andiamo al cinema

martedì 29 gennaio 2008

Surf's Up - I re delle onde


Sono passati tanti anni da quando al cinema se si parlava di pinguino, il pensiero non poteva che correre al cattivo Danny DeVito avversario del secondo Batman di Tim Burton. Ormai questo uccello che non vola è una star del grande schermo, soprattutto quando è disegnato (al computer). Dopo i quattro agenti improvvisati naviganti di Madagascar, e il pinguino ballerino premiato con l’Oscar di Happy Feet, ecco il surfista di Ghiacciano terme (chissà com’è nell’originale) Cody Maverick.
Un film a suo modo geniale questo della Sony. Lo stile registico è infatti ispirato al linguaggio televisivo, quello dei reality show.
Avete presente quel programma di Mtv in cui si segue un ragazzo X impegnato a realizzare il proprio sogno? Beh, anche se non lo conosceste, potrete facilmente dedurlo: si intervistano protagonista e conoscenti e quando c’è dell’azione ci si muove con tanto di camera a mano, quindi tremolante e esplicitamente “presente”, facendo capire che c’è un operatore lì dietro all’inquadratura (per rendere credibile le riprese in questo “stile”, si è utilizzata addirittura la motion capture). Il montaggio poi mischia il tutto mettendoci dentro anche spezzoni televisivi, con tanto di presentatori e cronisti e commento fuori campo degli stessi personaggi a vicenda già avvenuta. Il cartone animato ormai non è più un “genere” a sé stante, ma uno strumento per delle storie che in altro modo non potrebbero essere raccontate.
La storia di per sé non è nulla di particolarmente originale. Si ruota attorno alla frase, e al tema: “se hai un sogno, non arrenderti mai”, ma l’approccio leggero e divertente (soprattutto adatto ad un pubblico più grande di quello dei bambini), con tanto di citazioni sportive (il manager alla Don King), è adeguato e rende fluido il tutto. Il surf, e lo sport, come divertimento e non competizione. Azzeccata la colonna sonora, che mette insieme una serie di hit, che già da soli sanno di vacanza. Surf’s up non sarà il cartone dell’anno, ma ha il grande merito di mettere di buon umore.
La frase: Si è una spiaggia: sole, mare sabbia. Vista una, viste tutte.

venerdì 18 gennaio 2008

Un'impresa da Dio



Piuttosto che il sequel di "una Settimana da Dio", il regista e co-produttore Tom Shadyac ha preferito proseguire la serie, sviluppando il personaggio di Steve Carrell. Un'impresa lo è stata anche il film: una squadra di più di cento persone per costruire l'arca, oltre 177 specie animali, troupe di 40 macchinisti per le scene con umani e bestie. Marcato l'impegno ambientalista, visto che la produzione si è affiancata il Conservation Fund of Washington D.C. (insieme hanno inoltre lanciato un sito) e per ammortizzare la propria emissione di monossido di carbonio ha piantato duemila alberi in due riserve e nella zona delle riprese, riciclato materiali, e infine donato le piante e il legname impiegati, biciclette a tutto il cast, e i ricavati della vendita dell'acciaio dell'arca e dell'acqua in bottiglia (di una società di Shadyac) ad associazioni umanitarie ed ecologiste.

La satira colpisce soprattutto la politica, mostrando una Commissione Risorse Naturali alla mercè di uno squalo (John Goodman) - già responsabile della cementificazione di una valle grazie alla costruzione di una pericolosa diga - che presenta al Congresso una legge per l'edificazione nei parchi nazionali puntando sull'appoggio di un neoeletto tutto filosofia aziendale e apparenza ("sono vincente, bello e potente" si dice allo specchio la mattina).
Vengono attaccati pure il consumismo e l'atteggiamento verso chi combatte in difesa della Natura, additato come pazzo o catastrofista, mentre l'invito è a sacrificarsi meno al lavoro in favore del tempo da dedicare agli affetti e alla ricerca della felicità. Da un punto di vista laico, l'approccio religioso sceglie sì la leggerezza e il politicamente corretto (con tanto di padreterno afroamericano), ma resta pur sempre cattolico-creazionista. In questa storiella surreal demenziale, imperniata sulla mimica di Carrell e sulla quantità delle battute (a volte efficaci), la parte più divertente spetta comunque ai titoli di coda, applicazione dell'11° comandamento: fare la danza.

