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venerdì 19 gennaio 2007

Ti odio, ti lascio, ti...


Brooke e Gary, stanno insieme da parecchio, e come in molte altre coppie i litigi sono una routine. Brooke però non ce la fa più e vuole separarsi. Il problema è che nessuno dei due ha intenzione di lasciare la casa e l’unica soluzione rimane quella di una coabitazione forzata in cui non mancheranno dispetti reciproci.
Con i suoi 120 milioni di dollari di incasso "The break-up" (di cui è meglio non commentare la versione italiana del titolo) è stato uno dei maggiori successi dell’estate americana 2006. Merito del successo i due bravi e simpatici protagonisti, Jennifer Aniston e Vince Vaughn, ed un plot, la storia di due ex costretti a convivere nella medesima casa, in apparenza foriero di molti spunti comici. In realtà il film non è una commedia eccessivamente brillante e non è esente da vari difetti, però grazie ad alcune note positive si salva parzialmente.
Il film fin dall’inizio percorre un’apprezzabile strada, quella di non prendere mai pieghe troppo improbabili per cercare la facile risata, restituendoci così una storia abbastanza verosimile, che ben rimarca come una coppia non possa sussistere senza un reciproco sacrificio e in cui molti potranno immedesimarsi. L’intreccio narrato però lascia più di una perplessità con alcuni sviluppi poco convincenti, i particolare l’evoluzione del protagonista maschile, lo sfaticato Gary. Per esempio si rimane un po’ interdetti che quest’ultimo, dopo un’ora e mezzo di film, abbandoni l’ascia di guerra con l’ex-fidanzata semplicemente perché un suo amico gli ha fatto notare quanto è egoista. Efficace e piacevole sorpresa si rivela invece la conclusione, che con un po’ di furbizia riesce a far contenti tutti gli spettatori, sia quelli più romantici che i disillusi.
Per quel che riguarda l’aspetto comico va detto che purtroppo le situazioni veramente divertenti nella pellicola sono poche ed isolate, ed alcuni sketch, anche insistiti, funzionano poco. Non mancano poi clichè oramai abusati, uno su tutti, l’insopportabile amico gay di lei. Per finire un film non deprecabile che però vive di momenti.

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