Dopo il successo del primo capitolo sono finalmente tornati Manny, Diego, Sid e soprattutto Scrat. Come per ogni film di successo un sequel è inevitabile, ma ultimamente Hollywood ci ha dato prova che un numero 2 può essere all’altezza o addirittura superiore all’originale, specialmente nel campo dell’animazione.
Dal punto di vista della qualità delle texture, gli studios Blue sky si sono evoluti parecchio rispetto al precedente capitolo, raggiungendo una definizione e un’accuratezza delle animazioni sorprendente che non ha nulla da invidiare ai risultati raggiunti dalla Pixar negli ultimi anni. Basti vedere il realismo della pelliccia di Manny e dell’acqua per rendersene conto. Dal punto di vista della storia invece, questo secondo capitolo, fa un passo indietro rispetto al suo predecessore: non ci sono più gli umani, e quindi non c’è più la tenerissima bambina da riportare ai loro genitori, in compenso c’è una miriade di personaggi in più, forse persino troppi.
La storia del film si basa sullo spunto dello scioglimento dei ghiacci e della conseguente migrazione forzata di tutti i protagonisti al di fuori della conca nella quale vivono, che verrà presto sommersa dall’acqua. Vista l’esilità della trama, la forza di questo film è la simpatia dei personaggi, e l’approfondimento della loro personalità: la paura dell’acqua di Diego, l’angoscia di Manny per essere l’ultimo Mammut, ad esempio, sono alcune delle costanti di questo secondo capitolo. Ma a vincere il premio simpatia è senz’altro Sid, per merito anche del doppiaggio del bravo Bisio, e l’irresistibile scoiattolino Scrat, al quale è dedicata una vera e propria storia parallela, che regala alcuni dei momenti più divertenti.Non particolarmente esaltanti le new entry, in particolar modo i due opossum ai quali è forse dato sin troppo spazio.
Se le animazioni di Scrat valgono da sole il prezzo del biglietto, agli sceneggiatori gli spunti per divertire non mancano: la narrazione è un puro pretesto per alcune gag che rimarranno nella storia come le più divertenti mai viste in un film d’animazione: dallo humor cinico e cattivo alla Tex Avery al travolgente ballo degli avvoltoi, fino agli echi dell’arca di Noé. Non manca nemmeno la sottotraccia educativa, con l’invito di Sid a Diego a superare le proprie paure magari con l’aiuto di una piccola bugia, che riesce ad essere edificante senza appiattirsi nel banale o nel pedante come nelle ultime produzioni Disney.



































