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martedì 16 gennaio 2007

Profumo - storia di un assassino


L’handicap di nascere privo del senso dell’olfatto, in realtà si rivela per il trovatello Jean-Baptiste Grenouille, la sua grande fortuna, infatti, piano piano ne sviluppa una forma sensibilissima che gli permetterà di realizzare i profumi più rinomati del mondo. Non contento dei successi ottenuti però, Grenouille, cercherà di ottenere un profumo "divino", questo farà prendere alla storia un tragico epilogo...
"Il profumo" è uno dei romanzi tedeschi più famosi e fortunati. Scritto dal riservatissimo Patrick Süskind, ha venduto dal 1985 ad oggi 15 milioni di copie in tutto il mondo. Due sono i motivi che ne hanno ritardato fino al 2006 l’adattamento cinematografico: il rifiuto dal parte dell’autore di cederne i diritti fino al 2000, ed un certa apprensione da parte dei registi interessati al progetto (tra cui anche Stanley Kubrick) nel trasporre la storia, basata soprattutto sulle sensazioni olfattive del suo protagonista, Jean Baptiste Grenouille.
E’ stato proprio questo, dare spessore al mondo degli odori e cercare, attraverso suoni ed immagini, di farli percepire, la sfida più difficile ed interessante che si è trovato ad affrontare il talentuoso regista Tom Tykwer (esploso nel 1998 con "Lola corre"), scelto per dirigere questo ambizioso progetto. Alla fine sembra in parte riuscirci, regalando alcune sequenze abbastanza accattivanti. Però come ci ricorda il sottotitolo del film, "Storia di un assassino", l’opera dovrebbe essere anche un thriller della categoria "serial killer", ed è qui che invece il regista singhiozza, creando raramente la tensione emotiva caratteristica delle pellicole di questo genere. Inoltre la conclusione del film può lasciare piuttosto interdetti, sia perché la storia prende una svolta decisamente fantastica, cosa che però a posteriori ha il suo senso, ma soprattutto perché non appare del tutto ben girata. L’orgiastico epilogo difatti risulta involontariamente ridicolo inficiando irrimediabilmente il pathos del climax.
A livello recitativo e tecnico non si registrano particolari pecche e, poiché siamo lontani da Hollywood (il film è una coproduzione europea), la cosa non può che essere apprezzata. In conclusione un’opera con diversi spunti degni di attenzione, che grazie alla qualità del soggetto va a disvelare la ricchezza ed i misteri di un mondo poco esplorato dalla settima arte come quello degli odori, ma che però non eccelle per quel che riguarda il mero intrattenimento.

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