/s1600-h/Manuale%20d%27amore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045548182814804130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" height="215" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVjVv3LSKI/AAAAAAAAAJ4/kGBVa5qlggM/s320/Manuale%2520d%2527amore.jpg" width="121" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il manuale d’amore comprende quattro fasi: "Innamoramento", "Crisi", "Tradimento" e "Abbandono". Questi quattro capitoli sono vissuti da quattro coppie diverse che, come in una staffetta, si passano il testimone. Tommaso e Giulia vivono tutte le fasi dell’ "Innamoramento": il primo appuntamento, il primo bacio, il sesso sfrenato, la convivenza, il matrimonio. Barbara e Marco affrontano la loro prima "Crisi" dopo anni d’amore: un figlio potrà aiutarli a superarla? Ornella vive il dramma del "Tradimento" con una grinta unica e contro un nemico "globale": l’uomo. Goffredo ci racconta dell’"Abbandono". E’ talmente impreparato ad affrontare questa sua prima grande tragedia che si affida ai consigli di un audio-book trovato casualmente in libreria, dal titolo rassicurante e coinvolgente: "Manuale d’amore".&lt;br /&gt;Onestamente era da tempo che non si vedeva una commedia italiana quantomeno degna di essere definita tale. Il film rispolvera la struttura ad episodi tanto in voga venti anni fa ed è logico attendersi una disparità qualitativa fra le varie storie raccontate che illustrano tutte le fasi della vita di coppia.&lt;br /&gt;Gli episodi migliori sono sicuramente "l’innamoramento" e "l’abbandono" ,il primo e l’ultimo, mentre i due centrali,"la crisi" e "il tradimento", sono un po’ tirati via e hanno il gusto di puro riempitivo. il cast è ricco e funzionale , bravi Muccino e la Trinca ma il migliore resta Verdone che in alcuni sketch torna ad essere il comico che era agli esordi.&lt;br /&gt;Dunque non mi resta che promuovere l’ultimo film di Veronesi che sa intrattenere e divertire evitando facili volgarità Vanziniane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3717921422879452647?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3717921422879452647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3717921422879452647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3717921422879452647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3717921422879452647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/manuale-damore.html' title='Manuale d&apos;amore'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgVjVv3LSKI/AAAAAAAAAJ4/kGBVa5qlggM/s72-c/Manuale%2520d%2527amore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8243279764296358126</id><published>2007-03-24T10:39:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T10:42:17.293-07:00</updated><title type='text'>Notte prima degli esami</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgViyP3LSJI/AAAAAAAAAJw/lpX4iJrFBOs/s1600-h/Notte%20prima%20degli%20esami.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045547572929448082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 118px; CURSOR: hand; HEIGHT: 172px" height="215" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgViyP3LSJI/AAAAAAAAAJw/lpX4iJrFBOs/s320/Notte%2520prima%2520degli%2520esami.jpg" width="118" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In una colorata estate degli anni ’80 Luca e i suoi amici si preparano ad affrontare i temuti esami di maturità. Ma invece di studiare riescono a collezionare un’incredibile serie di buffe disavventure. A cominciare è proprio Luca che, travolto da insolito coraggio, rovescia su Martinelli, il professore di lettere più bastardo della storia dell’umanità, una micidiale collezione di insulti e accuse.&lt;br /&gt;L’esordio alla regia di Fausto Brizzi é "teen-movie" all’italiana, realizzato probabilmente sulla scia del successo di film come "Che ne sarà di noi", che ha come principale punto di forza la rievocazione nostalgica e gradevole dei tardi anni ’80, quando si leggeva Alan Ford e si portavano ancora i pantaloni a vita alta. L’appartenenza ad un epoca che sta tornando prepotentemente di moda è sottolineata soprattutto dalla frizzante colonna sonora, caratterizzata da tipici successi commerciali di quegli anni, che vanno dalla dance di "gioca giué" alla canzoni di Antonello Venditti. Ma c’è da dire che la caratterizzazione storica è alquanto superficiale, limitata a qualche stereotipo e affetta da diverse incongruenze ( basti guardare l’abbigliamento del protagonista).&lt;br /&gt;Nel film non manca purtroppo nessuno dei cliché del genere: si passa dall’innamoramento, alla perdita di un parente caro, alle classiche scorribande adolescenziali, fino alla gravidanza inaspettata. La novità è che tutti questi argomenti sono rappresentati con una leggerezza e una superficialità che rappresentano simultaneamente il punto di forza e il punto debole del film: ci sono momenti gradevoli e nostalgici – la rievocazione di Woodstock da parte del professore, il finale tutto sommato originale - , ma altre scelte di dialogo e di sceneggiatura sanno di riciclo Vanziniano e puzzano di stantio e banale.&lt;br /&gt;Un film di alti e bassi quindi, che sicuramente colpirà il suo target di riferimento perché sa toccare le corde giuste e puo’ contare su un simpaticissimo Giorgio Faletti, ma anche un’operazione furba e discutibile, costruita su misura per piacere ad un target preciso, dalla memoria storica alquanto corta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8243279764296358126?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8243279764296358126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8243279764296358126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8243279764296358126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8243279764296358126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/notte-prima-degli-esami.html' title='Notte prima degli esami'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgViyP3LSJI/AAAAAAAAAJw/lpX4iJrFBOs/s72-c/Notte%2520prima%2520degli%2520esami.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7163611739928455108</id><published>2007-03-20T11:19:00.000-07:00</published><updated>2007-03-20T11:20:40.441-07:00</updated><title type='text'>MARIE ANTOINETTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAlxP3LSII/AAAAAAAAAJo/p4KQlkBE_xw/s1600-h/Marie%20Antoinette.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044073110656731266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 125px; CURSOR: hand; HEIGHT: 186px" height="213" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAlxP3LSII/AAAAAAAAAJo/p4KQlkBE_xw/s320/Marie%2520Antoinette.jpg" width="125" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maria Antonietta, la figlia della regina d’Austria viene promessa in sposa appena quattordicenne a Luigi XVI, il futuro re di Francia. Nonostante la sua riluttanza, la giovane si trasferisce a Versailles, ma non riuscirà mai ad entrare in sintonia col popolo francese che in primis, non le perdona il fatto di essere straniera…&lt;br /&gt;Era solo una ragazza: così si potrebbe riassumere tutto quello che Sofia Coppola pensa della sua Maria Antonietta. Lo scopo ultimo del cinema della regista, anche in questo terzo film, rimane immutato: ritrarre ragazze spaesate e in difficoltà, troppo giovani per ciò che devono affrontare. "Marie Antoinette" ci racconta dunque la sua storia, dall’arrivo a Versailles ai primi moti rivoluzionari, ma lo fa senza la pesantezza di molti film storici, e con una leggerezza che è segno di modernità. Lo stile, volutamente provocatorio, senza dubbio eccentrico, che tante polemiche ha sollevato, coglie nel segno. I costumi, davvero perfetti, l’ambientazione, nella vera Versailles, la colonna sonora incredibilmente rischiosa, che alla musica d’epoca preferisce spesso e volentieri New Order, Phoenix e Bow Wow Wow, creano una sintesi in grado di coinvolgere e ammaliare.&lt;br /&gt;Non si deve cercare nella pellicola una storia profonda con letture politiche o pesanti riflessioni storiche, ma si deve bensì cercare la modernità del personaggio principale: ci viene mostrato il suo essere ragazza, la sua frustrazione per un marito che le dà pochissime attenzioni, la sua passione per il gioco, molto criticata a corte. La macchina da presa indugia spesso e volentieri sugli "oggetti", mostrandoci scarpe, abiti, prelibatezze di ogni sorta, acconciature inverosimili, ci mostra con umorismo l’assurdità, per occhi della stessa protagonista, di molti "riti" di corte fini a se stessi. Il mostrarci "l’ozio di corte" diventa molte volte l’obbiettivo della regista: uno sfoggio di eleganza e di abbondanza che non deve però essere preso come una critica.&lt;br /&gt;Kirsten Dunst è quasi perfetta nel ruolo, e comunica qualcosa con ogni sguardo e in ogni inquadratura, come anche il resto del cast, notevole e che contribuisce alla riuscita del film. In conclusione la Coppola la si può criticare di essere a tratti troppo autoindulgente, di eccedere con il decor visivo, ma per apprezzare la sua opera lasciatevi trasportare dall’ottima compilation visiva e sonora e lasciatevi toccare dallo sguardo di Antonietta, che assomiglia tanto alla Charlotte di "Lost in translation" e alle "vergini suicide" del primo film della regista. Ed è qui che risiede l’originalità della visione Coppoliana, un’originalità discutibile e anche un po’ egoistica se vogliamo, ma assolutamente unica nel panorama cinematografico odierno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7163611739928455108?