
Ozpetek prova a riprendersi dal tonfo di "Cuore sacro" tornando al film corale, la moda del momento, ritraendo un gruppo dal suo interno, svelandone i legami e i caratteri individuali, senza però perdere mai lo spirito dell'insieme. Non è difficile nominare "Il grande freddo" commentando questo film (c'è anche il morto..), visto che l'intento è probabilmente molto simile, ma non altrettanto riuscito.
Cast di volti noti da botteghino, per una coralità nella quale Ozpetek è bravo, a tratti, a far emergere il calore di un grande famiglia allargata che se ne infischia dei legami di parentela, che costituisce la casa-rifugio dai tormenti esistenziali, da dolori e dalle sofferenze personali, dalla cui alchimia scaturisce quella sensazione di completezza e appagamento che si vorrebbe non finisse mai, fatta di cene, riunioni di gruppo, e momenti di riflessione. E' questo "Saturno contro", un film che non inizia, non finisce e non ha un perché: un'istantanea che non trova storia compiuta, e gira a vuoto rimanendo appesa alla ricerca dell'attimo mistico-risolutivo, frammentata in una grande quantità di pensieri individuali solo accennati, che lasciano spesso spazio all'insieme. Ozpetek fa il Muccino, spostandosi verso la tematica gay certo, ma senza dire nulla che non sia stato già detto dal regista romano o da altri film simili su passioni, tradimenti e tormenti della classe media. E' evidente la difficoltà di imbastire una sceneggiatura non barcollante, e un insieme di legami su un gruppo di personaggi così folto, ancor più evidente è che Ozpetek cerchi di ingannare il tempo costruendo siparietti umoristici e comparsate comiche che vorrebbero alleggerire i toni, ma creano solo confusione, eccezion fatta per un paio di buone battute. Inoltre, se è indubbia la finezza registica del turco, questa alla lunga però finisce per risultare ridondante, esasperata e manieristica, come quando si accanisce sul povero Favino, mettendolo a dura prova, e con lui la pazienza dello spettatore.
"Saturno contro" è un po' così, un'impressione d'autore che può anche risultare pregevole ma inconsistente, furbetta e pretenziosa, che si piace eccessivamente e vuole piacere senza realmente comunicare, che solo a tratti, grazie anche alla colonna sonora di Neffa e a qualche bel movimento della macchina da presa, esterna calore e sentimento. Discontinuo il cast: brava la Buy, discreto ma a tratti eccessivo Favino, monoespressivo Accorsi. Ambra dimostra di avere il magnetismo giusto per lo schermo, quando non fa l'oroscopo alla ex-moglie del ragionier Ugo Milena Vukotic.
andiamo al cinema
venerdì 17 agosto 2007
Saturno contro
Pubblicato da
Marcello Angelini
alle
05:00
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