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giovedì 4 gennaio 2007

Miami Vice


L’FBI richiede l’aiuto delle autorità di Miami per smascherare gli autori di un rilevante traffico di droga. Le indagini sotto copertura vengono affidate ai detectives Ricardo ’Rico’ Tubbs e James ’Sonny’ Crockett. I due si mettono subito in azione spacciandosi come Sonny Burnett e Rico Cooper piloti di offshores e contrabbandieri, partecipando alle manovre dei narcotrafficanti capeggiati da Arcángel de Jesús Montoya insieme ad Isabella, affascinante amministratrice di origine cubano/cinese....
"Miami vice" è un film tratto dall’omonima serie tv poliziesca degli anni ’80, che aveva come protagonisti la coppia di detective composta dal bianco Sonny Crockett, ed il nero Rico Tubbs. A ridargli vita ora sono rispettivamente Colin Farrell, e colui a cui va attribuita l’idea di questo "remake", e cioè il premio Oscar Jamie Foxx. Regista della pellicola è quello che fu già produttore e sceneggiatore del telefilm originale, Michael Mann, che evita l’operazione nostalgia confezionando un film spogliato del glamour della serie tv e molto vicino alla sua precedente opera, il bellissimo "Collateral".
I punti in comune difatti con il noto film con Tom Cruise sono diversi, innanzitutto l’utilizzo della camera digitale, oramai strumento prediletto di Mann, e per secondo l’ambientazione e il soggetto, entrambi a tinte fosche. Se in "Collateral" era Los Angeles a venir defraudata della sua aurea magica, ora tocca a Miami. La capitale della Florida ricca di spiagge assolate è qui una città dove i traffici illeciti sono di casa, e dove di notte la criminalità tinge di rosso le strade. Un’atmosfera poco rassicurante ma che dà alle vicende narrate maggior realismo e profondità.
La pellicola è abbastanza lontana dal definirsi un vero e proprio blockbuster, poiché le sequenze d’azione sono limitate ed il ritmo è piuttosto riflessivo. Il regista difatti si sofferma spesso sui vari protagonisti, cercando attraverso un loro sguardo o gesto, piuttosto che dialoghi, di esplicare le dinamiche che li interessano. Dinamiche legate soprattutto alle complicazioni che possono derivare quando si lavora per sconfiggere la criminalità, in primis il pericolo che si arreca alle persone amate.
Alla fine ne esce un’opera ruvida ed efficace, abbastanza coinvolgente. Certo la storia non è molto originale e le sorprese sono poche, difetto che invece non si registrava in "Collateral", ma comunque con "Miami vice" Michael Mann si conferma uno dei pochi registi a fare un cinema per il grande pubblico "pensato" e che comunica più con i segni che con le parole.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

spero que sto film abbia qualcosa si somigliante a quei bellissimi episodi del telefilm miami vice, in modo da poter rivivere anche a distanza di tempo la stesse emozioni regalate dalla serie tv.

da: un appassionato della serie :))

Anonimo ha detto...

ottimo da vedere