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7163611739928455108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7163611739928455108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7163611739928455108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7163611739928455108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/marie-antoinette.html' title='MARIE ANTOINETTE'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAlxP3LSII/AAAAAAAAAJo/p4KQlkBE_xw/s72-c/Marie%2520Antoinette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2049595556285386077</id><published>2007-03-20T11:15:00.000-07:00</published><updated>2007-03-20T11:16:27.151-07:00</updated><title type='text'>Ant Bully</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAkvf3LSHI/AAAAAAAAAJg/SzOjc8z7Gsg/s1600-h/Ant%20Bully%20-%20Una%20vita%20da%20formica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044071981080332402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" height="212" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAkvf3LSHI/AAAAAAAAAJg/SzOjc8z7Gsg/s320/Ant%2520Bully%2520-%2520Una%2520vita%2520da%2520formica.jpg" width="129" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non è proprio un bel periodo per il piccolo Nicky, un bambino di dieci anni: si è appena trasferito in un’altra città ed in famiglia non riceve molte attenzioni, soprattutto dai genitori, molto presi da un viaggio che stanno organizzando per il loro anniversario di matrimonio. La nonna di Nicky poi, affettuosa ma bizzarra, si è messa in testa di dover difendere la sua famiglia dagli alieni. Un giorno Nick annaffia letteralmente un formicaio con la sua pistola ad acqua, e magicamente viene rimpicciolito...&lt;br /&gt;Nella breve storia del cinema d’animazione 3D le formiche sono state per ben tre volte protagoniste, prima con gli antesignani "Z, la formica" e il Pixar "Bug’s life", ed ora con "Ant Bully", film voluto e prodotto da Tom Hanks dopo che è rimasto colpito dal romanzo omonimo di John Nickel. La spiegazione di questo forte legame tra i disegnatori ed i piccoli insetti è da trovarsi nella stupefacente organizzazione di cui sono dotati quest’ultimi e del loro vivere basato sulla cooperazione con gli altri, un vero modello di riferimento per noi umani e naturalmente per i più piccoli.&lt;br /&gt;Nel caso specifico del film oggetto della recensione questo punto è assai rimarcato ed è alla base anche della morale della pellicola. La storia narrata, o meglio favola visto che ci sono magie e stregoni, difatti vedrà il protagonista, un bambino solitario ed asociale, capire l’importanza degli amici e crescere, proprio dopo aver vissuto con le formiche del suo giardino, naturalmente sotto un incantesimo. Oltre comunque questi apprezzabili intenti edificanti, "Ant bully" regala anche un buon intrattenimento, grazie ad una serie di protagonisti ben caratterizzati ed un intreccio dal ritmo sostenuto, con alcune situazioni molto divertenti, soprattutto quelle dove il regista John A. Davis (candidato al premio Oscar per "Jimmy Neutron") gioca con i diversi punti di vista, quello delle formiche e quello degli umani.&lt;br /&gt;La qualità delle animazioni non è delle migliori, soprattutto nella fluidità di movimento dei personaggi umani e nella cura del dettaglio, comunque non conta poi molto se alla fine della visione quasi ci pentiamo di tutte le volte che abbiamo più o meno accidentalmente colpito una formica, segno che il film è riuscito a conquistarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2049595556285386077?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2049595556285386077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2049595556285386077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2049595556285386077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2049595556285386077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/ant-bully.html' title='Ant Bully'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RgAkvf3LSHI/AAAAAAAAAJg/SzOjc8z7Gsg/s72-c/Ant%2520Bully%2520-%2520Una%2520vita%2520da%2520formica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7629565972146218421</id><published>2007-03-19T09:31:00.000-07:00</published><updated>2007-03-19T09:33:12.027-07:00</updated><title type='text'>Io e Napoleone</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rf67E3a19lI/AAAAAAAAAJY/gpFIZJwGm5c/s1600-h/N%20%28Io%20e%20Napoleone%29.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043674324971943506" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 133px; CURSOR: hand; HEIGHT: 190px" height="214" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rf67E3a19lI/AAAAAAAAAJY/gpFIZJwGm5c/s320/N%2520%2528Io%2520e%2520Napoleone%2529.jpg" width="133" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Martino, ben interpretato da Elio Germano, è un ragazzo che nutre un odio profondo verso il Generale, e quando Napoleone arriva all’Isola d’Elba in esilio cerca di concretizzare i suoi propositi di vendetta approfittando dell’occasione che il destino sembra avergli concesso: viene assunto come scrivano personale dell’uomo, ma, ovviamente, i piani di Martino non andranno nel modo previsto.&lt;br /&gt;Finalmente un progetto ambizioso per il cinema italiano, qualcosa di diverso dai soliti drammi su famiglie consumate. Il cinema tricolore ha saputo dimostrarci negli ultimi mesi che con qualche idea e un po’ di impegno si può giungere ad ottimi risultati, e Paolo Virzì si inserisce senz’altro in quella fascia di registi che hanno contribuito alla rinascita di una cinema che fino a qualche anno fa era in forte crisi, sia creativa che economica.&lt;br /&gt;"Io e Napoleone" è il libero adattamento del romanzo "N" di Ernesto Ferrero, con un azzeccatissimo Daniel Auteuil nella parte del celebre Napoleone (chi poteva essere se non lui ad impersonarlo viste anche le sue origini?) ed un Elio Germano che ben interpreta il protagonista Martino. Il film ci racconta la storia personale di quest’ultimo, mettendo in scena un bel confronto generazionale tra i due personaggi principali, ma non solo questo, poiché non vengono tralasciate le vicende di contorno, che anzi a tratti sembrano voler prendere il sopravvento. Il tutto viene narrato senza dimenticare la credibilità della ricostruzione storica, che non è inficiata dal tono leggero del film.&lt;br /&gt;Allegoria sul fascino dell’autorità, commedia in costume e ricostruzione storica: queste sono le tre anime del film di Virzì, sempre molto equilibrato tra umorismo e dramma, tra la risata e la riflessione. Discutibile, ma a mio parere indovinata, la scelta di inserire il personaggio di Ceccherini, al quale spetta il ruolo di Buffone della situazione. Onore al regista quindi, che riesce a parlare di storia coniugando la classica commedia italiana in costume con un cinema più impegnato e serio, dandoci da pensare sull’abilità degli uomini di poter ammaliare gli sprovveduti e regalandoci una visione di Napoleone piuttosto convincente e non priva di autoironia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7629565972146218421?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7629565972146218421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7629565972146218421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7629565972146218421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7629565972146218421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/io-e-napoleone.html' title='Io e Napoleone'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rf67E3a19lI/AAAAAAAAAJY/gpFIZJwGm5c/s72-c/N%2520%2528Io%2520e%2520Napoleone%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7125820808554103888</id><published>2007-03-14T11:16:00.000-07:00</published><updated>2007-03-14T11:18:13.820-07:00</updated><title type='text'>La stella che non c'è</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rfg8A3a19kI/AAAAAAAAAJQ/LzphJNbYr18/s1600-h/La%20stella%20che%20non%20c%27%E8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041845768415475266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 186px" height="214" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rfg8A3a19kI/AAAAAAAAAJQ/LzphJNbYr18/s320/La%2520stella%2520che%2520non%2520c%2527%25E8.jpg" width="126" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo è stato a lungo responsabile della manutenzione dello stabilimento siderurgico di Bagnoli. Alla chiusura dell’impianto viene incaricato della vendita della colata continua ai cinesi, ma ben presto si rende conto di aver ceduto anche una macchina difettosa che in passato ha causato degli incidenti. Per rimediare al danno, Vincenzo parte alla volta della Cina dove, accompagnato dalla giovane interprete Liu Hua, cercherà di localizzare l’impianto per poter riparare la macchina.&lt;br /&gt;Dopo l’ottimo successo di critica e di pubblico di "Le chiavi di casa", Gianni Amelio torna a narrarci di un viaggio: questa volta i protagonisti sono un manutentore italiano, Vincenzo Buonavolontà (il cui cognome è tutto un programma), e una giovane cinese, Liu Hua, mentre le strade percorse sono quelle dell’immensa Cina. L’opera del regista italiano si rivela un prodotto interessante, oltre ad essere una piacevole anomalia del nostro cinema, poiché volge il proprio sguardo verso realtà lontane dalla nostra penisola.&lt;br /&gt;La storia di questa sorta di Odissea si muove su due piani diversi, anche se non disgiunti. Il primo ci mostra l’attuale situazione della Cina, un paese dove lo sviluppo economico non si accompagna ad un maggior benessere diffuso tra la popolazione. Amelio evidenzia con forza le differenze che vigono fra le metropoli affacciate sul pacifico, similari alle nostre, ed le città più interne, ricche di problemi e "nascoste" agli occhi del mondo. Il secondo filo narrativo invece va ad esplorare i caratteri dei due protagonisti, all’inizio del film introdotti senza troppi preamboli. Questi, apparentemente fra loro molto lontani, si scopriranno invece accumunati da quella "stella che non c’è" richiamata nel titolo del film, e cioè quella apparente mancanza di una speranza che possa illuminare la loro vita.&lt;br /&gt;Nel complesso ne esce un racconto amaro e volutamente sottotono, che con garbo coinvolge e fa riflettere. Il regista come nel precedente lavoro dirige in maniera piuttosto compassata senza mai dare scossoni alla narrazione, questo da una parte può a tratti stancare, ma lascia il tempo di pensare su ciò che si sta vedendo, in fondo, come dice la protagonista cinese, la canna da zucchero non può essere mai dolce da entrambi i lati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7125820808554103888?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7125820808554103888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7125820808554103888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7125820808554103888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7125820808554103888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/la-stella-che-non-c.html' title='La stella che non c&apos;è'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rfg8A3a19kI/AAAAAAAAAJQ/LzphJNbYr18/s72-c/La%2520stella%2520che%2520non%2520c%2527%25E8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5648453633250490320</id><published>2007-03-11T05:34:00.000-07:00</published><updated>2007-03-11T05:35:23.504-07:00</updated><title type='text'>The Departed</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RfP3W3a19jI/AAAAAAAAAJI/IBYYxVFhTSU/s1600-h/The%20departed%20-%20Il%20bene%20e%20il%20male.