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martedì 23 gennaio 2007

Poseidon

É la sera dell’ultimo dell’anno e a bordo del transatlantico Poseidon, al largo del Nord Atlantico, sono iniziati i festeggiamenti. Nel frattempo, sul ponte, il primo ufficiale, esplorando l’orizzonte vede un’onda anomala, un mostruoso muro d’acqua alto un centinaio di metri che si sta avvicinando a una velocità pazzesca. Cerca di eseguire una manovra per evitare l’impatto, ma è troppo tardi….
Dopo il "Titanic" un altro transatlantico torna ad essere protagonista al cinema. Trattasi del Poseidon, una nave da crociera di lusso dall’analogo infausto destino, affondata però non da un iceberg ma da un’onda anomala. La storia narrata che la vede protagonista in questo nuovo film del regista Wolfgang Petersen, cineasta dai risultati altalenanti (suo il mediocre "Troy" con Brad Pitt), non è originale visto che fu già inscenata in un disaster-movie del 1972 che si intitolava "L’avventura del Poseidon". Il risultato di questo remake è stato un clamoroso flop artistico e, soprattutto, commerciale (50 milioni di dollari incassati negli U.S.A a fronte di un budget di 160 milioni). Il perché di questo "affondamento" è tutto nei 100 minuti della durata della pellicola, abbastanza flebili e poco emozionanti.
Una regola che di solito viene seguita da tutti i film catastrofici è quella di far entrare in empatia il pubblico con i futuri protagonisti della tragedia. In questo Petersen fallisce miseramente, ed infatti le pur spettacolari immagini del disastro non provocano né un gran coinvolgimento né tanto meno trasmettono la forza tragica dell’evento. Addirittura successivamente, quando i personaggi principali cercano una via di uscita dalla nave, i cadaveri che via via incontrano sembrano accessori di scena buttati là tanto per dire che è successo qualcosa di orribile. Ciò basterebbe a decretare l’insuccesso dell’operazione, peccato che si assista anche ad una serie di vicende interpersonali abbastanza banali e scontate, con un finale preso pari pari da "Armageddon", e delle sequenze d’azione male gestite, soprattutto quelle più claustrofobiche, con una perdita di riferimenti spazio temporali che rendono solo più confusi gli accadimenti.
A livello registico ci sono da segnalare solo un paio di interessanti riprese subacquee, un po’ troppo poco considerato anche il budget. Un film infine senza un vero perché, con un insieme di attori composti da deprimenti nuove leve e spaesate vecchie glorie (poveri Kurt Russell e Richard Dreyfuss che poco possono fare con personaggi tratteggiati con l’accetta). Fortuna che l’inabissamento del Poseidon sia finzione se no avremmo avuto superstiti della tragedia e parenti delle vittime inferociti.

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