andiamo al cinema

mercoledì 3 gennaio 2007

snake on a plane



Hawaii. Il giovane Sean Jones è testimone di un omicidio da parte di un boss della malavita e si ritrova così costretto a sorvolare l’oceano pacifico, sotto la scorta dell’agente dell’FBI Neville Flynn, fino a Los Angeles, dove dovrà testimoniare. Il volo si rivela tutt’altro che tranquillo quando vengono sguinzagliati sull’aereo 450 serpenti velenosi al solo scopo di eliminare un testimone scomodo.
Dopo il successo legato al passaparola mediatico di "The blair witch project", ecco arrivare un altro film che deve la sua fortuna alla comunità di internet; infatti la storia di "Snakes on a plane" inizia a metà del 2005 proprio su internet, quando lo sceneggiatore Josh Friedman comincia a parlare di questo progetto sul suo blog, incuriosendo e entusiasmando i lettori al punto tale da spingere la produzione a realizzare il film in grande stile e non come semplice b-movie, come sarebbe dovuto invece essere.
Questa è stata una sfortuna per noi, perché se fosse stato un b-movie forse sarebbe passato inosservato e avrebbe fatto risparmiare i soldi di un biglietto del cinema a molte persone. Ma andiamo per ordine. Innanzitutto la trama è assolutamente superflua, il film inizia e finisce a bordo dell’aereo, in un ambiente claustrofobico e asfissiante a cui ci hanno già abituati pellicole di più pregevole fattura come "Panic room" o "The cube", e tutto ciò che avviene prima dell’imbarco dei passeggeri è solo un pretesto per dare un perchè ai serpenti sull’aereo. In secondo luogo il film si differenzia dai b-movie solo per la presenza di un paio di nomi famosi e per degli effetti speciali un po’ più curati, per il resto ha tutti gli ingredienti di un film splatter di serie B. Per avere un’idea della prima parte della pellicola pensate a tutte le protuberanze e i punti critici umani (naso, bocca, occhi…) e a tutte le parti intime maschili e femminili, e immaginate un serpente che si attacca a ognuno di questi punti nevralgici del corpo umano.
Va comunque detto che oltre a questo, nel primo tempo, si delineano anche le psicologie dei vari personaggi imbarcati sull’aereo e che nella seconda parte il film si salva parzialmente. Le scene splatter calano drasticamente trasformando il prodotto da horror di seconda categoria a thriller dai toni molto meno spaventosi, arrivando persino a regalare qualche risata ai poveri spettatori. Concludendo "Snakes on a plane" è un film estremamente sopravvalutato e tranquillamente trascurabile, consigliato solo ai veri fan del genere, che comunque se ne dimenticheranno presto.


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