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040644380163438130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 131px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" height="214" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RfP3W3a19jI/AAAAAAAAAJI/IBYYxVFhTSU/s320/The%2520departed%2520-%2520Il%2520bene%2520e%2520il%2520male.jpg" width="131" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Boston. È in atto una guerra tra la Polizia locale e una banda della malavita organizzata.. Billy Costigan, giovane poliziotto in incognito, riceve l’incarico di infiltrarsi nella gang capeggiata dal boss Frank Costello.&lt;br /&gt;La nuova pellicola di Martin Scorsese ambientata nei sobborghi di Boston, salvo pochi aspetti, non convince molto. "The Departed" ha un soggetto di base interessante, seppur non nuovo: la famiglia di mafiosi di turno introduce una talpa nel gruppo di polizia incaricato di indagarli mentre, a sua volta, le stesse autorità cercano di mescolare un proprio uomo tra i criminali per conoscere in anticipo le loro mosse. Idea che ha del buono, ma il cui sviluppo manca di grinta.&lt;br /&gt;Sebbene l’uso del montaggio alternato riesca a colpire positivamente lo spettatore, che riesce a farsi una panoramica globale di ogni singolo evento potendo vedere in contemporanea ogni azione/reazione di ciascuna delle due talpe, di tutt’altra pasta sono gli altri ingredienti del film. Le scelte registiche non sono spesso all’altezza e i personaggi, nonché gli stessi attori che li rappresentano, non sono sempre convincenti: Jack Nicholson ricorda molto il Joker del primo capitolo della saga di "Batman", al punto che più di una volta, seppur non manchi di esaltare per le magnifiche espressioni che propone ogni volta, ci si comincia a chiedere come una persona del genere riesca a rimanere il capo incontrastato del gruppo dei mafiosi. Allo stesso modo il personaggio della talpa nelle fila della Polizia, interpretato da un Matt Damon in pessima forma, fa da bella statuina e sembra subire passivamente gli eventi: nello stesso finale, quando la situazione gli sfugge di mano, l’unica cosa in grado di fare è chiedere di essere ucciso per timore di prendersi la responsabilità per tutto ciò che ha combinato.&lt;br /&gt;Stupisce invece Leonardo DiCaprio che interpreta a buoni livelli il poliziotto infiltrato: il feeling tra lui e Scorsese è evidente e non sorprende l’importanza della sua parte in questo film. Decisamente buona la descrizione della parabola di un uomo che ha perso tutto, desideroso solo di vendetta contro la mafia che gli ha rovinato la famiglia ma che, allo stesso tempo, non riesce a sopportare il peso della doppia identità. Non è un caso che, dopo un primo tempo di iniziale spiazzamento, in cui non si sa quale partito preferire, nel secondo si cominci a tifare per il bene al punto di provare un crescente senso di rabbia che culmina nel desiderio di morte per i criminali.&lt;br /&gt;Il finale però, molto truce, lascia l’amaro in bocca: seppur azzeccato, ci si sente traditi, non appagati. Sarà per il fatto che una medaglia al merito non è una degna ricompensa per aver perduto la propria dignità di uomo? Sarà perchè la vendetta non è sinonimo di giustizia? Questi e altri interrogativi vengono lasciati in sospeso. Allo spettatore l’onere di dare la propria personale risposta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5648453633250490320?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5648453633250490320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5648453633250490320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5648453633250490320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5648453633250490320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/departed.html' title='The Departed'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RfP3W3a19jI/AAAAAAAAAJI/IBYYxVFhTSU/s72-c/The%2520departed%2520-%2520Il%2520bene%2520e%2520il%2520male.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3305687058730825161</id><published>2007-03-06T08:12:00.000-08:00</published><updated>2007-03-06T08:14:10.061-08:00</updated><title type='text'>The Queen "la regina"</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Re2TCwfbkHI/AAAAAAAAAJA/Bwxn04A1few/s1600-h/The%20queen%20-%20La%20regina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038845233683206258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 116px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" height="214" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Re2TCwfbkHI/AAAAAAAAAJA/Bwxn04A1few/s320/The%2520queen%2520-%2520La%2520regina.jpg" width="116" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quando la notizia della morte della Principessa Diana, la donna più famosa del mondo, si diffonde fra una popolazione britannica scioccata e incredula, la Regina si ritira nel castello di Balmoral con la sua famiglia, incapace di comprendere la reazione del popolo britannico alla tragedia. Per Tony Blair, il popolare neoeletto Primo Ministro, è tangibile il bisogno di rassicurazione e supporto della gente da parte dei loro leader. Mentre questa ondata di emozioni senza precedenti cresce sempre di più, Blair deve trovare un modo per riavvicinare la Regina al suo popolo.&lt;br /&gt;Dopo "Lady Henderson presenta" Stephen Frears, uno dei registi più attivi e importanti del panorama inglese, si occupa di un’altra donna, di ben altra stazza però. Si tratta della regina Elisabetta d’Inghilterra, un personaggio discusso ma senza dubbio importante. Operazione delicata, tanto più che si occupa nello specifico del "dietro le quinte" di quello che successe nell’estate 1997, con la morte di Lady Diana. Un’operazione totalmente riuscita, non priva di grande interesse.&lt;br /&gt;La pellicola assume la doppia prospettiva di Tony Blair e della Regina: l’avversità della regnante per Diana e la sua ostinazione nel negarle un riconoscimento pubblico è il punto centrale del plot, che sottolinea però anche il ruolo importante del premier inglese, un "moderno conservatore", come lo si potrebbe definire da questo film.&lt;br /&gt;Chi si aspetta una satira feroce con rivelazioni scottanti stile "Fahrenheit 9/11" lasci pure perdere: "The queen" non mette in dubbio le cause della morte della principessa e mette da parte indugi necrofili e toni scandalistici. E’ piuttosto un film privato, intimo se vogliamo, che sottolinea la rottura della regina con il suo popolo, una rottura che è piuttosto sintomo di una secolarizzazione dei poteri, un contrasto tra la necessità odierna di fare sfoggio in pubblico di sentimenti privati, di "massificare" tutto, necessità che le regina e la sua corte non capisce. Il film di Frears inoltre non vuole giudicare, anche se non mancano elementi umoristici e lievemente satirici nella caratterizzazione dei personaggi che contribuiscono ad elevarne la qualità, ma è il ritratto a tutto tondo e credibile di una personalità importante, che, piaccia o non piaccia, che uno sia monarchico e repubblicano, rappresenta un punto di riferimento "affettivo" di un’era che sta passando. Il film si aiuta con molti filmati di repertorio che mescolano realtà e finzione in modo molto equilibrato. La commemorazione di Lady D. è giusta e inevitabile ma non ricattatoria, tant’è che i momenti più toccanti del film riguardano proprio la Regina, personaggio che si odia e si ama al contempo, nella finzione come nella realtà.&lt;br /&gt;Bravissima Helen Mirren, attrice ancora troppo sottostimata, capace di conferire al suo personaggio l’ironia sufficiente a renderla "umana" senza sfociare nella parodia. Buono tutto il cast di contorno e ottime le ambientazioni. Nonostante qualche compromesso finale di troppo e qualche approssimazione "The queen" è un film che sa essere gradevole e interessante senza pesare, e che ci mostra in modo convincente una realtà privata molto diversa da quella pubblica che siamo abituati a vedere, e, aldilà di ogni giudizio morale o ogni tendenza politica, rappresenta un importante riflessione sul nostro mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3305687058730825161?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3305687058730825161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3305687058730825161' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3305687058730825161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3305687058730825161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/03/queen-la-regina.html' title='The Queen &quot;la regina&quot;'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Re2TCwfbkHI/AAAAAAAAAJA/Bwxn04A1few/s72-c/The%2520queen%2520-%2520La%2520regina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3590125387737323172</id><published>2007-02-28T08:43:00.000-08:00</published><updated>2007-02-28T08:44:26.600-08:00</updated><title type='text'>Scary movie 4</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/ReWxOLXPCGI/AAAAAAAAAI0/rzO98qvTv4M/s1600-h/Scary%20movie%204.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036626615410296930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 119px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" height="214" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/ReWxOLXPCGI/AAAAAAAAAI0/rzO98qvTv4M/s320/Scary%2520movie%25204.jpg" width="119" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Cindy Campbell viene chiesto di prendersi cura di una vecchia signora nella sinistra ’Grudge House.’ Scopre che questa casa è infestata dal fantasma di un bambino, imbarcandosi in una missione per scoprire chi l’ha ucciso e perché. Nel frattempo conosce il suo vicino, Tom Ryan, un uomo con più di una rotella fuori posto che da solo si prende cura dei suoi figli.