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giovedì 25 gennaio 2007

Garfiled 2


Per fare una sorpresa al padrone che si trova a Londra per chiedere la mano della fidanzata, Garfield, il gatto meticcio più famoso d’America, attraversa l’oceano col suo compagno d’avventure, Odie il cane. Un volta arrivato in Inghilterra viene scambiato per il gatto ereditiere di un castello e di una immensa fortuna lasciatagli dalla padrona defunta. Ma il nostro amico non riuscirà a godersi la vita da principe sino in fondo...
Dopo il buon successo del primo film (200 milioni di $ di incasso a fronte di un budget di 50) ritorna sullo schermo il simpatico Garfield, il gattone sfaticato che ama guardare la tv spaparanzato sul divano ed ha una predilezione per le lasagne, frutto del fumettista Jim Davis. Cast confermato (anche a livello di doppiatori, a dare la voce al protagonista felino c’è sempre il comico Fiorello) mentre la regia passa da Peter Hewitt all’esordiente Tim Hill.
Sappiamo che tra le regole non scritte del cinema c’è quella che il seguito di un film sia sempre peggio dell’originale, qui purtroppo non ci troviamo nell’eccezione e, se aggiungiamo che il primo capitolo non era certo un’opera particolarmente riuscita, ecco che otteniamo un insipido e scialbo prodotto. Il film è mal digeribile per qualsiasi fascia di età, difatti i più piccoli si troveranno di fronte una pellicola graficamente poco accattivante, onestamente non si registrano miglioramenti nella resa visiva di Garfield che rimane insufficiente, mentre i più grandi dovranno fare i conti con una storia ben poco appassionante e divertente, che ricicla debolmente classici come "Il principe e il povero". E’ poi evidente come gli stessi protagonisti, incredibilmente anche lo stesso Garfield, pur essendo animato, credano ben poco nella pellicola appiattendosi senza difficoltà alla scarna sceneggiatura.
Se vogliamo cercare qualche nota positiva c’è da segnalare un buon Billy Connolly (visto di recente in "Lemony Snicket’s" e "Timeline") nel ruolo del villain lord Dargis, l’unico a strappare qualche sorriso. Comunque troppo poco per giustificare i seppur pochi 75 minuti del nostro prezioso tempo.

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