Boog, un simpatico orso grizzly, vive una vita meravigliosa nella tranquilla cittadina di Timberlane. L’amorevole Beth, ranger della foresta, lo ha allevato come un cucciolo. Nel garage della ranger, Boog guarda il suo programma preferito in tv, mangia tutto il giorno e dorme su un comodo letto in compagnia del suo orsacchiotto. Insomma Boog sembra avere proprio una vita perfetta fino a quando non spunta il logorroico Elliot, cervo pelle e ossa che arriva frastornato nella cittadina dopo aver perso una delle sue corna, rimasta attaccata al camion del fanatico cacciatore Shaw...
L’animazione 3D negli ultimi anni è sicuramente il genere più propizio per le varie case di distribuzione. Ora nella mischia arriva anche la Sony Pictures, con questo "Boog e Elliot a caccia di amici" (titolo che c’entra poco con il film, infatti l’originale è "Open season" cioè "Caccia aperta"), storia di una strana accoppiata di animali, composta da un orso assai domestico, Boog, e un cervo pedante di nome Elliot.
L’esordio della Sony però non porta una particolare ventata di novità in questo filone, e il suo prodotto non brilla per originalità e resa grafica. Di animali parlanti che vagano tra la natura selvaggia e la città ne abbiamo oramai visti a bizzeffe, ed è difficile non trovare somiglianze con film antecedenti (Elliot deve essere un parente del Ciuchino di "Shrek"). Il film inoltre manca di un po’ di irriverenza che renda le vicende maggiormente godibili per un pubblico più adulto. In realtà l’opera assomiglia, per impianto narrativo, più agli ultimi lavori di animazione tradizionale, con sketch semplici ed immediati incastonati in un racconto lineare e dai chiari intenti moralistici, in questo caso di stampo ambientalista. Comunque, seppur ripetitivo, lo spettacolo offerto è piuttosto godibile, e strappa qualche risata, merito di protagonisti simpatici ed alcune buone trovate (su tutte i conigli che vengano utilizzati per i più disparati bisogni).
Sul versante visivo il film si presenta di buon livello ma distante dagli standard imposti dalla Pixar e dalla Dreamworks: la resa dei protagonisti animali è apprezzabile (la pelliccia dell’orso è ottima), però la caratterizzazione dei personaggi umani e del background non eccelle, i fondali difatti non hanno particolare profondità ed alcuni elementi, come l’acqua, sono approssimativi
L’animazione 3D negli ultimi anni è sicuramente il genere più propizio per le varie case di distribuzione. Ora nella mischia arriva anche la Sony Pictures, con questo "Boog e Elliot a caccia di amici" (titolo che c’entra poco con il film, infatti l’originale è "Open season" cioè "Caccia aperta"), storia di una strana accoppiata di animali, composta da un orso assai domestico, Boog, e un cervo pedante di nome Elliot.
L’esordio della Sony però non porta una particolare ventata di novità in questo filone, e il suo prodotto non brilla per originalità e resa grafica. Di animali parlanti che vagano tra la natura selvaggia e la città ne abbiamo oramai visti a bizzeffe, ed è difficile non trovare somiglianze con film antecedenti (Elliot deve essere un parente del Ciuchino di "Shrek"). Il film inoltre manca di un po’ di irriverenza che renda le vicende maggiormente godibili per un pubblico più adulto. In realtà l’opera assomiglia, per impianto narrativo, più agli ultimi lavori di animazione tradizionale, con sketch semplici ed immediati incastonati in un racconto lineare e dai chiari intenti moralistici, in questo caso di stampo ambientalista. Comunque, seppur ripetitivo, lo spettacolo offerto è piuttosto godibile, e strappa qualche risata, merito di protagonisti simpatici ed alcune buone trovate (su tutte i conigli che vengano utilizzati per i più disparati bisogni).
Sul versante visivo il film si presenta di buon livello ma distante dagli standard imposti dalla Pixar e dalla Dreamworks: la resa dei protagonisti animali è apprezzabile (la pelliccia dell’orso è ottima), però la caratterizzazione dei personaggi umani e del background non eccelle, i fondali difatti non hanno particolare profondità ed alcuni elementi, come l’acqua, sono approssimativi






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