&lt;br /&gt;Scary movie é oramai come un’appuntamento inevitabile con la dissacrazione dei film di maggior successo dell’annata, di genere horror ma non solo. A due anni dal terzo capitolo giunge immancabilmente il numero 4, e sembra che un quinto sia già in preparazione. Come nel precedente la regia é affidata a David Zucker, guru del genere comico-demenziale, con all’attivo pellicole come "L’aereo più pazzo del mondo" e "Una pallottola spuntata". Il risultato é un film in linea con i capitoli antecedenti, ideale per passare un oretta e mezza scarsa di puro divertimento disimpegnato.&lt;br /&gt;La novità di questo capitolo é che alcuni dei titoli parodiati non appartengono al genere, ad esempio "Brokeback mountain" e "Million dollar baby". Tra gli altri titoli presi in giro, "The grudge", "La guerra dei mondi", del quale il film segue la trama, e "Saw". L’abilità degli sceneggiatori come al solito risiede nell’intrecciare momenti ripresi dai suddetti film in modo fluido dando alla pellicola una storia continua senza renderla solo un insieme di gag sequenziali una slegata dall’altra, e si può dire che ci siano riusciti. Rispetto agli altri Scary movie c’é un po’ meno fantasia e più comicità slapstick, talvolta stucchevole e non sempre riuscita ma con alcune perle degne di nota: la parodia finale dell’amore folle di Tom Cruise per Katie Holmes, ad esempio, oppure quella della cieca Bryce Dallas Howard di "The village" o quella irresistibile del già sopra citato "Brokeback mountain", solo per indicarne alcune.&lt;br /&gt;Comicità di grana grossa certo, a tratti sboccata e scurrile, ma senza eccedere in volgarità, discontinua ma efficace. E’ ovvio che per gustarsi al meglio il film occorre aver visto il maggior numero possibile delle pellicole prese in giro, altrimenti alcune gag si rischia di non capirle. Da segnalare i camei di Leslie Nielsen e Charlie Sheen.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3590125387737323172?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3590125387737323172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3590125387737323172' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3590125387737323172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3590125387737323172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/scary-movie-4.html' title='Scary movie 4'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/ReWxOLXPCGI/AAAAAAAAAI0/rzO98qvTv4M/s72-c/Scary%2520movie%25204.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2723049791620501260</id><published>2007-02-22T08:36:00.000-08:00</published><updated>2007-02-22T08:37:17.876-08:00</updated><title type='text'>Una top model nel mio letto</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rd3GkMXbtNI/AAAAAAAAAIo/Tx9DG1lFQPQ/s1600-h/Una%20top%20model%20nel%20mio%20letto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034398283567183058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 177px" height="213" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rd3GkMXbtNI/AAAAAAAAAIo/Tx9DG1lFQPQ/s320/Una%2520top%2520model%2520nel%2520mio%2520letto.jpg" width="121" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Messo alle strette da una foto che lo incastra e ne rivela la sua relazione extra-coniugale con una famosa modella, il miliardario Pierre Lavasseur, cerca di salvare il salvabile, negando di conoscere la ragazza e spiegando che la stessa, in realtà, stava in compagnia di un altro uomo che compare nella foto. Per rendere la storia credibile, però, deve fare in modo che i due abbiano realmente una storia...&lt;br /&gt;Il regista francese Francis Veber, oramai specialista nelle commedie degli equivoci, torna al grande successo, circa 3 i milioni di spettatori che hanno visto il film nella sola Francia, con questo "Una top model nel mio letto". Come per i precedenti lavori ("La cena dei cretini" e "L’apparenza inganna") Veber racconta una storia piuttosto curiosa, già divertente appena ci si trova a leggere la trama. Ricco il cast, tra cui il fidato attore del regista, Daniel Auteil, sempre all’altezza nel ruolo di un antipatico miliardario, il comico francese Gad Elmaleh, bravo nel ruolo di un modesto parcheggiatore, la rediviva Virginie Ledoyen e l’inglese Kristin Scott Thomas.&lt;br /&gt;Con i suoi soli 80 minuti di durata questa opera, grazie anche alla gradevolezza della narrazione e alle simpatiche situazioni di cui è condita, passa come un fulmine. Il rischio però è che ci si dimentichi presto di questo prodotto anche se il tempo speso per guardarlo non crea rimpianti. Veber d’altra parte è quasi costretto a limitare il minutaggio visto che oltre l’originale spunto di partenza, un parcheggiatore che viene pagato per convivere con una Top model, c’è poco altro da raccontare. Molte volte viene sottolineato con ilarità lo stupore della gente nel vedere una persona normale con una star, come se fosse una cosa impossibile. La cosa però diventa ripetitiva e l’idea di partenza si esaurisce in fretta.&lt;br /&gt;Fortuna che la trama viene rimpolpata con azzeccati personaggi di contorno, dall’esilarante medico che va a casa dei pazienti per farsi curare, all’incredulo compagno di stanza del protagonista. Inoltre si assiste ad una riuscita conclusione, con un simpatico colpo di scena. Una commedia che intrattiene con garbo, in cui si evince chiaramente che la vera ricchezza di una persona non è certo data dai soldi che possiede, concetto che non possiamo non condividere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2723049791620501260?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2723049791620501260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2723049791620501260' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2723049791620501260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2723049791620501260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/una-top-model-nel-mio-letto.html' title='Una top model nel mio letto'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rd3GkMXbtNI/AAAAAAAAAIo/Tx9DG1lFQPQ/s72-c/Una%2520top%2520model%2520nel%2520mio%2520letto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-4613068102277266035</id><published>2007-02-20T10:04:00.000-08:00</published><updated>2007-02-20T10:06:50.152-08:00</updated><title type='text'>I segreti di Brokeback Mauntain</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rds4ZcXbtMI/AAAAAAAAAIc/OBsHstMqrRU/s1600-h/I%20segreti%20di%20Brokeback%20Mountain.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033679018279023810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 183px" height="214" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rds4ZcXbtMI/AAAAAAAAAIc/OBsHstMqrRU/s320/I%2520segreti%2520di%2520Brokeback%2520Mountain.jpg" width="130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1963. In un ranch del Wyoming, due ragazzi che stanno li per lavoro si conoscono e fra loro nasce una profonda amicizia. Col tempo però il loro rapporto si trasforma in qualcosa di diverso, ma le strade dei due cow-boy si dividono..&lt;br /&gt;Gli amori impossibili, quelli tormentati che si realizzano solo in alcuni momenti, sempre troppo pochi per riempire degnamente una esistenza, sono quelli che al cinema maggiormente coinvolgono e lasciano il segno. L’amore narrato in questo "Brokeback mountain" (che mi rifiuto di precederlo con "I segreti di", che serve solo a darci una ulteriore prova della mancanza di acume dei distributori italiani) è uno di quelli solo che ha la particolarità di avere per protagonisti due individui dello stesso sesso, più precisamente Jack ed Ennis, due cowboy interpretati rispettivamente da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger.&lt;br /&gt;Tutto ha inizio tra le bellissime montagne citate nel titolo dove, i due cowboy, si trovano per pascolare un gregge. I toni narrativi sono quelli del western con una regia ad ampio respiro che si sofferma spesso sugli immacolati paesaggi del Wyoming. Qui, senza una precisa volontà i due protagonisti si innamorano, dando vita ad una tormentata relazione di 20 anni che ci accompagna durante tutto l’arco del film. Con il trascorrere del tempo, minuti per noi mentre anni per gli interpreti, vedere questi due ragazzi così diversi tra loro, Ennis più taciturno e trattenuto mentre Jack più sognatore e passionale, non riuscire a trovare una felicità duratura ci appassiona ed il fatto che il loro rapporto sia omosessuale passa in secondo piano.&lt;br /&gt;Nel finale poi arriva una malinconia quasi insostenibile e diverse sequenze toccano, sempre con grande delicatezza ma al tempo stesso forza, il nostro cuore oramai commosso. Film bellissimo, diretto in maniera magistrale da Ang Lee che già con "La tigre ed il dragone" aveva saputo mostrare il suo talento nel narrare gli aspetti più nostalgici dell’amore. Le interpretazioni sono tutte più che ottime ma naturalmente le due stelle più brillanti sono quelle di Gyllenhaal e Ledger con, il secondo, che si fa ancora più apprezzare per la grande profondità che dona al suo personaggio. Tutti noi alla fine abbiamo le nostre Brokeback mountain, quella isola felice, tanto labile quanto intensa, che quando si perde ci lascia l’atroce rimorso per non averla vissuta fino in fondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-4613068102277266035?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/4613068102277266035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=4613068102277266035' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4613068102277266035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/4613068102277266035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/i-segreti-di-brokeback-mauntain.html' title='I segreti di Brokeback Mauntain'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rds4ZcXbtMI/AAAAAAAAAIc/OBsHstMqrRU/s72-c/I%2520segreti%2520di%2520Brokeback%2520Mountain.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8795572205162814475</id><published>2007-02-17T10:45:00.000-08:00</published><updated>2007-02-17T10:47:43.690-08:00</updated><title type='text'>FLAGS OF OUR FATHERS</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RddNfcXbtLI/AAAAAAAAAIQ/L3gzhwwe9go/s1600-h/imm.