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sabato 24 marzo 2007

Notte prima degli esami


In una colorata estate degli anni ’80 Luca e i suoi amici si preparano ad affrontare i temuti esami di maturità. Ma invece di studiare riescono a collezionare un’incredibile serie di buffe disavventure. A cominciare è proprio Luca che, travolto da insolito coraggio, rovescia su Martinelli, il professore di lettere più bastardo della storia dell’umanità, una micidiale collezione di insulti e accuse.
L’esordio alla regia di Fausto Brizzi é "teen-movie" all’italiana, realizzato probabilmente sulla scia del successo di film come "Che ne sarà di noi", che ha come principale punto di forza la rievocazione nostalgica e gradevole dei tardi anni ’80, quando si leggeva Alan Ford e si portavano ancora i pantaloni a vita alta. L’appartenenza ad un epoca che sta tornando prepotentemente di moda è sottolineata soprattutto dalla frizzante colonna sonora, caratterizzata da tipici successi commerciali di quegli anni, che vanno dalla dance di "gioca giué" alla canzoni di Antonello Venditti. Ma c’è da dire che la caratterizzazione storica è alquanto superficiale, limitata a qualche stereotipo e affetta da diverse incongruenze ( basti guardare l’abbigliamento del protagonista).
Nel film non manca purtroppo nessuno dei cliché del genere: si passa dall’innamoramento, alla perdita di un parente caro, alle classiche scorribande adolescenziali, fino alla gravidanza inaspettata. La novità è che tutti questi argomenti sono rappresentati con una leggerezza e una superficialità che rappresentano simultaneamente il punto di forza e il punto debole del film: ci sono momenti gradevoli e nostalgici – la rievocazione di Woodstock da parte del professore, il finale tutto sommato originale - , ma altre scelte di dialogo e di sceneggiatura sanno di riciclo Vanziniano e puzzano di stantio e banale.
Un film di alti e bassi quindi, che sicuramente colpirà il suo target di riferimento perché sa toccare le corde giuste e puo’ contare su un simpaticissimo Giorgio Faletti, ma anche un’operazione furba e discutibile, costruita su misura per piacere ad un target preciso, dalla memoria storica alquanto corta.

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