giovedì 10 gennaio 2008

Premonition



Linda ha una vita perfetta. Il marito le regala una casa meravigliosa, con lui ha due bellissime figlie che accompagna a scuola ogni mattina per poi fare un pò di jogging e quindi tornare a casa e continuare a condurre la sua esistenza di serena e soddisfatta mamma e casalinga. Svegliarsi una mattina ed accorgersi che la tua splendida vita si è trasformata in un film montato da un tecnico distratto, una vita dove il sabato viene prima del mercoledì e dove tuo marito che credevi morto e invece vivo e vegeto e si sta facendo la doccia nel bagno dove fino a poche ora prima lo piangevi in silenzio, non è certamente un'esperienza piacevole dalla quale districarsi facilmente. Ci riesce non senza difficoltà la protagonista del film Linda interpretata dalla volitiva Sandra Bullock, in un finale che lascia più domande che risposte; non ci riescono gli autori di questo film che navigando nelle acque perigliose degli sfasamenti temporali perdono la bussola del racconto e con loro anche noi, sventurati spettatori in balia degli azzardi dello sceneggiatore Bill Kelly.

"Premonition", diretto dal tedesco Mennan Yapo (fortissimamente voluto dalla produzione) si avventura sulla scia di film come "Memento". Opere che riescono solo se supportate da una rigorosa scrittura che saggi tutte le conseguenze dell'andare a spasso per il tempo. Troppo si osa in questo film ed alla fine ci si districa faticosamente del distinguere le premonizioni di Linda dalle vicende che realmente stanno accadendo, i sogni dalla realtà. Ed in questo guazzabuglio a poco giova l'attenta direzione del giovane Yapo il quale dimostra di saperci ben fare con la luce ed i colori e di voler volare alto (e non solo con le riprese aeree che sembra prediligere).

Protagonista assoluta del film è Sandra Bullock la quale regge il ruolo con disinvoltura senza lasciarsi andare a tentazioni di istrionismo ma calandosi nel ruolo con misurata drammaticità e riuscendo a modificare le caratteristiche psicologiche del proprio personaggio a seguito delle vicende cui andrà incontro. Di fronte alla sua statura rimangono un pò in ombra, ma era forse inevitabile, le figure che le sono attorno. Sorte che investe in particolare il marito (interpretato da Julian McMahon, un ruolo in "I fantastici 4") il quale sembra incapace di distaccarsi dal ruolo di semplice comprimario.

giovedì 3 gennaio 2008

Espiazione


Può un singolo errore modificare il corso di un’intera esistenza? Ed è possibile riparare ai propri peccati attraverso la scrittura? Queste due domande costituiscono il tema portante di “Espiazione”, il meraviglioso romanzo dell’acclamato autore inglese Ian McEwan, e dell’omonimo film diretto da Joe Wright, alla sua seconda prova da regista dopo “Orgoglio e pregiudizio”. Adattato per il grande schermo da Christopher Hampton (“Le relazioni pericolose”), “Espiazione” è stato presentato in anteprima al Festival di Venezia 2007 ed ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica internazionale. Il principale merito del film di Wright sta soprattutto nell’aver saputo riproporre le complesse tematiche dell'opera di McEwan servendosi del mezzo cinematografico, in una pellicola che unisce la stupefacente forza espressiva delle immagini con il coinvolgimento emotivo della storia, l’introspezione psicologica con il senso dello spettacolo.