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032576311195579570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 184px" height="213" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RddNfcXbtLI/AAAAAAAAAIQ/L3gzhwwe9go/s320/imm.jpg" width="127" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci sono immagini che fanno parte della memoria storica, istantanee che hanno letteralmente fatto le guerre. Gli esempi recenti sono piazza Tiennamen, dove il 4 giugno del 1989 lo studente cinese affrontava il carro armato. Oppure la statua di Saddam abbattuta dagli americani nell’aprile del 2003. All’inizio del ’45, ormai sul finire della guerra, sei marines vennero fotografati mentre issavano, sulla cima di una collina dell’isola di Iwo Jima, la bandiera americana. Iwo, territorio vitale e sacro giapponese, fu battaglia cruentissima. Quella fotografia divenne il simbolo dell’azione e del cuore di chi combatteva e ci fu chi disse che quello scatto aveva fatto vincere la guerra contro il Giappone. Dei sei marines, tre morirono nel giorni successivi, gli altri tre furono adottati dalla nazione come eroi e come mito. Si chiamavano Ira Hayes, René Gagnon e Jhon Doc Bradley. Ira era un indiano.Il film di Eastwood racconta questa storia, come si svolse davvero. Il narratore è James Bradley, figlio di Doc, che ha scritto il libro che ispira il film. Emerge una verità inattesa, quasi grottesca: la foto è un falso. Succede che la bandiera viene issata dai soldati, lassù, visibilissima da tutti, con applausi generali e sirene spiegate delle navi ormeggiate. Succede che un politico voglia assolutamente quella bandiera come propaganda, e che il capitano della compagnia che ha versato sangue per salire lassù, voglia tenersela. E dunque la fa sostituire. Viene così issata la nuova “falsa” bandiera col fotografo che riprende l’evento. I tre tornano a casa, vengono ricevuti dal presidente Truman e iniziano un giro di raccolta di fondi per la guerra. Il più fragile è l’indiano, sempre ubriaco e pieno di rimorsi, proprio non si sente un eroe, ma solo un sopravissuto fortunato. Nel loro tour i ragazzi sono costretti a performances umilianti, come quando devono ripetere l’azione della bandiera in uno stadio su una collina di cartapesta. La tesi è che non avevano nessuna voglia di essere eroi, volevano soltanto rimanere coi loro compagni. Ciò che viene mostrato e venduto è ciò che la gente vuole ed è fasullo. I media la facevano da padrone già allora, e come. Eastwood ha cercato uno stile epico, ma ha troppo spiegato con quel racconto fuori campo capillare e quasi opprimente. E spesso si è incrociato con Spielberg, che del resto è co-produttore del film. Lo sbarco sulla spiaggia di Iwo Jima sembra quello del soldato Ryan rimontato, e l’iperrealismo della battaglia è lo stesso. Anche il finale, col figlio narratore che assiste il padre morente, percorre il versante lirico-sentimentale tanto caro ai finali di Spielberg. Certo, il film è importante, amaro e umano, e molto ricco, lo spettacolo c’è. Con qualche confessione e qualche lacrima di troppo.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8795572205162814475?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8795572205162814475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8795572205162814475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8795572205162814475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8795572205162814475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/flags-of-our-fathers.html' title='FLAGS OF OUR FATHERS'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RddNfcXbtLI/AAAAAAAAAIQ/L3gzhwwe9go/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-273580941115047891</id><published>2007-02-15T11:36:00.000-08:00</published><updated>2007-02-15T11:38:04.838-08:00</updated><title type='text'>I figli degli uomini</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RdS2ScXbtKI/AAAAAAAAAIE/qSAnuAadNTw/s1600-h/I%20figli%20degli%20uomini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5031847111648064674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 174px" height="208" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RdS2ScXbtKI/AAAAAAAAAIE/qSAnuAadNTw/s320/I%2520figli%2520degli%2520uomini.jpg" width="130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel 2027 a causa di una gravissima forma di sterilità, non nascono bambini da ormai 18 anni. La razza umana sembra quindi destinata all’estinzione. In Inghilterra intanto cresce l’odio contro gli immigrati che vengono considerati alla stregua di animali. In una società malata in cui il governo combatte contro i deboli e i diseredati, un ex-pacifista, adesso normale burocrate di nome Theo, diviene un eroe involontario per salvare una donna rimasta miracolosamente incinta.&lt;br /&gt;E’ stato presentato come un film di fantascienza. In realtà "I figli degli uomini", solo all’apparenza sfiora il genere fantascientifico. Nella sostanza invece affronta tematiche e sentimenti che la società attuale vive con grande ansia. Il regista messicano Alfonso Cuarón, già conosciuto per aver diretto "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban", tratta con estrema perizia argomenti complessi e problematici come la paura dell’estinzione della razza umana, la piaga del terrorismo, l’odio verso gli immigrati, e lo fa utilizzando uno sguardo immerso totalmente nella storia quasi a volere sottolineare la sua partecipazione alla vicenda umana dei protagonisti.&lt;br /&gt;Il racconto, tratto da un romanzo della giallista inglese P.D. James, segue le mosse di un uomo sull’orlo della disperazione. Mai l’occhio dell’osservatore si distacca dal protagonista, e grazie a straordinari piani sequenza, resi ancora più realistici dall’uso della cinepresa in spalla, lo spettatore diviene partecipe come non mai della vicenda. L’intreccio pur seguendo una direttrice abbastanza lineare non è avara di colpi di scena, che si giovano di una narrazione mai scontata. Ben riuscito inoltre il cambio di registro che conduce ad un regolare crescendo dalla prima alla seconda parte. Quest’ultima è per altro impreziosita da alcune scene di guerriglia urbana degne del miglior Spielberg di "Salvate il Soldato Ryan". Praticamene perfetta l’interpretazione di Clive Owen che riesce a restituire il suo personaggio in maniera così naturale e profonda come pochi sanno fare. Il resto del cast si comporta benissimo. Bellissima e decisamente riuscita la parte di Julianne Moore, insolita ma geniale quella del grande Michael Caine. Il film colpisce anche dove di solito gli altri sbagliano. E’ curato infatti nei minimi dettagli. La scenografia di un mondo futuro prossimo è veramente accurata, il montaggio senza troppi salti qua e là non dispiace, anzi riesce a favorire l’attenzione dello spettatore verso la vicenda, la fotografia azzeccata in tutte le sue sfaccettature si dimostra un plusvalore. Anche la colonna sonora si fa apprezzare per la sua varietà.&lt;br /&gt;Il film in sostanza non si presenta come "grosso budget e niente contenuti" anzi, probabilmente sono la grande quantità e varietà di temi trattati che in certe circostanze mettono in qualche modo in imbarazzo lo spettatore, senza però sopraffarlo mai. E’ quindi un prodotto che non è indirizzato solo agli appassionati di fantascienza, ma apre invece delle prospettive nuove molto interessanti sulla compenetrazione di tematiche e generi che stanno prendendo corpo nel cinema di oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-273580941115047891?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/273580941115047891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=273580941115047891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/273580941115047891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/273580941115047891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/i-figli-degli-uomini.html' title='I figli degli uomini'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RdS2ScXbtKI/AAAAAAAAAIE/qSAnuAadNTw/s72-c/I%2520figli%2520degli%2520uomini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-8895633181681788059</id><published>2007-02-11T05:59:00.000-08:00</published><updated>2007-02-11T05:55:16.164-08:00</updated><title type='text'>La mia super ex ragazza</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rc8hhMXbtJI/AAAAAAAAAH4/GDIuSoiBP68/s1600-h/22969_lamiasuperexragazza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030276162935043218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 139px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" height="224" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rc8hhMXbtJI/AAAAAAAAAH4/GDIuSoiBP68/s320/22969_lamiasuperexragazza.jpg" width="139" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;G-girl (Uma Thurman) è una supereroina dal look un po’ vintage, nevrotica e facilmente irritabile, che si innamora di un ragazzo semplice come tanti altri. Ma lui ben presto scopre che convivere con una super woman può essere davvero difficile, e decide di lasciarla per un’altra: la vendetta di G-girl sarà terribile...&lt;br /&gt;Ancora una supereroina al cinema, ma la novità è che per la prima volta i superpoteri non vengono usati per salvare il mondo, ma per vendicarsi di un’ex, con buona pace di chi diceva che i poteri non devono mai essere usati per fini personali! Succede questo nel nuovo film del regista del cult movie "Ghostbuster", Ivan Reitman, che torna a dirigere dopo il flop "Evolution".&lt;br /&gt;"La mia super ex ragazza" cerca di mettere insieme il genere dei supereroi con quello della commedia romantica, e spara le sue migliori cartucce quando rilegge in chiave buffonesca alcuni leit-motiv dei superhero movies, strappando grasse risate in un pugno di scene. L’idea di raccontare la vita quotidiana di un superuomo, o donna che sia, era già stata usata da Sam Raimi nel suo "Spiderman", ma qui vira decisamente più sul comico. A questo va aggiunto il fatto che lo sceneggiatore, Don Payne, scrive per i "Simpson", elemento che spiega lo humor decisamente sboccato e poco propenso al "politically correct" (basta sentire la prima battuta di Vaugh, l’amico del protagonista). Il resto è affidato ai personaggi secondari, che come sempre nelle commedie made in Usa giocano un ruolo importante, come il succitato Vaugh, malato del sesso che non sa fare altro che dare consigli sbagliati, oppure il caporeparto donna ultrafemminista e fissata col rispetto dell’etichetta.