andiamo al cinema

giovedì 8 febbraio 2007

Olè


Archimede e Salvatore, sono due insegnati del Liceo Giuseppe Verdi di Milano, che una decina di anni fa, hanno avuto uno screzio per via del fatto che entrambi corteggiavano la stessa donna, Margherita, una loro collega, sedotta e subito abbandonata da Salvatore. La ruggine tra i due é ancora presente e sia l’uno sia l’altro non si risparmieranno dispetti durante una gita con i loro studenti in Spagna…
Dopo ventidue anni di fruttuoso sodalizio con Christian De Sica, Massimo Boldi, stanco dell’eccessiva volgarità del filone "Natale a …", cambia registro, presentandosi nelle festività con un cine-panettone alternativo a quello di Neri Parenti. A fargli da partner c’è l’attore napoletano Vincenzo Salemme, mentre alla regia c’è Carlo Vanzina, che già diversi anni fa aveva diretto commedie per il periodo natalizio. Purtroppo la separazione da De Sica non giova al comico milanese che con i suoi nuovi colleghi ci regala un film abbastanza penoso.
La pellicola si presenta con toni decisamente meno grossolani e beceri della concorrenza, seppur non manchi qualche gag un po’ triviale che certo rende azzardato il paragone fatto dallo stesso regista con le commedie Disneyiane degli anni ’50 (non mi ricordo che nel "Il maggiolino tutto matto" fossero mostrati i glutei dei protagonisti, almeno che non si consideri anche Herbie). Ma il problema non è il tasso di volgarità del film, il problema è che gli autori non riescono a strapparci una risata convincente. Il film arranca per tutta la sua durata, presentandoci una storia flebile, ricca di imbarazzanti ingenuità e personaggi senza alcun tipo di spessore, che proprio non si capisce perché dovrebbe interessare o divertire lo spettatore. Le interpretazioni poi sono alquanto maldestre, con Boldi che da conferma ai suoi detrattori delle sue non eccelse capacità comiche, e personaggi di contorno come Natalia Estrada e Francesca Lodo che recitano in maniera dilettantistica. Salemme si salva forse per un pizzico di buona volontà, ma sarebbe meglio per lui in futuro abbandonare la baracca.
Comunque c’è anche qualcosina di apprezzabile: gli interventi di Enzo Salvi, l’unico che effettivamente diverte, e questo è tutto dire, e qualche ammiccamento di Vanzina al cinema di Totò e Peppino (chiare le citazioni a "Letto a tre piazze" o "Totò e le donne"). Per ora non possiamo che bocciare questa prima operazione di Boldi e compagnia, ma naturalmente speriamo che il prossimo film, se ci sarà, sia meglio, anche perché siamo sicuri che non sia una impresa di difficile attuazione.

Nessun commento: