andiamo al cinema

mercoledì 21 maggio 2008

Bianco e nero



La società vista da un salotto buono. Tre donne, bianche, italiane, hanno abbozzato – a livello sceneggiatura - le personalità di una donna senegalese e di un uomo, così come la dinamica che li fa innamorare. Un primo punto di vista (doppiamente) esterno, quindi.
Cristina Comencini – in collaborazione con l’organizzazione sanitaria senza fini di lucro Amref - ha ricercato, nel trattare il tema, quella leggerezza con cui ne parlavano a lei le coppie miste incontrate, che erano poi state lo spunto per il film. Insieme ad un riferimento dichiarato (“Indovina chi viene a cena?”, ma pure l’Alberto Sordi di “Tutti a casa” in qualità di italiano normale in un situazione di eccezionalità), un cast attoriale - a maggioranza femminile - onesto e simpatico, dinamico.
Delle due comunità chiuse in sé (“se ognuno se ne sta al posto suo tutto fila liscio e tutti si vogliono bene”), la regista punzecchia il sotterraneo razzismo bifronte, misto di senso di colpa (il peso del “farsi perdonare la cameriera nera”), paura, senso di superiorità da una parte, ostilità da “mimesi di conflitti storici” dall’altra, ma anche freno ad una reciproca attrazione. Esalta invece l'incontro come fattore di cambiamento e vitalità, capace di abbattere le barriere culturali, sociali e sovvertire i ruoli (grazie alla forza della passione, contrapposta all’impegno umanitario in modo un pò qualunquista), e proprio il doppio finale mostra quanto - secondo la cineasta - gli ostacoli siano imposti dal senso comune (“alla lunga – si dice del mescolamento sentimentale - non funziona mai”), e non dalla responsabilità verso coniugi e figli. Il ricorso a forzature simboliche (la bambola bianca e quella nera, Volo e Maïga camerieri, una Piazza Vittorio interamente di pelle scura) tuttavia non fa che evidenziare un approccio arretrato, parziale, di superficie. Perchè la borghesia nera in Italia è (ancora) una rarità e il razzismo si esprime oggi con altre caratteristiche e verso altre minoranze, sebbene nessuno sponsor si sia reso disponibile per gli abiti dei due interpreti franco-africani.

domenica 4 maggio 2008

Alvin Superstar



La storia di Alvin e i Chipmunks nasce nel lontano 1958 quando Ross Bagdasarian sr, musicista con poche speranze di successo ebbe l’idea di incidere la canzone “Witch Doctor” rallentando la velocità di registrazione, per poi far andare il nastro a velocità normale, così nacquero le voci degli scoiattoli.
Solo successivamente vennero creati i tre Chipmunks: Alvin, Simon e Theodore. Fecero il loro debutto sulle scene al Ed Sullivan Show e successivamente vennero le serie animate.
Per festeggiare i primi 50 anni di questi simpatici scoiattoli, diventati un fenomeno multimediale, è stato realizzato il film “Alvin superstar”, parte in animazione (3D) e parte in live action.
La storia racconta di come i tre scoiattoli hanno conosciuto lo sfortunato musicista Dave, di come gli hanno stravolto la vita, messo a soqquadro la casa e fatto diventare un autore di successo.
Ma il momento drammatico è in agguato: il cattivone Ian, produttore musicale di Alvin, Simon e Theodore riesce con uno stratagemma a separali da Dave e a spremerli per fare sempre più soldi.
Il lieto fine è assicurato.

Benché la storia sia semplice e prevedibile, il film è realizzato bene con un ritmo incalzante, situazioni e battute divertenti.
Ottima, anche l’interazione tra gli attori in carne e ossa e gli scoiattoli digitali, molto espressivi e incredibilmente simpatici.
Il restyling degli scoiattoli non tradisce però lo spirito della serie, a trionfare sono i sani valori famigliari, sana e responsabile.
Dave, interpretato dal bravo Jason Lee, all’inizio è il solito trentenne con la sindrome di Peter Pan, non vuole responsabilità, né impegni duraturi, ma alla fine sarà proprio lui a rappresentare il genitore coscienzioso che pone dei limiti e delle regole ai piccoli scoiattoli in contrapposizione allo “zio Ian” che invece li vizia comprandogli tutti i giocattoli del mondo e rimpinzandoli di schifezze, pensando così di legarli a lui.

Un capitolo a parte merita la musica di Alvin e i Chipmunks, dove le musiche classiche del gruppo vengono rivisitate con ritmi hip hop e reggae, ma ci sono anche nuovi brani pieni di ritmo e un ottimo sound.