&lt;br /&gt;Tuttavia nonostante alcuni pregi, che lo rendono godibile, il film non riesce a soddisfare completamente: spesso si prende la via della commedia più tradizionale e innocua, annacquando in parte, con una comicità scontata e prevedibile, lo spunto di partenza. Peccato perché alcune sequenze davvero micidiali non mancano, e il film di Reitman avrebbe potuto essere una parodia formidabile del filone supereroistico, ma invece globalmente non riesce a pungere come vorrebbe e ad elevarsi oltre la media. Nel cast da segnalare Anna Faris, conosciuta per la saga di "Scary movie", che riesce e risultare anche più simpatica della Thurman, mentre Luke Wilson è il tipico faccione da commedia adatto all’evento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-8895633181681788059?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/8895633181681788059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=8895633181681788059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8895633181681788059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/8895633181681788059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/la-mia-super-ex-ragazza.html' title='La mia super ex ragazza'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rc8hhMXbtJI/AAAAAAAAAH4/GDIuSoiBP68/s72-c/22969_lamiasuperexragazza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-7821620931357218903</id><published>2007-02-08T10:28:00.000-08:00</published><updated>2007-02-06T09:22:52.787-08:00</updated><title type='text'>Olè</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rctr6ox5F8I/AAAAAAAAAHs/WN0OhrsFPyU/s1600-h/22810_ole.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5029232064012556226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 117px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px" height="214" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rctr6ox5F8I/AAAAAAAAAHs/WN0OhrsFPyU/s320/22810_ole.jpg" width="117" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Archimede e Salvatore, sono due insegnati del Liceo Giuseppe Verdi di Milano, che una decina di anni fa, hanno avuto uno screzio per via del fatto che entrambi corteggiavano la stessa donna, Margherita, una loro collega, sedotta e subito abbandonata da Salvatore. La ruggine tra i due é ancora presente e sia l’uno sia l’altro non si risparmieranno dispetti durante una gita con i loro studenti in Spagna…&lt;br /&gt;Dopo ventidue anni di fruttuoso sodalizio con Christian De Sica, Massimo Boldi, stanco dell’eccessiva volgarità del filone "Natale a …", cambia registro, presentandosi nelle festività con un cine-panettone alternativo a quello di Neri Parenti. A fargli da partner c’è l’attore napoletano Vincenzo Salemme, mentre alla regia c’è Carlo Vanzina, che già diversi anni fa aveva diretto commedie per il periodo natalizio. Purtroppo la separazione da De Sica non giova al comico milanese che con i suoi nuovi colleghi ci regala un film abbastanza penoso.&lt;br /&gt;La pellicola si presenta con toni decisamente meno grossolani e beceri della concorrenza, seppur non manchi qualche gag un po’ triviale che certo rende azzardato il paragone fatto dallo stesso regista con le commedie Disneyiane degli anni ’50 (non mi ricordo che nel "Il maggiolino tutto matto" fossero mostrati i glutei dei protagonisti, almeno che non si consideri anche Herbie). Ma il problema non è il tasso di volgarità del film, il problema è che gli autori non riescono a strapparci una risata convincente. Il film arranca per tutta la sua durata, presentandoci una storia flebile, ricca di imbarazzanti ingenuità e personaggi senza alcun tipo di spessore, che proprio non si capisce perché dovrebbe interessare o divertire lo spettatore. Le interpretazioni poi sono alquanto maldestre, con Boldi che da conferma ai suoi detrattori delle sue non eccelse capacità comiche, e personaggi di contorno come Natalia Estrada e Francesca Lodo che recitano in maniera dilettantistica. Salemme si salva forse per un pizzico di buona volontà, ma sarebbe meglio per lui in futuro abbandonare la baracca.&lt;br /&gt;Comunque c’è anche qualcosina di apprezzabile: gli interventi di Enzo Salvi, l’unico che effettivamente diverte, e questo è tutto dire, e qualche ammiccamento di Vanzina al cinema di Totò e Peppino (chiare le citazioni a "Letto a tre piazze" o "Totò e le donne"). Per ora non possiamo che bocciare questa prima operazione di Boldi e compagnia, ma naturalmente speriamo che il prossimo film, se ci sarà, sia meglio, anche perché siamo sicuri che non sia una impresa di difficile attuazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-7821620931357218903?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/7821620931357218903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=7821620931357218903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7821620931357218903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/7821620931357218903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/ol.html' title='Olè'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rctr6ox5F8I/AAAAAAAAAHs/WN0OhrsFPyU/s72-c/22810_ole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-915830719625714119</id><published>2007-02-06T09:21:00.000-08:00</published><updated>2007-02-06T09:22:52.927-08:00</updated><title type='text'>Il labirinto del fauno</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rci5Nqo-hBI/AAAAAAAAAHg/6BNsMQboFXI/s1600-h/Il%20labirinto%20del%20fauno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028472628394755090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rci5Nqo-hBI/AAAAAAAAAHg/6BNsMQboFXI/s320/Il%2520labirinto%2520del%2520fauno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Spagna 1944. Durante l’avanzata di Franco la giovane vedova Carmen raggiunge il nuovo compagno Vidal, capitano dell’esercito, con la figlia dodicenne Ofelia. La bambina per sfuggire alla difficile situazione si rifugia in un mondo di fiabe che si materializza con la presenza di un fauno che le rivela la sua vera identità, lei è la principessa di un regno sotterraneo…&lt;br /&gt;Guillelmo Del Toro si conferma regista dalle discrete doti tecniche e capace di passare agilmente da una produzione Hollywoodiana (suoi "Hellboy" e "Blade 2") a lavori come questo a basso budget. Con questo fantasy, che ha come sfondo il franchismo, il regista ritorna sui suoi passi, visto che già nel 2001, con l’ horror d’atmosfera "La Spina del diavolo", aveva narrato della guerra civile spagnola.&lt;br /&gt;Protagonista è Ofelia (la bravissima Ivana Baquero), una ragazzina adolescente costretta a vivere con un capitano franchista come patrigno, e ad assistere impotente all’arroganza e crudeltà di quest’ultimo. La guerriglia tra franchisti e rivoluzionari rappresenta ben più di uno sfondo, ma è la trama portante del film, mentre il mondo fantastico rappresenta in un certo senso il rifugio di una giovane "Alice" dall’orrore del mondo reale.&lt;br /&gt;Non è certo una novità per il cinema fantastico l’uso di mondi magici come analogia o metafora del crudele mondo reale, basti vedere il recente "Le cronache di Narnia". Anche l’episodio bellico raccontato non è particolarmente significativo, e sembra piuttosto una scusa per presentare un personaggio estremo, ma non caricaturale grazie all’ottimo Sergi Lopez, come quello del capitano. Ma se dal punto di vista narrativo il film è ambiguo e non sempre all’altezza, seppur avvincente, da quello visivo eccelle: ancor più che ne "La spina del diavolo" il regista messicano dimostra un’abilità fuori dal comune nell’evocare mondi magici e sogni ad occhi aperti, dal quale registi come Adamson e Shyamalan dovrebbero imparare qualcosa, e dimostra una sensibilità toccante e profonda nel rappresentare il dolore e la sofferenza umana. Aiutato dall’ottimo direttore della fotografia, Del Toro regala alla vista immagini suggestive, evoca creature magiche e ancestrali che sembrano uscite da un incubo di "Lovercraft", e accoglie nel suo limbo la splendida Ofelia, troppo innocente e pura per vivere in un mondo dominato da sangue e uccisioni.&lt;br /&gt;Sanguigno, vigoroso, non propriamente per bambini (i genitori non si lascino ingannare dalla giovane età della protagonista), "Il labirinto del fauno" è un cinema interessante e ibrido, capace di trasmettere con la magia delle sue immagini ciò che una storia un po’ banale non sempre è in grado di raccontare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-915830719625714119?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/915830719625714119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=915830719625714119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/915830719625714119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/915830719625714119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/il-labirinto-del-fauno.html' title='Il labirinto del fauno'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rci5Nqo-hBI/AAAAAAAAAHg/6BNsMQboFXI/s72-c/Il%2520labirinto%2520del%2520fauno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2505324688369481547</id><published>2007-02-04T05:52:00.000-08:00</published><updated>2007-02-04T05:55:11.798-08:00</updated><title type='text'>Boog ed Elliot a Caccia di Amici</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcXlXao-hAI/AAAAAAAAAHU/RjFVDp9EFX4/s1600-h/22773_boogandelliot-acacciadiamici.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027676749479969794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 119px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" height="223" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcXlXao-hAI/AAAAAAAAAHU/RjFVDp9EFX4/s320/22773_boogandelliot-acacciadiamici.jpg" width="97" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Boog, un simpatico orso grizzly, vive una vita meravigliosa nella tranquilla cittadina di Timberlane. L’amorevole Beth, ranger della foresta, lo ha allevato come un cucciolo. Nel garage della ranger, Boog guarda il suo programma preferito in tv, mangia tutto il giorno e dorme su un comodo letto in compagnia del suo orsacchiotto. Insomma Boog sembra avere proprio una vita perfetta fino a quando non spunta il logorroico Elliot, cervo pelle e ossa che arriva frastornato nella cittadina dopo aver perso una delle sue corna, rimasta attaccata al camion del fanatico cacciatore Shaw...&lt;br /&gt;L’animazione 3D negli ultimi anni è sicuramente il genere più propizio per le varie case di distribuzione. Ora nella mischia arriva anche la Sony Pictures, con questo "Boog e Elliot a caccia di amici" (titolo che c’entra poco con il film, infatti l’originale è "Open season" cioè "Caccia aperta"), storia di una strana accoppiata di animali, composta da un orso assai domestico, Boog, e un cervo pedante di nome Elliot.