Così come il romanzo di McEwan, anche il film è suddiviso in diverse linee temporali: la prima è ambientata nell’Inghilterra del 1935, nella villa di campagna della famiglia Tallis; la seconda nel 1940, durante l’evacuazione dell’esercito inglese a Dunkerque; la terza a Londra, sempre nel periodo della guerra, per chiudere infine con un significativo epilogo nel 1999. Personaggio chiave e voce narrante delle vicende è Briony Tallis (interpretata nelle varie fasi della sua vita da tre attrici distinte: Saoirse Ronan, Romola Garai e Vanessa Redgrave): un’aspirante scrittrice dotata di una fervida immaginazione che, all’età di tredici anni, commetterà un errore terribile accusando un innocente di un crimine spaventoso. Da allora, l’esistenza di Briony sarà consacrata ad espiare la propria colpa: un’espiazione che avverrà tramite le pagine di un libro autobiografico sugli eventi di quella fatidica giornata dell’estate del 1935, raccontata secondo i differenti punti di vista della piccola Briony, di sua sorella Cecilia (Keira Knightley) e di Robbie Turner (James McAvoy), due giovani innamorati destinati ad essere separati dalle bugie di Briony e dalla guerra imminente.

La sceneggiatura si mantiene estremamente fedele al testo di McEwan ed è coadiuvata dalla magistrale regia di Wright, che sa scavare nell’animo dei personaggi e al tempo stesso riesce a rappresentare l’indicibile orrore della guerra e a regalarci momenti di struggente romanticismo; non mancano neppure alcuni passaggi dall’ampio respiro epico, come la descrizione della marcia delle truppe inglesi verso Dunkerque ed il magnifico piano sequenza della spiaggia gremita di soldati. Da segnalare l’impeccabile ricostruzione d’epoca e la splendida colonna sonora di Dario Marianelli, scandita in maniera emblematica dai battiti dei tasti di una macchina da scrivere che creano un’atmosfera carica d’angoscia, come se fossero il sinistro presagio di un fato ineluttabile. Formidabili le prove di tutto il cast, in particolare i due protagonisti, la fascinosa Knightley e il bravissimo McAvoy, vera rivelazione del film; ma non si può non citare una sublime Redgrave, che compare negli ultimi minuti nel ruolo breve ma intenso dell’anziana Briony, scrittrice ormai affermata impegnata a confrontare le aspettative del pubblico con la durezza della realtà. Il finale, a dir poco straziante, ci riserva un colpo di scena che è un autentico pugno nello stomaco, a suggello di una pellicola straordinariamente emozionante in grado di catturare lo spettatore e di trascinarlo fino alla più acuta commozione.

Eventi

03 Gennaio 2008

Festival di Cannes: Sean Penn presidente della giuria

La 61ª edizione della manifestazione si terrà dal 14 al 25 maggio


20 Dicembre 2007

Un festival per “cose mai viste”

Il protagonista di Blade Runner Rutger Hauer ha scelto l’Italia per la prima edizione di I’’ve Seen Films International Short Film Festival


20 Dicembre 2007

Festa del Cinema: terza edizione dal 2 al 12 ottobre 2008

La manifestazione romana si avvicina alle date veneziane


20 Dicembre 2007

MIFF, il 31 dicembre scade il bando

I filmmaker hanno tempo fino a fine mese per partecipare alle prime selezioni


18 Dicembre 2007

Effetti speciali, parte la corsa all’Oscar

Grandi favoriti Transformers e 300, che dovranno contendersi il premio con altri “pericolosissimi” candidati. Scoprite quali


14 Dicembre 2007

Maremetraggio: iscrizioni aperte fino a fine gennaio

Se con il vostro corto avete vinto almeno un festival potete partecipare alla nona edizione del festival triestino. Ci sono in palio 10.000 euro


14 Dicembre 2007

Bologna si prepara al Future Film Festival

Pronta ad esplorare l’universo digitale, il 15 gennaio partirà la decima edizione del festival che ospiterà anche l’anteprima di Water Horse - La leggenda degli abissi


13 Dicembre 2007

Golden Globe: 7 nomination per Espiazione

Tra i candidati anche Michael Clayton, Sweeney Todd e La guerra di Charlie Wilson


12 Dicembre 2007

Elio Germano, Shooting Star 2008

L’attore è stato selezionato per la European Film Promotion: manifestazione volta a promuovere i giovani talenti europei


11 Dicembre 2007

Festival di Berlino: annunciati i primi 8 titoli in programma

Anche il film di Paul Thomas Anderson Il petroliere in concorso alla 58ª edizione del festival tedesco