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martedì 9 gennaio 2007

Domino


Domino trova la sua vera vocazione quando entra a far parte di una stravagante banda composta da individui poco raccomandabili che danno la caccia ai malviventi: un ex detenuto di nome Ed Mosbey; Choco, un latino americano molto sensuale, segretamente innamorato di Domino; e Alf, un afgano esperto di bombe. L’improbabile quartetto agisce in modo così sincronizzato da riuscire sempre a catturare i criminali in fuga, imponendosi come il gruppo di cacciatori di taglie più famoso - o sarebbe meglio dire famigerato - di tutta Los Angeles. E qual è il posto più adatto per farsi conoscere se non la televisione?
Domino Harvey, prematuramente scomparsa all’età di 35 anni il 27 Giugno del 2005, è nota per essere stata una atipica bounty hunter (cacciatrice di taglie), primo perché era una donna, e secondo per la sua particolare storia. Difatti figlia di una famiglia benestante (il padre era l’attore Laurence Harvey), appena ventenne decise di dare la caccia ai delinquenti nonostante avesse una porta aperta nel mondo della moda (la madre era una modella). Dalla sua breve vita è nato questo film diretto da Tony Scott, regista di "Top Gun" e fratello del più noto Ridley.
L’opera si presenta fin dalle prime immagine come un prodotto ambizioso, dal montaggio ipercinetico e "lavorato" e dalla fotografia sporca tendente al giallognolo. Soprattutto nella prima parte però la pellicola non convince pienamente, con un poco coinvolgente lungo prologo che ci racconta gran parte della vita della protagonista. La regia poi con il suo manierismo invadente appensatisce la narrazione complicando senza apparente motivo l’intreccio. Decisamente più scorrevole ed interessante la seconda parte che si concentra sulla particolare vicenda che ha distrutto la vita di Domino (vicenda che comunque non corrisponde al vero). Qui l’azione prende finalmente corpo e la visione diventa più godibile grazie anche a diversi riusciti colpi di scena.
Alla fine un film di medio livello, penalizzato da una furba estetizzazione della forma e dei contenuti (non fa certo onore ad un biopic sapere che la vera Domino era omosessuale e tossicodipendente, elementi non riscontrabili nello script), ma valorizzato da una buona colonna sonora ed un cast ricco ed azzeccato, soprattutto nei ruoli secondari, tra cui due ex-conoscenze per chi ha seguito la serie tv cult ""Beverly Hills 90210", Ian Ziering e Brian Austin, che interpretano con auto-ironia se stessi costretti a ritrovare il successo partecipando ad un reality-show.

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