&lt;br /&gt;L’esordio della Sony però non porta una particolare ventata di novità in questo filone, e il suo prodotto non brilla per originalità e resa grafica. Di animali parlanti che vagano tra la natura selvaggia e la città ne abbiamo oramai visti a bizzeffe, ed è difficile non trovare somiglianze con film antecedenti (Elliot deve essere un parente del Ciuchino di "Shrek"). Il film inoltre manca di un po’ di irriverenza che renda le vicende maggiormente godibili per un pubblico più adulto. In realtà l’opera assomiglia, per impianto narrativo, più agli ultimi lavori di animazione tradizionale, con sketch semplici ed immediati incastonati in un racconto lineare e dai chiari intenti moralistici, in questo caso di stampo ambientalista. Comunque, seppur ripetitivo, lo spettacolo offerto è piuttosto godibile, e strappa qualche risata, merito di protagonisti simpatici ed alcune buone trovate (su tutte i conigli che vengano utilizzati per i più disparati bisogni).&lt;br /&gt;Sul versante visivo il film si presenta di buon livello ma distante dagli standard imposti dalla Pixar e dalla Dreamworks: la resa dei protagonisti animali è apprezzabile (la pelliccia dell’orso è ottima), però la caratterizzazione dei personaggi umani e del background non eccelle, i fondali difatti non hanno particolare profondità ed alcuni elementi, come l’acqua, sono approssimativi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2505324688369481547?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2505324688369481547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2505324688369481547' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2505324688369481547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2505324688369481547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/boog-ed-elliot-caccia-di-amici.html' title='Boog ed Elliot a Caccia di Amici'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcXlXao-hAI/AAAAAAAAAHU/RjFVDp9EFX4/s72-c/22773_boogandelliot-acacciadiamici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-355859130675307512</id><published>2007-02-02T09:19:00.000-08:00</published><updated>2007-02-02T09:20:53.108-08:00</updated><title type='text'>Eragon</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcNywKo-g_I/AAAAAAAAAHI/4wicQKzgpLQ/s1600-h/Eragon.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026987780891116530" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" height="213" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcNywKo-g_I/AAAAAAAAAHI/4wicQKzgpLQ/s320/Eragon.jpg" width="127" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel fantastico mondo di Alagaesia, popolato da mitologiche creature, vive il giovane contadino Eragon, che dopo aver trovato un uovo di drago viene chiamato a riportare in vita l’ordine dei Cavalieri dei draghi, annientato dal malvagio re Galbatorix che ancora oscura Alagaesia con la sua malvagia dittatura. Inizia così l’addestramento del giovane Cavaliere...&lt;br /&gt;"Eragon" è l’ennesima trasposizione cinematografica di un’opera letteraria fantasy, il libro in questione è l’omonimo primo capitolo della trilogia detta "dell’eredità", dell’allora quindicenne scrittore esordiente Christopher Paolini. Le vicende narrate subito riportano alla memoria altri due film appartenenti allo stesso filone: "Il signore degli anelli", capostipite del genere, e "Le cronache di Narnia", dove, analogamente a "Eragon", dei giovani umani vengono scaraventati in un mondo che non appartiene a loro e costretti a impugnare le armi per difendere questo mondo. Ebbene "Eragon" fallisce completamente la sua missione di salvare la propria terra, se questo dipendesse unicamente dal box office.&lt;br /&gt;La storia la conosciamo già perché tutti, presto o tardi, ne siamo stati testimoni: un bravo scrittore da qualche parte nel mondo scrive un bel romanzo che vende milioni di copie, e subito degli avidi produttori hollywoodiani ci si avventano per speculare sul lavoro di qualcun altro. A volte il miracolo riesce e altre non molto, ma in questo caso decisamente no. Il racconto del giovane Paolini è piuttosto complesso e profondo, così come lo sono i legami e le storie dei personaggi, i loro sogni e le loro paure, ma nel film tutto ciò viene a malapena abbozzato, creando una sequenza di brevi attimi di vita senza il minimo spessore, arrivando a stravolgere non poco la stesura originale del romanzo pur di creare un qualche minimo e precario collegamento. E così, mentre lo spaesato spettatore viene catapultato di prepotenza da una situazione a un’altra, vedendo personaggi appena conosciuti creare rapporti fraterni fra loro e sparire un secondo dopo, e senza aver chiaro quale sia l’effettiva missione del Cavaliere dei draghi, sorge spontanea la domanda: non era meglio se andavo nella sala 2 che c’era un film più bello?&lt;br /&gt;Bisogna comunque dire che dove lo sceneggiatore e il regista hanno fallito alla grande, il compositore e il designer della dragonessa Saphira si sono ampiamente guadagnati il loro stipendio, svolgendo uno spettacolare lavoro. In conclusione "Eragon" è un film per cui non è difficile prevedere un clamoroso flop, forse perché il regista non si è ricordato che 107 minuti per un film del genere non sono molti, e che ne avrebbe potuti aggiungere tranquillamente altri 40, nel tentativo di salvare una rivelazione letteraria dallo sfacelo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-355859130675307512?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/355859130675307512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=355859130675307512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/355859130675307512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/355859130675307512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/eragon.html' title='Eragon'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcNywKo-g_I/AAAAAAAAAHI/4wicQKzgpLQ/s72-c/Eragon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2159600242668741272</id><published>2007-02-01T10:23:00.000-08:00</published><updated>2007-02-01T10:24:41.046-08:00</updated><title type='text'>Happy feet</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcIwLKo-g-I/AAAAAAAAAG8/tVgPqN8HRj4/s1600-h/Happy%20feet.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026633102491812834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" height="214" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcIwLKo-g-I/AAAAAAAAAG8/tVgPqN8HRj4/s320/Happy%2520feet.jpg" width="114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo aver fatto la loro comparsa in "Madagascar", e dopo essere stati i protagonisti assoluti del documentario premio Oscar "La marcia dei pinguini", i simpatici pennuti tornano sullo schermo con una nuova avventura, che li vede cantare e ballare come provetti attori di "Broadway". Trattasi di "Happy feet", film di animazione 3D, diretto dal regista di "Babe" e "Mad max", George Miller, e prodotto dalla Warner Bros, che per gli effetti speciali si è affidata agli animatori della Animal Logic Film, esperti in effetti speciali ma al loro esordio in questo settore.&lt;br /&gt;Esordio per loro comunque decisamente positivo, il film difatti fin dalle prime immagini stupisce per la sua qualità grafica (sembra di vedere il documentario di Luc Jacquet). I pinguini, ma in generale tutti gli animali proposti, sono animati in maniera eccellente, e la loro resa visiva è pressoché uguale all’analogo vivente, ciò ovviamente aumenta la meraviglia quando li vediamo esibirsi in sfrenati tip tap. Lo spettacolo offerto è assai godibile però anche per gli orecchi: la storia narrata, che diverse volte assume i connotati di un vero e proprio musical, è dotata di una frizzante colonna sonora, curata dal compositore di "Z la formica" John Powell, che svaria con spigliatezza da Sinatra ai Queen, fino a Steve Wonder. Aggiungiamo al tutto una serie di simpatici protagonisti che strappano più di una risata (i pinguini spagnoli o "Adone", che si vanta di indossare un rifiuto umano), ed ecco una pellicola che scorre via piacevolissima, adatta a tutte le fasce di età.&lt;br /&gt;Le pecche comunque non mancano, in primis le diverse tematiche affrontate, come l’emarginazione o l’inquinamento ambientale, tutte dai manifesti intenti edificanti, non sono trattate con particolare originalità e profondità. Secondo, la conclusione delle vicende non è molto convincente, anzi pare ingenua e troppo artificiosa.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2159600242668741272?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2159600242668741272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2159600242668741272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2159600242668741272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2159600242668741272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/02/happy-feet.html' title='Happy feet'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcIwLKo-g-I/AAAAAAAAAG8/tVgPqN8HRj4/s72-c/Happy%2520feet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-3511849520879928427</id><published>2007-01-31T09:44:00.000-08:00</published><updated>2007-01-31T09:46:01.736-08:00</updated><title type='text'>L'era glaciale 2 (il disgelo)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcDVg6o-g8I/AAAAAAAAAGo/p476CCHmm-g/s1600-h/L%27era%20glaciale%202.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026251945619129282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="187" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcDVg6o-g8I/AAAAAAAAAGo/p476CCHmm-g/s320/L%2527era%2520glaciale%25202.jpg" width="135" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’era glaciale sta per concludersi e gli animali prosperano in un paradiso in via di scioglimento. Ma quando scoprono che tutto il ghiaccio sciolto inonderà la loro vallata, la tigre, il bradipo e il mammut più famosi del mondo devono lanciare l’allarme e trovare il modo di sfuggire all’inondazione.&lt;br /&gt;Dopo il successo del primo capitolo sono finalmente tornati Manny, Diego, Sid e soprattutto Scrat. Come per ogni film di successo un sequel è inevitabile, ma ultimamente Hollywood ci ha dato prova che un numero 2 può essere all’altezza o addirittura superiore all’originale, specialmente nel campo dell’animazione.