La notte del diavolo, è la notte degli incendi che in una città americana, vengono appiccati da malviventi senza scrupoli. In questa notte, una di queste bande uccide a sangue freddo una coppia di ragazzi. Il ragazzo ucciso, un giovane musicista di nome Eric Draven, grazie ad un corvo, tornerà dal mondo dei morti per cercare vendetta.
Quando alla ricercata atmosfera dark, si unisce una profonda caratterizzazione dei personaggi ed una drammaticità altamente poetica, nasce un film che rimane impresso nella mente dei "cultisti" in modo indelebile. E’ il caso de "Il corvo", rivisitazione in chiave moderna e dark del più insano quanto appagante desiderio: la vendetta. L’opera, tratta delle vignette di James O’Barr, ripercorre gli ultimi istanti di vita di una giovane coppia, e il seguente ritorno in vita del ragazzo grazie all’uccello nero per eccellenza, il corvo appunto.
La vicenda si snoda in modo pressoché lineare, con qualche flashback che non appesantisce la storia ma la rende invece fluida. Storia che per altro non incarna proprio il principio di originalità. Essa infatti si basa sul ritorno dall’aldilà di un uomo che dopo aver subito un torto, farà di tutto per vendicarsi. Questo però non inficia assolutamente sulla qualità complessiva dell’opera. La regia è quanto mai appropriata, pur non toccando mai punte eccezionali. Quello che in realtà lascia a bocca aperta sono le magnifiche atmosfere dark, chiaramente lontane da una realtà quotidiana, ma intensamente vive e tangibili nella loro cupa e opprimente immanenza che avvolge i personaggi quanto mai azzeccati. Le interpretazioni poi stupiscono per la loro intensità emotiva, a tratti trascinante, che non sfocia mai nel patetico e anzi, spesso e volentieri raggiunge vette poetiche di rara bellezza. Gli effetti speciali invece, in qualche caso, non paiono adeguati al valore complessivo dell’opera, comunque non ne compromettono la riuscita.
Siamo quindi di fronte ad un film di grande spessore, sia sotto il profilo creativo che da quello tecnico-visivo. Un film che può vantare a pieno titolo l’appellativo di cult-movie e che, a causa della morte del protagonista Brandon Lee avvenuta sul set per un errore nella sistemazione delle armi, ha acquisito un’aura di mistero quasi soprannaturale.
Quando alla ricercata atmosfera dark, si unisce una profonda caratterizzazione dei personaggi ed una drammaticità altamente poetica, nasce un film che rimane impresso nella mente dei "cultisti" in modo indelebile. E’ il caso de "Il corvo", rivisitazione in chiave moderna e dark del più insano quanto appagante desiderio: la vendetta. L’opera, tratta delle vignette di James O’Barr, ripercorre gli ultimi istanti di vita di una giovane coppia, e il seguente ritorno in vita del ragazzo grazie all’uccello nero per eccellenza, il corvo appunto.
La vicenda si snoda in modo pressoché lineare, con qualche flashback che non appesantisce la storia ma la rende invece fluida. Storia che per altro non incarna proprio il principio di originalità. Essa infatti si basa sul ritorno dall’aldilà di un uomo che dopo aver subito un torto, farà di tutto per vendicarsi. Questo però non inficia assolutamente sulla qualità complessiva dell’opera. La regia è quanto mai appropriata, pur non toccando mai punte eccezionali. Quello che in realtà lascia a bocca aperta sono le magnifiche atmosfere dark, chiaramente lontane da una realtà quotidiana, ma intensamente vive e tangibili nella loro cupa e opprimente immanenza che avvolge i personaggi quanto mai azzeccati. Le interpretazioni poi stupiscono per la loro intensità emotiva, a tratti trascinante, che non sfocia mai nel patetico e anzi, spesso e volentieri raggiunge vette poetiche di rara bellezza. Gli effetti speciali invece, in qualche caso, non paiono adeguati al valore complessivo dell’opera, comunque non ne compromettono la riuscita.
Siamo quindi di fronte ad un film di grande spessore, sia sotto il profilo creativo che da quello tecnico-visivo. Un film che può vantare a pieno titolo l’appellativo di cult-movie e che, a causa della morte del protagonista Brandon Lee avvenuta sul set per un errore nella sistemazione delle armi, ha acquisito un’aura di mistero quasi soprannaturale.






1 commento:
Questo film è uno dei più belli che io abbia mai visto e c'è una frase che spesso echeggia nella mia mente: "se solo smettesse di piovere! non può piovere per sempre!!!
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