&lt;br /&gt;Dal punto di vista della qualità delle texture, gli studios Blue sky si sono evoluti parecchio rispetto al precedente capitolo, raggiungendo una definizione e un’accuratezza delle animazioni sorprendente che non ha nulla da invidiare ai risultati raggiunti dalla Pixar negli ultimi anni. Basti vedere il realismo della pelliccia di Manny e dell’acqua per rendersene conto. Dal punto di vista della storia invece, questo secondo capitolo, fa un passo indietro rispetto al suo predecessore: non ci sono più gli umani, e quindi non c’è più la tenerissima bambina da riportare ai loro genitori, in compenso c’è una miriade di personaggi in più, forse persino troppi.&lt;br /&gt;La storia del film si basa sullo spunto dello scioglimento dei ghiacci e della conseguente migrazione forzata di tutti i protagonisti al di fuori della conca nella quale vivono, che verrà presto sommersa dall’acqua. Vista l’esilità della trama, la forza di questo film è la simpatia dei personaggi, e l’approfondimento della loro personalità: la paura dell’acqua di Diego, l’angoscia di Manny per essere l’ultimo Mammut, ad esempio, sono alcune delle costanti di questo secondo capitolo. Ma a vincere il premio simpatia è senz’altro Sid, per merito anche del doppiaggio del bravo Bisio, e l’irresistibile scoiattolino Scrat, al quale è dedicata una vera e propria storia parallela, che regala alcuni dei momenti più divertenti.Non particolarmente esaltanti le new entry, in particolar modo i due opossum ai quali è forse dato sin troppo spazio.&lt;br /&gt;Se le animazioni di Scrat valgono da sole il prezzo del biglietto, agli sceneggiatori gli spunti per divertire non mancano: la narrazione è un puro pretesto per alcune gag che rimarranno nella storia come le più divertenti mai viste in un film d’animazione: dallo humor cinico e cattivo alla Tex Avery al travolgente ballo degli avvoltoi, fino agli echi dell’arca di Noé. Non manca nemmeno la sottotraccia educativa, con l’invito di Sid a Diego a superare le proprie paure magari con l’aiuto di una piccola bugia, che riesce ad essere edificante senza appiattirsi nel banale o nel pedante come nelle ultime produzioni Disney.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-3511849520879928427?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/3511849520879928427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=3511849520879928427' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3511849520879928427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/3511849520879928427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/01/lera-glaciale-2-il-disgelo.html' title='L&apos;era glaciale 2 (il disgelo)'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/RcDVg6o-g8I/AAAAAAAAAGo/p476CCHmm-g/s72-c/L%2527era%2520glaciale%25202.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-2123245572747762964</id><published>2007-01-30T09:31:00.000-08:00</published><updated>2007-01-30T09:32:55.521-08:00</updated><title type='text'>V per Vendetta</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb-BEZHU6BI/AAAAAAAAAGc/rlnErfbRJUk/s1600-h/V%20per%20vendetta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025877621629839378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="182" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb-BEZHU6BI/AAAAAAAAAGc/rlnErfbRJUk/s320/V%2520per%2520vendetta.jpg" width="124" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I&lt;span style="font-size:85%;"&gt;n un’Inghilterra scampata alla guerra nucleare e oppressa da una dittatura poliziesca, una giovane donna, Evey viene salvata da un uomo dal volto coperto da una maschera.&lt;br /&gt;Era dal 1990, prima ancora del loro grandissimo successo Matrix, che i fratelli Wachowski pensavano di portare sullo schermo "V for vendetta", una ghaphic novel di Alan Moore uscita negli anni ’80 dai forti connotati politici. Dopo 15 anni ecco finalmente questo adattamento diretto però dal loro fidato assistente James McTeigue (un modo come un altro per i due fratelli di rimanere nell’ombra come loro abitudine).&lt;br /&gt;V è un uomo che cela il proprio volto dietro una maschera di Guy Fawkes, il protagonista della fallita "cospirazione della polvere da sparo" (1605), caratterizzato da un tremendo passato e alla perenne ricerca di vendetta. Non a caso il suo film preferito è "Il conte di Montecristo" ma, a differenza di Edmond Dantes, la sua vendetta non è focalizzata contro dei singoli individui ma contro una subdola dittatura di Orwelliana memoria che, nell’ipotetico futuro raffigurato nella pellicola, controlla tutta l’Inghilterra. Una domanda aleggia durante la visione del film, ma il protagonista mascherato è un eroe o un terrorista?&lt;br /&gt;L’opera, grazie ad un egregio testo di partenza ed un lavoro intelligente di attualizzazione delle sue principali tematiche, si rivela inaspettatamente una profonda riflessione politica sul mondo odierno. Si fa spesso riferimento al fatto che nella vita non esistono coincidenze e tutto è frutto di ciò che è stato fatto in precedenza, è difficile non notare in questo una critica alla politica estera degli Stati Uniti ("ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria"). Altro punto centrale, questo però più consunto, è il potere dell’informazione che però può vacillare in un popolo che acquista coscienza. La forza distruttiva della satira o il valore dell’idee e dei simboli possono ribaltare i governi e cambiare la storia. Meravigliosa la scena finale con l’intera popolazione, tutta mascherata allo stesso modo, che si riunisce in attesa di un particolare evento (vedrete poi con i vostri occhi) e dopo di questo con un semplice e liberatorio gesto, quello di togliersi la maschera, riacquistano la loro identità e soprattutto la loro libertà.&lt;br /&gt;Una storia coinvolgente, ricca di spunti (lo stretto legame fra anarchia e rivoluzione, il male necessario, il prezzo della propria sicurezza) e colma di colte citazioni che solleticano in continuazione il cervello (Shakespeare, Dickens, Einstein…) per un action-movie riflessivo dove l’azione è sempre misurata e funzionale alla narrazione, merito di una buona regia ed un eccellente montaggio. Un film che ha tutte le carte in regola per diventare un cult.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-2123245572747762964?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/2123245572747762964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=2123245572747762964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2123245572747762964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/2123245572747762964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/01/v-per-vendetta.html' title='V per Vendetta'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb-BEZHU6BI/AAAAAAAAAGc/rlnErfbRJUk/s72-c/V%2520per%2520vendetta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4915497400459939141.post-5010404568121423719</id><published>2007-01-29T08:52:00.000-08:00</published><updated>2007-01-29T08:54:29.817-08:00</updated><title type='text'>Hooligan</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb4mcpHU6AI/AAAAAAAAAGQ/PHcoYs7d4ko/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025496507706828802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="174" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb4mcpHU6AI/AAAAAAAAAGQ/PHcoYs7d4ko/s320/1.jpg" width="127" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tempo di mondiali tedeschi, e seppur il grande rischio sicurezza paia essere quello di alcune frange della tifoseria polacca, il termine "hooligan" rimane ben ancorato alla cultura inglese.Ecco quindi un film, che con la storia pretestuosa di un ragazzo americano (Elijah Wood) che per una serie di ragioni si ritrova attratto ed invischiato in una delle tante bande (in questo caso supporters del West Ham United di Londra) che compongono questo fenomeno, cerca di riportarne dinamiche e violenza.Già un regista inglese (Philip Davis) film ci provò con ottimi risultati nel 1995 (anch'esso si chiamava "Hooligans") adesso ci prova l'ex campionessa di karate e kickboxing Lexi Alexander.Potrebbe essere il giusto presupposto per un film incentrato più sull'azione (ovvero le risse) che sul resto, si rivela invece una scelta vincente su tutta la linea. "Hooligans" funziona sia sotto il punto di vista della narrazione (convenzionale, ma senza dubbio interessante) che su quello più ampio, che potremmo dire documentaristico, del fenomeno. Un mondo nascosto agli occhi dei più, che ormai quasi organizza i propri incontri/scontri in posti ben precisi per sfogare, inconsciamente, la propria condizione di impotenza nei confronti di una vita che li vede perdenti. Squadre di teppisti, in cui il calcio è solamente un pretesto per delineare l'appartenenza, che si sfidano ad ammazzarsi di botte, senza armi da fuoco ma con tutto il resto, cercando di avvicinare il proprio avversario il più possibile alla morte, senza però farcelo arrivare (quando capita sono "eccezioni"). E chissà se in parte Chuck Palahniuk non si ispirò anche loro nello scrivere la violenta risposta al consumismo dei personaggi di "Fight club"..."Hooligans" fotografa la situazione ben trasmettendo quanta ferocia ed in fondo consapevolezza ci sia nei protagonisti di tutto questo, senza né condannarli né assolverli. Sono quello che sono: hooligans.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4915497400459939141-5010404568121423719?l=puntonetblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonetblog.blogspot.com/feeds/5010404568121423719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4915497400459939141&amp;postID=5010404568121423719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5010404568121423719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4915497400459939141/posts/default/5010404568121423719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonetblog.blogspot.com/2007/01/hooligan.html' title='Hooligan'/><author><name>Marcello Angelini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/R241AFGmHHI/AAAAAAAAAQ8/Ewix3YMtl-k/S220/Atlas_ufo_robot.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Pl3kbhjBhg8/Rb4mcpHU6AI/AAAAAAAAAGQ/PHcoYs7d4ko/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
